Meloni lascia Netanyahu e vola da Salvini. Festa a sorpresa sul Lago di Como
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaROMA - A rivelare l'ultima missione "segreta" di Giorgia Meloni è stato, involontariamente, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, affrettando i tempi della sua dichiarazione pubblica dopo il vertice di Palazzo Chigi: "So che la presidente deve prendere un aereo...". Frase che desta l'espressione di stupore dei giornalisti e di molti dei componenti degli staff presenti. Dove va con tanta sollecitudine la presidente del Consiglio? Nessun appuntamento ufficiale era stato comunicato, in effetti. "Ha un impegno privato", è la spiegazione fornita dai collaboratori di Meloni.
Il mistero viene svelato qualche ora più tardi, quando il …
ROMA - A rivelare l'ultima missione "segreta" di Giorgia Meloni è stato, involontariamente, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, affrettando i tempi della sua dichiarazione pubblica dopo il vertice di Palazzo Chigi: "So che la presidente deve prendere un aereo...". Frase che desta l'espressione di stupore dei giornalisti e di molti dei componenti degli staff presenti. Dove va con tanta sollecitudine la presidente del Consiglio? Nessun appuntamento ufficiale era stato comunicato, in effetti. "Ha un impegno privato", è la spiegazione fornita dai collaboratori di Meloni.
Il mistero viene svelato qualche ora più tardi, quando il volto della premier compare in una foto con Matteo Salvini e Slivio Berlusconi: la prima ministra ha lasciato di fretta Chigi (e la delegazione israeliana) per andare alla festa a sorpresa per il compleanno del leader della Lega, organizzata alla Tenuta dell'Annunziata, hotel con piscina e centro benessere in provincia di Como.
È la prova di un legame che si è rinsaldato, fra Meloni e Salvini, all'indomani del Consiglio dei ministri di Cutro in cui la premier - malgrado le premesse in senso contrario - ha acconsentito all'inserimento di alcune parti dei decreti sicurezza cari alla Lega nel provvedimento varato sull'emergenza migranti. Ed è la plastica testimonianza di una presidente sempre in volo: via di corsa da Cutro, fra la delusione dei familiari delle vittime del naufragio del 26 febbraio che si aspettavano una visita; via di fretta da Roma, dall'incontro intergovernativo con Netanyahu e il suo staff.
A Milano, al party voluto dalla fidanzata di Salvini, Francesca Verdini, Meloni è andata con il compagno Andrea Giambruno. Un centinaio gli invitati: parenti, amici del segretario leghista. E diversi parlamentari, fra cui - oltre a Berlusconi e alla moglie Marta Fascina - pure l'imprenditore della sanità privata Antonio Angelucci, già editore del Tempo e di Libero, che secondo indiscrezioni avrebbe chiuso un accordo con la famiglia Berlusconi per l'acquisto del 70 per cento de Il Giornale, storico quotidiano milanese.
Ampia, ovviamente, la presenza leghista: in sala il presidente della Camera Lorenzo Fontana, ex vicesegretario del Carroccio con delega agli esteri, e i ministri Giuseppe Valditara, Giancarlo Giorgetti, e Roberto Calderoli. Questi ultimi due seduti allo stesso tavolo del Cavaliere. Una discreta rappresentanza del governo che brinda mentre non si sono ancora spente le polemiche sul mancato soccorso ai naufraghi della "Summer love", per una tragedia che conta finora 73 vittime e un numero imprecisato di dispersi per i quali non sono terminate le ricerche.
Polemiche che la trasferta calabra di giovedì ha finito per riaccendere, visto che la premier alla fine ha lasciato intendere di non aver potuto omaggiare, per mancanza di tempo, le bare messe in fila nel palazzetto dello sport di Crotone. Ieri, peraltro, a Bologna - poco prima che nell'albergo del Comasco si desse il via libera alla festa e Meloni e Salvini si esibissero in una pova canora sulle note di De André - si sono celebrati i funerali di sette vittime della strage dei migranti. Una non proprio felice coincidenza temporale.