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Schlein punta Meloni: “È lei che deve spiegare”. Ma la sfiducia è congelata

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La segretaria del Pd: “Il Cdm di Cutro non tocchi il reddito di cittadinanza”. I 5S: “Salvini coniglio”
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ROMA - Non solo Piantedosi. Le parole spese finora da Giorgia Meloni sui fatti di Cutro "non bastano", dice Elly Schlein in Transatlantico, quando il capo del Viminale ha appena finito la sua informativa alla Camera. La segretaria del Pd chiede alla premier di rispondere in Parlamento. "E presto. Sappiamo che ci sarà il question time", fissato per il 15 marzo. È il tentativo del Pd, in asse col M5S, di allargare il bersaglio. Non circoscrivere lo spettro delle responsabilità politiche — e la ricerca di risposte su una tragedia che conta finora 72 vittime — al solo ministro dell’Interno. Dunque Meloni.

E Salvini, che col Mit controlla la Capitaneria di porto. "Vogliamo capire cosa pensa di questa vicenda", riprende la leader dem, mentre i 5 Stelle in Aula chiedono «dov’è il ministro delle Infrastrutture? Perché continua a scappare dal Parlamento come un coniglio?". Non a caso…

ROMA - Non solo Piantedosi. Le parole spese finora da Giorgia Meloni sui fatti di Cutro "non bastano", dice Elly Schlein in Transatlantico, quando il capo del Viminale ha appena finito la sua informativa alla Camera. La segretaria del Pd chiede alla premier di rispondere in Parlamento. "E presto. Sappiamo che ci sarà il question time", fissato per il 15 marzo. È il tentativo del Pd, in asse col M5S, di allargare il bersaglio. Non circoscrivere lo spettro delle responsabilità politiche — e la ricerca di risposte su una tragedia che conta finora 72 vittime — al solo ministro dell’Interno. Dunque Meloni.

E Salvini, che col Mit controlla la Capitaneria di porto. "Vogliamo capire cosa pensa di questa vicenda", riprende la leader dem, mentre i 5 Stelle in Aula chiedono «dov’è il ministro delle Infrastrutture? Perché continua a scappare dal Parlamento come un coniglio?". Non a caso l’interpellanza presentata dai deputati democratici — prodromica, forse, a una mozione di sfiducia per ora congelata — è stata indirizzata, oltre a Piantedosi, anche al segretario della Lega e al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a cui fanno capo le Fiamme gialle. "Tutto il Paese merita chiarezza sulla dinamica e sulla catena di comando, vanno definite le responsabilità — incalza Schlein — Ma è chiaro che in ultima istanza la responsabilità di fare luce sta a chi guida il governo e stiamo facendo domande molto chiare a cui anche oggi non abbiamo avuto risposte".

La prima domanda, attorno a cui ruota tutto: "Perché per 7 lunghe ore non sono stati fatti intervenire mezzi adeguati che forse avrebbero potuto evitare questa strage?". E ancora: "Chi ha deciso che intervenisse la Guardia di finanza invece che la guardia costiera", che avrebbe avuto i mezzi per un’operazione di salvataggio? In Aula il dem Peppe Provenzano era stato ancora più duro: "Il governo dev’essere indagato per strage colposa, come disse anche Meloni nel 2015, dopo il naufragio a largo di Lampedusa. Ma allora il naufragio avvenne a 200 miglia dalla costa, questo a 200 metri".


Più che incartarsi su una mozione di sfiducia — che non convince a pieno nemmeno tutte le opposizioni, vedi il Terzo Polo — Schlein ora chiede al governo di ritirare il decreto Ong, che "ende più difficili i salvataggi in mare". E preme sull’esecutivo affinché chieda una Mare nostrum europea. L’ultimo affondo della leader del Pd riguarda invece la decisione di Meloni di tenere un Consiglio dei ministri a Cutro. La trasferta in Calabria del governo è l’occasione, per Schlein, di allargare il discorso al reddito di cittadinanza in via di smantellamento, una battaglia politica che la nuova inquilina del Nazareno — il cambio di passo è calcolato — non vuole lasciare ai 5 Stelle, ormai sorpassati nei sondaggi, ma che su questo potrebbero recuperare terreno.

"Voglio sperare che il governo non abbia in testa di portare a Cutro la riforma del reddito di cittadinanza — attacca allora la segretaria — ignorando il fatto che si tratta di una delle province con le maggiori difficoltà rispetto a redditi, consumi e indicatori della qualità della vita. Sarebbe una sberla a chi è in difficoltà".