Serracchiani (Pd): “Basta fuggire, il governo dica la verità sulla strage di Cutro”
di Giovanna Vitale , di Giovanna VitaleROMA - "Mi colpisce che la presidente Meloni sia volata in Calabria insieme all’intero governo e non abbia sentito il dovere, morale prima che istituzionale, di andare a incontrare i familiari delle vittime. Cercare di rimediare invitandoli a Palazzo Chigi mi pare una toppa peggiore del buco". Debora Serracchiani, capogruppo del Pd alla Camera, ha una spiegazione sul perché "la presidente del Consiglio scappa dalle sue responsabilità".
Qual è onorevole?
"Quella gente chiede chiarezza, non sceneggiate. Vuol sapere cosa è accaduto nella drammatica notte fra il 25 e il 26 febbraio, perché più di 70 persone sono annegate senza poter essere salvate. Sono le stesse domande che noi facciamo da dieci giorni. Ottenendo solo ricostruzioni fumose e piene di lacune, quando non palesemente contraddittorie".
Perché, secondo lei?
"Abbiamo appreso che l’allarme sul caicco carico di migranti è…
ROMA - "Mi colpisce che la presidente Meloni sia volata in Calabria insieme all’intero governo e non abbia sentito il dovere, morale prima che istituzionale, di andare a incontrare i familiari delle vittime. Cercare di rimediare invitandoli a Palazzo Chigi mi pare una toppa peggiore del buco". Debora Serracchiani, capogruppo del Pd alla Camera, ha una spiegazione sul perché "la presidente del Consiglio scappa dalle sue responsabilità".
Qual è onorevole?
"Quella gente chiede chiarezza, non sceneggiate. Vuol sapere cosa è accaduto nella drammatica notte fra il 25 e il 26 febbraio, perché più di 70 persone sono annegate senza poter essere salvate. Sono le stesse domande che noi facciamo da dieci giorni. Ottenendo solo ricostruzioni fumose e piene di lacune, quando non palesemente contraddittorie".
Perché, secondo lei?
"Abbiamo appreso che l’allarme sul caicco carico di migranti è stato trattato come un’operazione di polizia e non abbiamo capito, né ci hanno spiegato, perché non sia stata trasformata in una missione di soccorso".
Non l’ha chiarito neanche la premier al termine del Cdm?
"In conferenza stampa mi sono parsi tutti molto nervosi, in particolare Meloni, come dimostra l’artificio retorico più volte utilizzato con i giornalisti: 'Ma qualcuno di voi pensa che volessimo far morire i migranti in mare?'. A Cutro abbiamo assistito a una tragedia enorme, sulla quale mancano ancora troppe risposte. Noi continueremo a chiederle. Lo dobbiamo a quei morti, ai superstiti e all’onore degli uomini e delle donne dei Corpi dello Stato che tutti i giorni salvano vite nel Mediterraneo".
Ma il decreto che regolarizza i flussi e inasprisce le pene per gli scafisti non è già una risposta?
"Intanto registro che FdI ha cambiato idea: all’opposizione ha sempre votato contro la regolarizzazione dei migranti. Peraltro i decreti flussi non c’entrano nulla con i profughi. E da Meloni non ho sentito una sola parola sulla necessità, il dovere di salvare vite. Giusto combattere i trafficanti di esseri umani. Vedremo il testo, ma l’impressione è che si tratti del solito decreto di una destra litigiosa e divisa, costretta a compromessi impossibili pur di non implodere. Dopodiché il nodo è un altro: la premier smetta di fuggire e ci dica cosa è successo a Cutro".
Il messaggio di Meloni è che “non conviene entrare illegalmente in Italia, pagare gli scafisti e rischiare di morire”. Cosa ne pensa?
"Che nella destra sovranista regna la confusione. Prima dicono che è colpa dei migranti se muoiono, ora dicono statevene a casa everremo a prendervi noi. Chiedono più flussi regolari e poi con una forzatura in Parlamento, su input della Lega, incardinano i decreti sicurezza che sono il loro esatto contrario".
È il gioco delle tre carte?
"Io credo di sì. Non hanno alcuna idea su cui lavorare, se non la criminalizzazione di chi scappa da guerre e carestie. Nessuna proposta che risolva i problemi. Solo propaganda sulla pelle di disperati".
E quale sarebbe la proposta che risolve i problemi?
"Intanto rivedere la Bossi-Fini, lo dice persino Fini che fu il padre di quelle norme. Non a caso noi, insieme ad Avs e Terzo Polo — ma non il M5S — abbiamo firmato il testo di +Europa che propone di cambiarle sul presupposto che queste persone continueranno a partire e l’Italia ne ha bisogno per colmare il grave deficit di manodopera".
Perché non l’avete fatto voi del Pd quando eravate al governo?
"Perché siamo stati in maggioranza con partiti del centrodestra, ma non solo, e purtroppo non ci sono state le condizioni per modificarla".
La premier dice che l’Europa deve fare di più. Almeno su questo sarà d’accordo?
"Se pensi che serve più Europa non ti allei con Paesi come Ungheria o Svezia che finora hanno impedito qualunque riforma comunitaria sui migranti: dal trattato di Dublino alla redistribuzione delle quote. Qualche mese fa Meloni ha definito 'storico' un consiglio europeo perché per la prima volta si era affrontata la questione in modo serio. A parte che se ne parla dal 2014 e sui flussi molti passi avanti sono stati fatti anche dal governo Draghi, nel frattempo la premier ha litigato con la Francia, ha isolato l’Italia e ha dialogato solo con i leader dell’estrema destra europea che tutto vogliono fuorché aiutarci a risolvere il problema e farsene pure loro carico".