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Migranti, i dubbi del Colle sul decreto. Braccio di ferro Lega-FdI sulle modifiche

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Il timore del capo dello Stato sulle conseguenze della norma e il possibile aumento del numero dei clandestini nel nostro Paese. La sponda del sottosegretario Mantovano e le divisioni nella maggioranza. Fini: "Giusto cambiare la legge che scrissi con Bossi"
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ROMA - Il nodo è la restrizione delle regole della protezione speciale, la parte del decreto migranti che ha diviso Fratelli d'Italia e Lega. La versione finale della norma è stata oggetto di un'interlocuzione tra il Quirinale e il governo prima del varo nel consiglio dei ministri di Cutro. La norma è stata ammorbidita, anche se permane la moral suasion del Colle affinché venga ulteriormente modificata in Parlamento.

La parte incriminata esclude i legami familiari dai requisiti per chiedere il permesso biennale di soggiorno per protezione speciale. La norma era stata rinforzata dal governo giallorosso nel 2020. Il permesso è rilasciato dal questore e protegge la persona dall'espulsione o dal respingimento verso uno Stato in cui possa essere vittima di persecuzioni. L'anno scorso la protezione speciale è stata riconosciuta a circa diecimila persone che già lavoravano in Italia e che erano potute emergere dalla clandestin…

ROMA - Il nodo è la restrizione delle regole della protezione speciale, la parte del decreto migranti che ha diviso Fratelli d'Italia e Lega. La versione finale della norma è stata oggetto di un'interlocuzione tra il Quirinale e il governo prima del varo nel consiglio dei ministri di Cutro. La norma è stata ammorbidita, anche se permane la moral suasion del Colle affinché venga ulteriormente modificata in Parlamento.

La parte incriminata esclude i legami familiari dai requisiti per chiedere il permesso biennale di soggiorno per protezione speciale. La norma era stata rinforzata dal governo giallorosso nel 2020. Il permesso è rilasciato dal questore e protegge la persona dall'espulsione o dal respingimento verso uno Stato in cui possa essere vittima di persecuzioni. L'anno scorso la protezione speciale è stata riconosciuta a circa diecimila persone che già lavoravano in Italia e che erano potute emergere dalla clandestinità. Ora, per volontà della Lega, si tornerà a una versione da decreto sicurezza: i vincoli familiari dell'interessato, "il suo effettivo inserimento sociale in Italia", non conteranno più. Quelle persone torneranno nell'ombra.

Sul punto, nei momenti precedenti all'approvazione della norma, c'era stata un'interlocuzione con il Quirinale. Nella prima bozza inviata da palazzo Chigi al Colle, dicono fonti parlamentari, "la norma famiglia" non era stata toccata, poi è intervenuto con decisione Matteo Salvini. E il sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano, l'ala cattolica del governo, è stato indotto ad accogliere la modifica imposta dalla Lega. Ma adesso il rischio è che proprio il taglio voluto da Salvini possa creare un altro serbatoio di clandestini. E questo è stato uno dei temi al centro dell'interlocuzione. L'altra preoccupazione è che in questo modo vengano messi in difficoltà i richiedenti più fragili. L'auspicio del Colle è che si possa trovare una soluzione umanitaria nel corso della conversione del decreto in Parlamento. Fratelli d'Italia e Forza Italia sarebbero disponibili, la Lega no. Le divisioni nella maggioranza restano fortissimi.

Intanto anche Gianfranco Fini approva la proposta del sottosegretario Mantovano di cambiare la legge Bossi-Fini, avanzata dall'uomo di governo nel corso di un colloquio con La Stampa. "La cosiddetta Bossi-Fini - ha osservato l'ex presidente della Camera, conversando con l'Ansa - è in vigore da vent'anni: va cambiata perché è mutata profondamente l'origine del fenomeno migratorio. Esso ha oggi dimensioni globali ed è sempre più correlato al dovere morale, oltre che al diritto internazionale, dì garantire diritto d'asilo a chi fugge da guerre, rischi dì genocidio, catastrofi naturali, violazioni dì massa dei diritti fondamentali dell'uomo".

Per Mantovano la Bossi-Fini "ormai è diventata una legge-arlecchino. Bisognerà fare qualcosa di nuovo, ma con calma e in maniera articolata". L'attuale legge, commenta ancora Fini, "come la precedente legge Turco-Napolitano, regola l'immigrazione cosiddetta economica, garantisce cioè il permesso di soggiorno a chi dispone di un reddito da lavoro. Di qui le quote annuali di nuovi immigrati e, in passato, le sanatorie dì immigrati entrati clandestinamente. È evidente che ciò non è più sufficiente e che è indispensabile un quadro normativo molto più ampio, quanto più possibile comune agli stati dell'Unione europea".