Parità di genere, mai convocato l'Osservatorio istituito da Draghi. Roccella: "Rimedieremo"
di Serenella Mattera , di Serenella MatteraPosate le polveri dell'8 marzo, riposte parole di encomio e buoni propositi, restano i fatti. Ed è un fatto che il governo guidato da Giorgia Meloni non abbia ancora convocato neanche una volta l'Osservatorio per l'integrazione delle politiche per la parità di genere. Si dirà: l'ennesimo osservatorio, che sarà mai. Eppure l'impegno ad "abbattere gli ostacoli" che ancora esistono, ribadito dalla premier, passa anche dalla struttura creata dall'esecutivo Draghi per dare attuazione alla Strategia nazionale per la parità di genere approvata nel 2021. E verificare che non restino lettera morta gli obiettivi che ci si è dati al 2026, come ridurre la differenza di salari tra donne e uomini dal 17% al 10%, aumentare l'occupazione e la percentuale di imprese "femminili", colmare divari ancora troppo evidenti.
E dunque. L'Osservatorio, cui si aggiunge una Cabina di regia inter-istituzionale, è …
Posate le polveri dell'8 marzo, riposte parole di encomio e buoni propositi, restano i fatti. Ed è un fatto che il governo guidato da Giorgia Meloni non abbia ancora convocato neanche una volta l'Osservatorio per l'integrazione delle politiche per la parità di genere. Si dirà: l'ennesimo osservatorio, che sarà mai. Eppure l'impegno ad "abbattere gli ostacoli" che ancora esistono, ribadito dalla premier, passa anche dalla struttura creata dall'esecutivo Draghi per dare attuazione alla Strategia nazionale per la parità di genere approvata nel 2021. E verificare che non restino lettera morta gli obiettivi che ci si è dati al 2026, come ridurre la differenza di salari tra donne e uomini dal 17% al 10%, aumentare l'occupazione e la percentuale di imprese "femminili", colmare divari ancora troppo evidenti.
E dunque. L'Osservatorio, cui si aggiunge una Cabina di regia inter-istituzionale, è presieduto dal ministro con delega alle Pari opportunità, che nel governo Meloni è Eugenia Roccella. Ma Roccella, che si occupa anche di Famiglia e Natalità e su questi due temi ha posto l'accento da inizio mandato, per ora non ha inviato neanche una convocazione. Il che vuol dire che gli oltre quaranta componenti chiamati a far parte per tre anni, a titolo gratuito, dell'organismo governativo, non hanno ancora fatto niente. Sono stati nominati il 19 luglio 2022, due giorni prima della caduta del governo Draghi. E sono stati convocati una sola volta, il 7 settembre, dall'allora ministra Elena Bonetti. Poi più nulla. Nonostante a livello informale diversi di loro, in questi primi cinque mesi di vita del governo, abbiano sollecitato a Roccella una convocazione. Ed è pur vero che i membri dell'Osservatorio sono stati scelti dal governo Draghi: nel comitato tecnico-scientifico compare la professoressa Elsa Fornero, che a destra non è affatto popolare. Ma è anche vero che a scorrere la lista ci si imbatte nientemeno che nel nome di un ministro meloniano: Gilberto Pichetto Fratin, che con Draghi era sottosegretario allo Sviluppo economico e che a occuparsi di parità di genere è stato mandato da quel ministero.
"Abbiamo diversi osservatori: abbiamo riunito quelli sulla violenza, sull'assegno unico, sui minori. Li riuniremo tutti, anche quello. Non c'è nessun problema", dichiara interpellata sulla mancata convocazione Roccella, che risponde al telefono di ritorno da New York, dov'è stata all'Onu proprio per gli eventi legati alla Giornata della donna. Non resta che attendere, dunque. Che sia importante avviare finalmente il monitoraggio, è del resto convinta Daniela Carlà, che è dirigente del ministero del Lavoro, presidente del collegio dei sindaci Inail e come Fornero siede nel comitato tecnico scientifico dell'Osservatorio, presieduto da Lella Golfo: "Venerdì anche il Papa ha ricordato che la piena tutela delle donne nei luoghi di lavoro non è ancora realizzata: nessuno ha interesse a fermare un'attività collettiva e coordinata su questi temi, sono fiduciosa che una convocazione arriverà", afferma. "La nuova ministra ci riunisca al più presto, abbiamo tanto da fare: nel mondo del lavoro la condizione delle donne continua a essere marginalizzata e rischiano di essere messe in discussione anche le prescrizioni del Pnrr per favorire l'occupazione femminile", si mostra preoccupata Esmeralda Rizzi, che in Cgil si occupa di politiche di genere.
Elena Bonetti, deputata di Italia viva ed ex ministra, da promotrice dell'Osservatorio ora lo difende: "È necessario che sia pienamente operativo per governare e monitorare l'attuazione della Strategia nazionale per la parità di genere e raggiungere gli obiettivi indicati. Nasce per questo, per promuovere un'azione integrata tra amministrazioni e imprese e parti sociali". Già dimissionario, il governo Draghi a ottobre approvò anche la Strategia nazionale Lgbt+ e Roccella, allora candidata di FdI, dichiarò che era da rifare. Ma quella della parità di genere è un'altra storia, anche per la destra. "Si può decidere di privilegiare alcuni aspetti rispetto ad altri - osserva Carlà - Purché non si cada nell'equivoco che poiché abbiamo un presidente del Consiglio donna non abbiamo bisogno di nulla".