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Pd, Schlein prepara un tour nei feudi M5S al Sud: sì al salario minimo e difesa del reddito

La segretaria studia un viaggio "nell'Italia che fa fatica", dalla Campania alla Sicilia. Atteso per oggi il confronto con Bonaccini
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Non sarà in pullman, come per Prodi e Veltroni. Né a bordo di un camper elettrico, come toccò con scarsa fortuna a Enrico Letta nell'ultima campagna elettorale. Ma Elly Schlein ha proprio voglia di rimettersi in viaggio. "Un tour nell'Italia che fa fatica", lo chiama così la neo-segretaria dem parlando con i collaboratori incaricati di organizzare le tappe. Dunque Sicilia, Campania, di nuovo Calabria, dopo il viaggio a Crotone della settimana scorsa per rendere omaggio alle vittime del naufragio di Cutro. Tutti feudi elettorali del M5S. Qualche puntata ci sarà anche al Nord: nel Veneto depresso, nelle zone della Lombardia dove la crisi morde di più. E lungo il percorso, l'obiettivo è battere su due chiodi: reddito di cittadinanza e salario minimo. Due temi su cui aveva puntato forte Giuseppe Conte e che la nuova segretaria del Pd non intende certo regalare ai 5 Stelle. Ci ha impostato tutta la campagna congres…

Non sarà in pullman, come per Prodi e Veltroni. Né a bordo di un camper elettrico, come toccò con scarsa fortuna a Enrico Letta nell'ultima campagna elettorale. Ma Elly Schlein ha proprio voglia di rimettersi in viaggio. "Un tour nell'Italia che fa fatica", lo chiama così la neo-segretaria dem parlando con i collaboratori incaricati di organizzare le tappe. Dunque Sicilia, Campania, di nuovo Calabria, dopo il viaggio a Crotone della settimana scorsa per rendere omaggio alle vittime del naufragio di Cutro. Tutti feudi elettorali del M5S. Qualche puntata ci sarà anche al Nord: nel Veneto depresso, nelle zone della Lombardia dove la crisi morde di più. E lungo il percorso, l'obiettivo è battere su due chiodi: reddito di cittadinanza e salario minimo. Due temi su cui aveva puntato forte Giuseppe Conte e che la nuova segretaria del Pd non intende certo regalare ai 5 Stelle. Ci ha impostato tutta la campagna congressuale, del resto, e attorno a questi punti, ora, vuole costruire l'identità del nuovo Pd.

Segnali: ieri, in occasione della giornata internazionale della donna, Schlein è andata a Cinecittà, per incontrare le dipendenti precarie di un grande centro commerciale romano. E ha intrecciato il filo dei diritti con quello del lavoro. "Bisogna fare una legge sulla rappresentanza per spazzare via i contratti pirata, bisogna assicurare un salario minimo. Bisogna contrastare queste forme di part-time involontario che molto spesso poi rendono ricattabili per un'ora in più di lavoro", le sue parole. E non è un caso che l'altro ieri, criticando la decisione tardiva di Giorgia Meloni di portare il Cdm a Cutro, ha punzecchiato il governo sulla riforma del reddito di cittadinanza: "Non pensino di approvarla lì, in una delle province con le maggiori difficoltà rispetto ai redditi e alla qualità della vita".

Prima del tour, la segretaria deve chiudere la pratica degli assetti di partito. Domenica c'è l'assemblea nazionale, alla Nuvola di Roma. Va ancora chiuso l'accordo con Stefano Bonaccini, che con Schlein non si è ancora sentito (dovrebbe farlo oggi) e che vorrebbe il posto da presidente del Pd più che quello da vice-segretario, offerto dalla vincitrice delle primarie. Il governatore, al contrario di qualche suo sostenitore, non vuole strappi, ieri ha smentito via Twitter l'idea di voler mettere su un correntone: "Le correnti le lascio a chi non sa concepire la politica in maniera differente". Qualche insofferenza si registra anche nell'area degli ex Popolari di Pierluigi Castagnetti, che ieri si sono riuniti per mettere a verbale che la "condizione irrinunciabile" perché continuino ad impegnarsi nel Pd è che "venga confermato un reale pluralismo culturale e politico". Un altro Pier Luigi (staccato), cioè Bersani, è invece pronto a rientrare. "Riprendo la tesserà? Ma sì, vedremo, se continua quest'apertura ci sarò anch'io".

Schlein per ora continua a non parlare del tetris interno, preferisce tenere alta la tensione con l'esecutivo, concentrarsi lì. Ieri, ospite di SkyTg24, ha assicurato che sarà "la segretaria di tutti" e che le alleanze, che siano con M5S o col Terzo Polo, "ora non sono la priorità". A Meloni che l'ha citata, "non ci hanno visto arrivare", risponde che interpretano la frase femminista "in modi diversi". Un terreno di collaborazione con la premier, forse l'unico, può essere "l'impegno al contrasto della violenza di genere". Oltre al pieno sostegno all'Ucraina, ribadito da Schlein anche ieri. "Non ho mai cambiato la mia posizione dal marzo scorso. Penso che da un lato sia stato giusto e importante sostenere il popolo ucraino, ma non rinuncio all'idea di un'Europa che abbia un protagonismo politico e diplomatico più forte".