Una stretta di mano in video-call (senza streaming). Elly Schlein e Stefano Bonaccini hanno trovato la quadra: il governatore emiliano farà il presidente del Pd, sarà eletto domenica all'assemblea della Nuvola, la stessa che ratificherà la nomina di Schlein a segretaria nazionale dei democratici. Niente strappi, dunque. A una settimana dal primo faccia a faccia post-primarie, i due sfidanti si sono visti via pc. Lei collegata da Roma, dopo avere partecipato ai funerali del senatore Bruno Astorre a Colonna, paesino dei Castelli, lui da Bologna. Due ore di confronto "franco e costruttivo", informano i rispettivi staff. Il nodo principale è stato sciolto: Schlein aveva capito da giorni che il presidente dell'Emilia Romagna non aveva voglia di fare il vice-segretario, come gli aveva proposto venerdì scorso, e così gli ha teso la mano, offrendo la presidenza. Risposta: "Volentieri".
Bonaccini quindi dovreb…
Una stretta di mano in video-call (senza streaming). Elly Schlein e Stefano Bonaccini hanno trovato la quadra: il governatore emiliano farà il presidente del Pd, sarà eletto domenica all'assemblea della Nuvola, la stessa che ratificherà la nomina di Schlein a segretaria nazionale dei democratici. Niente strappi, dunque. A una settimana dal primo faccia a faccia post-primarie, i due sfidanti si sono visti via pc. Lei collegata da Roma, dopo avere partecipato ai funerali del senatore Bruno Astorre a Colonna, paesino dei Castelli, lui da Bologna. Due ore di confronto "franco e costruttivo", informano i rispettivi staff. Il nodo principale è stato sciolto: Schlein aveva capito da giorni che il presidente dell'Emilia Romagna non aveva voglia di fare il vice-segretario, come gli aveva proposto venerdì scorso, e così gli ha teso la mano, offrendo la presidenza. Risposta: "Volentieri".
Bonaccini quindi dovrebbe essere votato come i suoi predecessori: per acclamazione, senza conte. E da entrambi i lati si lavora a un listone per la direzione nazionale del partito - organo che conta molto più dell'assemblea con mille e passa delegati - che sarà votata in blocco sia dai bonacciniani che dagli esponenti tendenza Schlein.
Proprio per far passare questa linea, il governatore emiliano riunirà i suoi domani pomeriggio, alle 17. Di tutto il resto si discuterà nei prossimi giorni: la segreteria, che la leader vorrebbe unitaria, cioè con dentro anche alcuni esponenti della mozione battuta, per assicurarsi una navigazione tranquilla sulle scelte politiche dei prossimi mesi, e i due capigruppo alla Camera e al Senato, per cui la neo-leader ha invocato l'altro ieri in tv "discontinuità", al netto della stima che prova per le uscenti (bonacciniane) Debora Serracchiani e Simona Malpezzi. Stefania Bonaldi, l'ex sindaca di Crema in pole per diventare responsabile nazionale degli Enti locali, ieri in radio ribadiva che Schlein ha in testa "un ricambio della classe dirigente". Ruoli di primo piano li avranno i neo-deputati Marco Furfaro e Marco Sarracino, appena 33enne. Le parlamentari Chiara Gribaudo, che domani sarà a Cutro alla manifestazione "Fermiamo le stragi", Chiara Braga, Michela Di Biase. E due big come Francesco Boccia e Peppe Provenzano. Ma di questo pacchetto di nomine, se ne parla da lunedì in poi, è l'accordo con Bonaccini. Dopo l'assemblea.
Mentre sul fronte alleanze Calenda continua a smarcarsi ("con Schlein siamo distanti", ha ribadito ieri), la segretaria si sta costruendo una rete di contatti internazionali. Dopo l'elezione, ha sentito il premier spagnolo Pedro Sanchez e la presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola. Tra i suoi, si parla per i prossimi mesi di un tour europeo, che dovrebbe far tappa anche in Germania, dal cancelliere Olaf Scholz. Oggi intanto Schlein ha incontrato la commissaria europea per l'Uguaglianza, la laburista maltese Helena Dalli, in visita istituzionale a Roma. Temi affrontati: il matrimonio egualitario, che la leader Pd ha rilanciato giovedì sera da Lilli Gruber, e il regolamento Ue sul riconoscimento dei genitori gay, presentato da Ursula von der Leyen, su cui il Parlamento italiano dovrà esprimersi con un parere (e la destra già promette battaglia). A officiare l'incontro, nella sede della rappresentanza Ue a Roma, il commissario per gli affari economici, l'ex premier Paolo Gentiloni. Casualità, era di passaggio anche Rosy Bindi, che ha salutato la nuova leader, con tanto di foto. Un assist, per la segretaria, vista l'inquietudine di certi cattolici dem, da Beppe Fioroni, che se n'è andato sbattendo la porta appena smontati i gazebo, a Pierluigi Castagnetti, che da presidente degli ex Ppi si è augurato un Pd "plurale". "Noi cattolici dobbiamo sempre essere irrequieti, mai appagati, ce l'ha insegnato Aldo Moro - risponde l'ex ministra ed ex presidente Pd a Repubblica - A Schlein ho fatto i migliori auguri. Spero anch'io che il Pd rimanga un partito plurale. E sono fiduciosa".