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Cutro, svolta Meloni: stretta sugli scafisti, si allarga il decreto flussi

(fotogramma)
Consiglio dei ministri straordinario il 10 marzo nel luogo del naufragio. Palazzo Chigi punta a modificare l’impostazione Salvini: più immigrati regolari. Scintille nel governo
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ROMA - Pugno duro contro gli scafisti ma snellimento delle procedure di immigrazione regolare. Ed espulsioni solo se efficaci, in Paesi “sicuri” dove non ci siano guerre o trattamenti disumani. Un incremento dei flussi, con l’allungamento della durata di permanenza in Italia, e il rafforzamento dei corridoi umanitari.


Gli ultimi ritocchi alle nuove misure sull’immigrazione saranno dati solo stamattina, nell’immediata vigilia della trasferta del governo a Cutro. La risposta a dodici giorni di sospetti e polemiche attorno a una strage di migranti che si poteva evitare, sarà alla fine scritta in un atto che avrà la forma del decreto, per restituire il senso dell’immediatezza dopo i ritardi. Un unico provvedimento, con pochi cedimenti alla linea dura di Salvini, perché è il tempo della solidarietà e il consiglio dei ministri si svolgerà in un’atmosfera di tensione, alimentata ieri dalla protesta dei pare…

ROMA - Pugno duro contro gli scafisti ma snellimento delle procedure di immigrazione regolare. Ed espulsioni solo se efficaci, in Paesi “sicuri” dove non ci siano guerre o trattamenti disumani. Un incremento dei flussi, con l’allungamento della durata di permanenza in Italia, e il rafforzamento dei corridoi umanitari.


Gli ultimi ritocchi alle nuove misure sull’immigrazione saranno dati solo stamattina, nell’immediata vigilia della trasferta del governo a Cutro. La risposta a dodici giorni di sospetti e polemiche attorno a una strage di migranti che si poteva evitare, sarà alla fine scritta in un atto che avrà la forma del decreto, per restituire il senso dell’immediatezza dopo i ritardi. Un unico provvedimento, con pochi cedimenti alla linea dura di Salvini, perché è il tempo della solidarietà e il consiglio dei ministri si svolgerà in un’atmosfera di tensione, alimentata ieri dalla protesta dei parenti delle vittime per il trasferimento delle salme. In una cittadina blindata e con i negozi chiusi.

Giorgia Meloni, che si è detta colpita profondamente da una tragedia che annovera nel suo bilancio anche 28 bambini, ha deciso di avocare a sè il dossier, cercando di dare un’impronta più umana, non repressiva, alle disposizioni del suo esecutivo. Un tentativo di rovesciare il ragionamento, di spostare l’accento dai respingimenti al salvataggio delle vite messe a rischio da chi specula sulla tratta di esseri umani.


La stretta sugli scafisti ci sarà. Al momento i fermati devono rispondere del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa di 15mila euro per ogni persona trasportata. Si punta a un aggravante specifica che scatterebbe in caso di morte dei migranti, come accaduto a Cutro. A essere sanzionati potrebbe essere non solo coloro che guidano i barconi ma anche le reti criminali che gestiscono il traffico.


Il ventaglio di misure è ampio. Ci sarà una semplificazione normativa e burocratica per chi chiede di entrare legalmente in Italia. Potrebbero essere mobilitati gli uffici diplomatici per l’esame delle domande in loco, con la collaborazione dei Paesi, in particolare quelli del Nordafrica, con cui Roma ha già accordi. Il governo prova a rendere effettive le espulsioni, con l’ok dei Paesi di origine, che però devono essere sicuri: chi viene rimpatriato non deve cioè finire in una zona di guerra o rischiare condizioni di permanenza disumane. Verrà rilanciato lo strumento del decreto flussi, che sarà allargato e reso pluriennale.

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha detto che ci sono da 300 a 500 mila posti disponibili. L’idea è quella di assegnare quote privilegiate ai Paesi che collaborano nel contrastare le partenze di migranti irregolari e nell’accettare i rimpatri. E ancora: nelle intenzioni del governo c’è il potenziamento dei corridoi umanitari e finanziamenti ai Comuni per migliorare la rete dei centri di accoglienza.


Si lavora fino all’ultimo per affinare queste norme: la riunione preparatoria del consiglio dei ministri che doveva svolgersi ieri pomeriggio è stata rinviata a stamattina: la premier è stata tentata dal presentare le misure direttamente in cdm, fra i malumori della Lega. Nei testi, si apprende, non ci sarà comunque traccia dei decreti sicurezza cari a Salvini. Eppure "a quelli dobbiamo tornare", dice il deputato Igor Iezzi, fedelissimo del segretario del Carroccio, che ha presentato un progetto di legge per ripristinare parte dei provvedimenti dell’ex ministro dell’Interno.

La sfida è aperta: e il capogruppo leghista Riccardo Molinari dà appuntamento a Fratelli d’Italia in commissione: "Vedremo — dice chiaramente — se FdI voterà o no la nostra proposta". Negli ambienti meloniani si parla, più o meno, di provocazioni. La linea è però quella di evitare polemiche, alla vigilia della delicata missione calabra.


Le tensioni interne non mancano, nel giorno in cui invece Meloni fa un passo avanti nella partita con l’Europa: portando al suo fianco un alleato inedito, l’olandese Mark Rutte, che si dice pronto ad agire in “tandem” con la collega italiana, tanto da preparare anche un viaggio in Africa insieme. Rutte, nel giorno della festa delle donne, regala a Meloni un mazzo di mimose e tulipani e il bilaterale dura più di un’ora e mezza. Il primo ministro olandese riconosce che la gestione della questione migratoria "richiede un approccio europeo efficiente" e sottolinea che il naufragio di Cutro "dimostra l’urgenza di prevenire questo tipo di tragedie con la lotta ai trafficanti di esseri umani".

Le distanze si sono sensibilmente accorciate rispetto a qualche mese fa, anche se non c’è ancora intesa sui movimenti secondari, tema spinoso per l’Italia. "Su quello — ammette Rutte — bisogna trovare un equilibrio fra le esigenze dei Paesi d’approdo e gli altri": ovvero proprio quelli del Nord Europa.