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Pd, Zan: "Con Schlein si riparte dai nuovi diritti. Le unioni civili non bastano più, sì ai matrimoni gay"

L'esponente dem: "Per il partito la piena eguaglianza è il tema centrale"
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“Matrimonio egualitario per non discriminare le coppie gay: le unioni civili non bastano più. Diritti delle famiglie con genitori dello stesso sesso. Sono due delle proposte da cui partirà il nuovo pd. Alessandro Zan annuncia l’offensiva di Elly Schlein sui “nuovi diritti”. Con una premessa-chiave: “Nuovi diritti significa intersezione tra diritti civili, sociali, ambientali come diritti alla persona”. Sono la missione del nuovo Pd.

Zan, il nuovo Pd riparte dai diritti alla persona, cosa s’intende e quali sono?  

“Per il Pd la piena uguaglianza tra le persone è un tema centrale, in quanto base ed essenza della cittadinanza. La novità di Elly Schlein e del Pd è l’intersezione tra diritti civili, sociali e ambientali come diritti della persona. Un partito progressista europeo nella lotta alle diseguaglianze, per un lavoro dignitoso e non precario, prevedendo il salario minimo, nel contrasto a…

“Matrimonio egualitario per non discriminare le coppie gay: le unioni civili non bastano più. Diritti delle famiglie con genitori dello stesso sesso. Sono due delle proposte da cui partirà il nuovo pd. Alessandro Zan annuncia l’offensiva di Elly Schlein sui “nuovi diritti”. Con una premessa-chiave: “Nuovi diritti significa intersezione tra diritti civili, sociali, ambientali come diritti alla persona”. Sono la missione del nuovo Pd.

Zan, il nuovo Pd riparte dai diritti alla persona, cosa s’intende e quali sono?  

“Per il Pd la piena uguaglianza tra le persone è un tema centrale, in quanto base ed essenza della cittadinanza. La novità di Elly Schlein e del Pd è l’intersezione tra diritti civili, sociali e ambientali come diritti della persona. Un partito progressista europeo nella lotta alle diseguaglianze, per un lavoro dignitoso e non precario, prevedendo il salario minimo, nel contrasto ai cambiamenti climatici e per una transizione ecologica, sulle libertà individuali, non può che essere dalla parte dei diritti di tutte e di tutti”.

In concreto cosa significa? Da dove cominciate?

“Sui diritti c’è già una grande mobilitazione nel Paese che spinge la lotta in Parlamento. Ripresentiamo innanzitutto le leggi che erano a un passo dall’approvazione definitiva e che sono state bloccate. Lo Ius soli, per riconoscere finalmente la cittadinanza ai ragazzi figli di immigrati che nascono e studiano nel nostro Paese e che di fatto sono pienamente italiani. Una legge moderna ed efficace contro i crimini d’odio, che ci allinei ai grandi Paesi occidentali e non agli amici di Visegrad di Meloni e Salvini. Una legge sul fine vita. Ma non ci fermiamo qui. L’Italia è riuscita a approvare solo la legge sulle unioni civili, 7 anni fa”. 

Non basta più?  

“È una legge comunque discriminatoria, perché per le coppie eterosessuali è possibile il matrimonio che per quelle omosessuali è vietato. Va eliminata questa disparità di trattamento e ci batteremo per il matrimonio egualitario. Lo Stato non può più tollerare famiglie di serie A e di serie B”. 

La stepchild adoption, l’adozione del figlio del partner, fu stralciata dalle unioni civili. È il momento di riprenderla? 

“Sì, dall’approvazione nel 2016 delle unioni civili quella è una ferita che è rimasta aperta e che deve essere sanata. Tante famiglie con genitori dello stesso sesso devono ancora ricorrere ai tribunali per vedere riconosciuti i diritti dei propri figli. Ricordo che pesano sul Parlamento molte sentenze della Corte costituzionale (ad esempio, le numero 32 e 33 del 2021) che segnalano non solo una vera e propria discriminazione verso i figli delle coppie omogenitoriali, ma anche una inerzia del legislatore che è causa di questa discriminazione. Serve un cambio di passo forte della politica e il Pd è pronto a farsene carico”. 

Sul riconoscimento dei genitori gay in tutti gli Stati Ue è in corso un braccio di ferro al Senato sul parere che l’Italia deve inviare a Strasburgo.  

“Il regolamento Ue indica che due madri e due padri devono essere considerati tali in tutti gli stati dell’Unione, un provvedimento di civiltà e buon senso, presentato con orgoglio dalla stessa Ursula Von der Leyen, non di certo un’estremista di sinistra, ma il vertice dei popolari e quindi del centro destra in Europa. Questo per dire che sui diritti è la destra italiana a essere retrograda e reazionaria, con posizioni alla Orban e non certo delle destre dei paesi europei più avanzati. Peccato che Forza Italia, che sta nel Ppe, su questo si allinei ai sovranisti. Faremo una dura battaglia”.  

La destra teme che significhi aprire la porta alla maternità surrogata. Lei cosa ne pensa? 

“In Italia la maternità surrogata è vietata, io sono personalmente favorevole alla gestazione per altri, però il provvedimento non verte su questo, è la solita mistificazione e le solite fake news delle destra per non allargare mai i diritti. Bisogna legiferare sempre nel superiore interesse del minore come stabilisce la convenzione Onu dei diritti dell’infanzia. Si chiede semplicemente agli Stati Ue di considerare i genitori tali in tutti i Paesi. Esempio: se due madri adottive francesi venissero a vivere in Italia per motivi di lavoro, i loro figli non sarebbero considerati tali dal nostro Stato. È una vergogna che deve finire”.  

Ma cosa avrà la precedenza tra le diverse proposte? La liberalizzazione della cannabis?  

“Sono tutti traguardi di civiltà fondamentali, anche la legalizzazione della cannabis non può più attendere. Significherebbe peraltro dare un colpo mortale alla criminalità organizzata, contro un proibizionismo cieco che non vede la realtà. Non facciamo gerarchie ed errori del passato che finora non hanno portato ad alcun risultato”.  

Siete sicuri che tutto il Pd sarà d’accordo?  

“Queste battaglie erano anche nel programma di Stefano Bonaccini, conferma che, pur da approcci diversi, i diritti sono ormai considerati patrimonio comune da tutto il Pd”. 

Schlein ha fatto coming out, ha una compagna: per questo è più attenta ai diritti Lgbtqi+?  

“Una leadership di sinistra, progressista e moderna mette sempre al centro questi temi a prescindere da se. Ad esempio in Spagna Pedro Sanchez, un uomo sposato con una donna, ha appena annunciato un provvedimento epocale sulla parità di genere e sostenuto con forza e convinzione le nuove leggi a favore dei diritti Lgbtq+.”

Il ddl contro l’omotransfobia è indigesto a molti, alla destra come ai renziani. Ripresentarlo è solo una bandiera?  

“Cercheremo l’alleanza di tutte le opposizioni, sfidando i finti liberali del centrodestra. La destra ha affossato quella legge e abbia allora il coraggio di dire che è anche contro la legge Mancino di cui il ddl Zan è il completamento”.