✕

La Cgil si rinnova al congresso. Obiettivo comune con il Pd: “Parlare alle nuove generazioni”

Maurizio Landini 
Il 16 marzo il tavolo di confronto tra il segretario Landini e i leader di opposizione Schlein, Conte, Calenda e Fratoianni
2 minuti di lettura

Una nuova Cgil, quella di Landini, ritrova un nuovo Pd che rinasce con Schlein. Un sindacato che parla di lavoro e di lavori. Un partito che non vuole mettere nella stessa frase le parole "lavoro" e "precario". C'è aria nuova, a sinistra. Sarà palese a Rimini, il palco che mette assieme i vicini diventati lontani, negli anni del Jobs Act, dell'articolo 18 e dei voucher. Gli amici ritrovati, alla prova di una saldatura possibile, probabile.
Sarà più difficile per il segretario uscente e rientrante. Questo Maurizio Landini lo sa. Portare la Cgil a diventare il sindacato dei precari, delle partite Iva, dei rider, dei lavoratori delle piattaforme dopo aver egemonizzato per decenni dipendenti e pensionati. "Dobbiamo allargare la nostra rappresentanza verso nuove generazioni", dice Landini. E lo ripete perché è un cruccio, una scommessa.

Il congresso si apre - e non è un caso - con la testimonianza di Or…

Una nuova Cgil, quella di Landini, ritrova un nuovo Pd che rinasce con Schlein. Un sindacato che parla di lavoro e di lavori. Un partito che non vuole mettere nella stessa frase le parole "lavoro" e "precario". C'è aria nuova, a sinistra. Sarà palese a Rimini, il palco che mette assieme i vicini diventati lontani, negli anni del Jobs Act, dell'articolo 18 e dei voucher. Gli amici ritrovati, alla prova di una saldatura possibile, probabile.
Sarà più difficile per il segretario uscente e rientrante. Questo Maurizio Landini lo sa. Portare la Cgil a diventare il sindacato dei precari, delle partite Iva, dei rider, dei lavoratori delle piattaforme dopo aver egemonizzato per decenni dipendenti e pensionati. "Dobbiamo allargare la nostra rappresentanza verso nuove generazioni", dice Landini. E lo ripete perché è un cruccio, una scommessa.

Il congresso si apre - e non è un caso - con la testimonianza di Ornela Casassa, l'ingegnera di Genova pagata 750 euro netti con partita Iva a 28 anni. Un Paese che tratta così i giovani non va lontano. Anche Elly Schlein lo sa bene. Molti di questi ragazzi hanno votato per lei ai gazebo. E chiedono protagonismo.

Sarà il Congresso più multimediale della storia Cgil a segnare la sterzata. Il sito di comunicazione del sindacato - Collettiva - diventerà una web tv. Dirette su tutti i social, doppio hashtag: #congressocgil2023 e #lavorocreafuturo. Uno studio televisivo nel Palacongressi di Rimini per rimandare la voce di ospiti, anche stranieri, in rete e oltre. Per uscire dagli steccati, dalla penombra della rappresentanza, così faticosa in questi anni.
Anni in cui il maggiore partito di centrosinistra si allontanava - ricambiato - dal maggiore sindacato italiano. Anni in cui il leader del Pd, poi premier, sbeffeggiava la leader della Cgil, Matteo Renzi contro Susanna Camusso: "L'articolo 18 è come mettere un gettone nell'iPhone. Aggrapparsi a una norma del 1970 è come mettere un rullino in una macchina digitale. È finita l'Italia del rullino". E invece è finita quella stagione, quel Pd, poi anche quella Cgil dei 3 milioni di firme per abolire via referendum i voucher e 5 milioni per un nuovo Statuto dei lavoratori. "Ora forse si rinasce, con Schlein si cambia pagina, ci risintonizziamo sulle stesse frequenze", dice Gigia Bucci, segretaria generale della Cgil di Bari.

Lei ha votato e fatto votare "Elly": "L'autonomia del sindacato è sacrosanta, ma dopo trent'anni di antipolitica e antifemminismo giusto schierarsi". Non si illude, "le aspettative sono altissime, Elly ha risvegliato la voglia di militanza dei giovani: la voglia di partito e di sindacato". Colpisce "lo stesso linguaggio, la stessa piattaforma: diritti, giustizia sociale, lotta alla disuguaglianza e alla precarietà". Per Gigia non è una cinghia di trasmissione al contrario: dal partito al sindacato, col Pd della prima segretaria donna che rincorre la piattaforma di un sindacato 2.0. "Si è riconnessa la cinghia tra azione politica e sindacale, questo sì. Alla Cgil serve un partito di sinistra forte sui temi del lavoro. Un partito che ritrovi la bussola".

Bussola persa, solo sfiorata nella supplenza del leader dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte. Abile a infilarsi nel buco. In piazza a Firenze con Landini e Schlein contro il fascismo a scuola. E prima con Landini contro la guerra. "Il buco a sinistra in questi anni ci ha portato a reinventarci: da soli in piazza, negli scioperi, a raccogliere firme: mai successo nella nostra storia", dice Gigia.

La sfida ora è riconnettersi con un popolo sfrangiato, disperso, astenuto. "Metà del Paese non vota più", dice sconsolato Landini. Molti votavano Pd. E si sono persi. Tanti operai si iscrivono alla Cgil, ma poi nel segreto dell'urna scelgono Lega, M5S e ora anche Meloni. Quel quadro va riconnesso. E non basta una diretta Facebook. Landini e Schlein lo sanno.