✕

Chaudhary, da Barack a Elly: "Schlein? Carisma, passione e una campagna inclusiva. Ecco come cambierà il Pd"

Arun Chaudhary con Barack Obama 
Il direttore creativo dell'azienda americana Social Change, che ha seguito molte campagne dei candidati Usa dem: "Elly non è l'anti-Meloni. Se combatterà per i diritti convincerà anche chi non li considera una priorità"
3 minuti di lettura

Arun Chaudhary, quando ha conosciuto personalmente Elly Schlein?

"Ci siamo incontrati a Bologna nel 2019, e abbiamo scoperto che eravamo stati nello stesso posto molte volte prima. Quando Elly si offrì volontaria per la campagna di Obama, fu di stanza a Chicago, che è dove mi trovavo quando non ero in viaggio con il senatore".

Social Changes – la società Usa  che ha come direttore creativo il videomaker di Barack Omaba Arun Chaudharye, 47 anni, responsabile delle campagne digitali di molti candidati dem negli Stati Uniti - ha curato la comunicazione di Schlein alle Regionali 2020. Lei prese 22mila voti, risultando campionessa di preferenze.

Cos’è Social Changes? È vero che è un’organizzazione che lavora per una sorta di internazionale dei progressisti?

"Siamo un gruppo internazionale di attivisti che credono nella solidarietà globale, nei valori progressisti di equità e uguaglianza,…

Arun Chaudhary, quando ha conosciuto personalmente Elly Schlein?

"Ci siamo incontrati a Bologna nel 2019, e abbiamo scoperto che eravamo stati nello stesso posto molte volte prima. Quando Elly si offrì volontaria per la campagna di Obama, fu di stanza a Chicago, che è dove mi trovavo quando non ero in viaggio con il senatore".

Social Changes – la società Usa  che ha come direttore creativo il videomaker di Barack Omaba Arun Chaudharye, 47 anni, responsabile delle campagne digitali di molti candidati dem negli Stati Uniti - ha curato la comunicazione di Schlein alle Regionali 2020. Lei prese 22mila voti, risultando campionessa di preferenze.

Cos’è Social Changes? È vero che è un’organizzazione che lavora per una sorta di internazionale dei progressisti?

"Siamo un gruppo internazionale di attivisti che credono nella solidarietà globale, nei valori progressisti di equità e uguaglianza, e che il potere democratico sia messo nelle mani dei lavoratori. Ma Social Changes non fa parte di nessuna organizzazione. Io stesso non sono interessato. Non sono mai stato un membro del Partito Democratico degli Stati Uniti nonostante abbia lavorato per centinaia di democratici".

Social Changes ha gestito anche la campagna per le recenti primarie Pd di Schlein? L’ha finanziata in qualche modo? Sui social media per esempio?

"No, no, e quindi no. L’abbiamo soltanto guardata con grande interesse, come hanno fatto i progressisti di tutto il mondo".

Che rapporto ha Social Changes con il Pd italiano?

"Non abbiamo alcun rapporto con il Pd. Il Pse invece è un cliente di Social Changes. Lavoriamo fornendo sostegno alla comunicazione e contenuti, nei loro sforzi continentali. Anche se penso che questo scambio di idee e risorse sia stato molto più facile per la destra, che a livello globale è molto organizzata".

Qual è la sua opinione su Schlein?

"Ho un'alta opinione di lei, spero e mi aspetto che sarà una grande segretaria Pd".

Perché Schlein ha vinto?

"Perché è stata in grado di lavorare sui suoi punti di forza naturali: intelligenza, passione, carisma, e la capacità di dimostrarli attraverso una campagna bottom-up e inclusiva. Inoltre ha mostrato – e non solo affermato - che tipo di segretaria vuole essere. Un nuovo modello che il popolo democratico italiano, a quanto pare, desidera profondamente. A questo aggiungiamo che è stata sottovalutata, aspetto molto gradito dai cittadini stufi del rapporto della classe dirigente con il potere. Ogni recente elezione ha mostrato questo schema. Né questo è un fenomeno soltanto italiano, basta dare un'occhiata alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti".

La biografia cosmopolita e gender fluid ha avuto un impatto? Le sue posizioni molto orientate verso i diritti potrebbero essere un boomerang?

"No, non credo che questo sarà un problema. C'era un grande senatore americano di nome Paul Wellstone che disse: 'Se non lottiamo strenuamente per le cose in cui crediamo, ci crediamo veramente?'. Certo, i gruppi più svantaggiati e sicuramente meno preoccupati per questioni che non riguardino le loro vite materiali hanno bisogno di una voce che parli per loro, e il Pd ha ignorato molti collegi elettorali. Tuttavia tutti gli elettori vogliono comunque vedere un leader che combatte apertamente e senza scuse per le cose in cui crede. Anche se potrebbero non essere una priorità dell'elettore stesso".

Che impatto può avere Schlein sul quadro politico italiano? Sui 5 stelle per esempio?

"Nelle politiche dello scorso settembre sia il Pd che Fratelli d’Italia non sono stati in grado di raccogliere molto sostegno dagli elettori 5S. Sembra che ci sia un forte numero di cosiddetti 'elettori oscillanti', che più accuratamente potrebbero essere descritti come populisti che cercano sinceramente di entrare nel processo democratico. Con una leadership differente come quella di Schlein mi aspetto un avvicinamento al Pd di giovani e di ex sostenitori 5 stelle".

Schlein può essere considerata l'anti-Meloni? Meloni dovrebbe essere preoccupata?

"È una cornice narrativa allettante: queste due straordinarie donne italiane, sottovalutate più e più volte, e che arrivano in testa al gruppo. Ma penso che definire Schlein come l'anti-Meloni significherebbe adottare troppo lo schema della premier, il cui successo in FdI dipende dal consenso e dal controllo. Meloni ha avuto particolare successo nel radunare tutti i suoi gatti e farli urlare con una sola voce, si potrebbe pensare che abbia letto un certo Lenin... Mentre Schlein si affermerà se porterà il Pd a essere un luogo in cui si hanno conversazioni difficili, piuttosto che spazzate sotto il tappeto. Un partito in cui puoi essere ascoltato e discutere, anche se il tuo punto di vista non è pienamente adottato, è una calamita tremendamente efficace per portare nuovi elettori e rompere il cosiddetto ‘cerchio chiuso’. Comunque Meloni non mi sembra preoccupata, è più una pianificatrice. Penso anzi che Elly possa prendere spunto: tira diritto, fai il tuo lavoro, combatti per ciò in cui credi, ignora gli odiatori".