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Peluche di protesta contro le auto blu del governo a Cutro. Meloni e i ministri ignorano le bare

Cdm straordinario a Cutro a dodici giorni dalla tragedia. Striscioni e cori dei residenti: “Vogliamo giustizia”. Il governo diserta il Palasport dove sono ospitati i feretri dei migranti. Prima contestazione per la premier. Scritte contro Piantedosi
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CUTRO (CROTONE) - Sedici chilometri separano il municipio di Cutro dal Palamilone di Crotone. Sedici chilometri che ieri hanno segnato la distanza invalicabile tra il governo e le famiglie delle vittime del naufragio del 26 febbraio, che a Crotone hanno atteso invano un segnale di pietà. Una scelta contestata dalle persone che hanno accolto a Cutro la premier e i suoi vice arrivati per il Consiglio dei ministri al grido di "Assassini" e "Vergogna" e con il lancio di pupazzi di peluche, a ricordare i bambini morti in mare. Sedici chilometri che né la premier Giorgia Meloni né alcun ministro hanno voluto percorrere per portare a chi piange figli, madri, fratelli, il conforto dell’Italia.

"Siamo delusi, aspettavamo che Meloni venisse a parlarci - dice il 31enne afghano Alidad Shiri, che ancora cerca il cugino 17enne Atiqullah, disperso - Come parenti di vittime e dispersi le avevamo chiesto un incontro tramite la Prefettura ma ne…

CUTRO (CROTONE) - Sedici chilometri separano il municipio di Cutro dal Palamilone di Crotone. Sedici chilometri che ieri hanno segnato la distanza invalicabile tra il governo e le famiglie delle vittime del naufragio del 26 febbraio, che a Crotone hanno atteso invano un segnale di pietà. Una scelta contestata dalle persone che hanno accolto a Cutro la premier e i suoi vice arrivati per il Consiglio dei ministri al grido di "Assassini" e "Vergogna" e con il lancio di pupazzi di peluche, a ricordare i bambini morti in mare. Sedici chilometri che né la premier Giorgia Meloni né alcun ministro hanno voluto percorrere per portare a chi piange figli, madri, fratelli, il conforto dell’Italia.

"Siamo delusi, aspettavamo che Meloni venisse a parlarci - dice il 31enne afghano Alidad Shiri, che ancora cerca il cugino 17enne Atiqullah, disperso - Come parenti di vittime e dispersi le avevamo chiesto un incontro tramite la Prefettura ma nessuno ci ha risposto. Qui siamo nella disperazione totale e la presidente non si è fatta viva, non capisco cosa sia venuta a fare a Cutro".

Solo a sera, a delegazione governativa ripartita per Roma, una nota fa sapere che la premier inviterà i familiari delle vittime a Palazzo Chigi. Per tutta la giornata nel palazzetto che ospita le vittime è un calvario di attesa, con quattro bare ferme su un furgone che avrebbe dovuto portarle in Germania e l’eco dei preparativi per accogliere il Cdm come una beffa. "Aspettano da giorni di poter tornare a casa con i corpi dei loro cari – spiega Manuelita Scigliano della Caritas di Crotone – Sperano solo che i documenti vengano sbloccati, dopo che il Comune di Cutro è stato paralizzato per ore in vista del Consiglio dei ministri".

Manuelita era nel palazzetto anche il 3 marzo, quando a Crotone è arrivato Sergio Mattarella: "È stato tutto diverso, il presidente ha parlato con le persone che hanno perso i loro cari, ha stretto le loro mani, li ha consolati. Quella del Governo è solo un’inutile passerella".


Anche nel paese della tragedia i cittadini parlano di "ignobile passerella" e chiedono «verità e giustizia". "In undici giorni non c’è stato un gesto di umana pietà da parte del Governo – urla un manifestante – e ora Meloni viene qui a fare il braccio di ferro sui migranti. Perché non è venuta prima in Calabria, perché non dicono la verità su cosa è accaduto?". Quella verità che sta cercando la Procura di Crotone, a cui ieri quaranta associazioni (tra cui Emergency, Sos Méditerranée e Legambiente) hanno presentato un esposto: "Vogliamo dare il nostro contributo all’accertamento dei fatti, non ci possono essere zone grigie su eventuali responsabilità nella macchina dei soccorsi".


Giustizia da Cutro chiedono anche i cittadini come Teresa, insegnante, che dopo il passaggio delle auto blu resta in piazza con un cartello: “72 morti gridano verità”. Mentre un elicottero sorvola il paese, altri manifestanti incalzano: "Dov’erano i mezzi aerei quella notte?". Alla protesta, segnata dal lancio di pupazzi contro le auto blu governative, partecipano tra gli altri Cobas, Usb, e il gruppo “Fabbrikando l’avvenire”, di ex dipendenti dell’impianto Pertusola sud di Crotone, che respingono il tentativo del servizio di ordine pubblico di allontanare i manifestanti dal tracciato del corteo di ministri: "In Calabria cresciamo con le stimmate dell’emigrazione, non restiamo in silenzio proprio oggi".


Scritte compaiono sui muri: "Cutro non difende Piantedosi". Cartelli sono affissi ai balconi: “Insieme per la pace” e “Not in my name” a segnare la distanza tra coloro che dal 26 febbraio cercano di alleviare le sofferenze dei superstiti e chi, in quella notte, non è stato in grado di proteggerli. Proprio per il grande impegno della popolazione, qualcuno ha ventilato la possibilità che a Cutro venga assegnato il premio Nobel per la pace: "Sarebbe un riconoscimento ai cittadini, qui stiamo vivendo come un lutto di famiglia"», dice il sindaco Antonio Ceraso.

Da Crotone, invece, il sindaco Vincenzo Voce – che al Cdm non è invitato – rimarca la lontananza del Governo: "Avevo chiesto a Meloni di venire qui da mamma, ma nessuno si è fatto vivo". Domani, alle 14.30, sulla spiaggia di Cutro si terrà la manifestazione “Fermare la strage subito!”.