Gli annunci di Nordio sulla giustizia: budget bloccato sulle intercettazioni e mani legate al pm sugli arresti
di Liana Milella , di Liana MilellaROMA - È durata solo 44 giorni la tregua di Carlo Nordio sulla politica degli annunci di quello che farà in futuro. Quel 26 gennaio, a palazzo Chigi, il Guardasigilli era stato convocato da Giorgia Meloni per mettere a tacere le polemiche sulle sue uscite sia in Parlamento che sui media. Il colloquio fu definito cordiale, e fu fatta girare una foto con la premier che sorrideva estatica al suo ministro della Giustizia. Per 44 giorni Nordio s'è comportato bene, anche perché ha obbedito fedelmente - su Cospito, su Delmastro, e adesso su Cutro - alla linea meloniana. Pene dure o durissime per reati inesistenti (Rave) o che già esistono (Cutro e gli scafisti).
Alla Camera lo svarione sul reddito di cittadinanza
Ma ecco che la voglia di annunciare quello che farà prende il sopravvento. In particolare sul potere di arresto dei pm e sulle intercettazioni. Per giunta alla vigilia di una settimana che si annuncia pesante per lui. Visto che da dom…
ROMA - È durata solo 44 giorni la tregua di Carlo Nordio sulla politica degli annunci di quello che farà in futuro. Quel 26 gennaio, a palazzo Chigi, il Guardasigilli era stato convocato da Giorgia Meloni per mettere a tacere le polemiche sulle sue uscite sia in Parlamento che sui media. Il colloquio fu definito cordiale, e fu fatta girare una foto con la premier che sorrideva estatica al suo ministro della Giustizia. Per 44 giorni Nordio s'è comportato bene, anche perché ha obbedito fedelmente - su Cospito, su Delmastro, e adesso su Cutro - alla linea meloniana. Pene dure o durissime per reati inesistenti (Rave) o che già esistono (Cutro e gli scafisti).
Alla Camera lo svarione sul reddito di cittadinanza
Ma ecco che la voglia di annunciare quello che farà prende il sopravvento. In particolare sul potere di arresto dei pm e sulle intercettazioni. Per giunta alla vigilia di una settimana che si annuncia pesante per lui. Visto che da domani in aula alla Camera è previsto il disegno di legge sui reati perseguibili a querela con la possibilità di correggere, proprio qui, lo svarione sul reddito di cittadinanza cancellato assieme al reato di appropriazione indebita. Enrico Costa di Azione aveva fatto una sua proposta, che però è stata fermata in commissione Giustizia dal vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto proprio con l'assicurazione del governo che ha annunciato un suo passo. E qui, tra Nordio e il Pd, durissimo con la capogruppo Debora Serracchiani sulla cancellazione del reato, si preannunciano scintille. Ma in aula è prevista pure la discussione di una serie di mozioni sulla giustizia, a partire da quella di Maurizio Lupi, che chiedono il rispetto della presunzione d'innocenza.
Troppi soldi per le intercettazioni
E che fa il Guardasigilli Nordio? Annuncia adesso quello che ha in programma di fare tra due mesi. Supposto che la sua linea "garantista" riesca a sopravvivere rispetto al giustizialismo della destra. Eccolo attaccare, in un convegno sui costi della giustizia nella "sua" Treviso - la città in cui vive - i pm spendaccioni sulle intercettazioni. Nordio stringerà i cordoni della borsa tagliando pure gli ascolti. "Resteranno per reati gravissimi o quando siano ritenute necessarie, ma ogni ufficio giudiziario deve avere un budget da non sforare" promette Nordio. Assicura che non si toccano per mafia e terrorismo. Ma sugli altri reati cade la scure della parsimonia.
Perché, spiega, "ci sono state impressionanti spese per processi di altra natura che si sono risolti nel nulla". Cita il caso di una procura italiana (è quella di Pesaro) dove "sono stati spesi 4 milioni per un'indagine di 5 anni a carico di amministratori finita nel nulla". E aggiunge: "Sono soldi sprecati, come quasi sempre nelle intercettazioni". Per questo annuncia che "dev'essere previsto un budget, come per acquistare una fotocopiatrice". E - ce lo consentirà Nordio - il paragone non calza, perché su una fotocopiatrice si possono paragonare modelli e costi, ma sul destino progressivo di un'indagine fare i "maghi" è complicato. Ma tant'è. L'annuncio c'è tutto. Meno intercettazioni in futuro. Taglio dei budget. Meno reati intercettabili, e vedremo se il ceppo della corruzione si salva dalla scure della riforma nordiana.
Tre giudici "marcheranno" il pm
"Entro maggio saranno presentati vari disegni di legge con procedura d'urgenza riguardanti la procedura penale e che avranno un impatto molto rilevante". Questo l'annuncio di Nordio sempre a Treviso. E tra questi un suo "pallino" che lo avvicina più agli avvocati che non ai magistrati. La fine di un unico giudice - il gip, il giudice per le indagini preliminari - per decidere sulle richieste di arresto dei pubblici ministeri. Sul Foglio di ieri, il direttore Claudio Cerasa, assicurava di aver ascoltato un audio dello stesso Nordio registrato il primo marzo a Londra, nel corso di un dibattito con gli studenti alla London school of economics. Nel quale Nordio avrebbe detto che a dare il via libera agli arresti "non sarà più un solo giudice, ma un pool di sei giudici che dovranno essere in maggioranza per validare una carcerazione preventiva".
Il che comporterebbe - se fosse così - un enorme ampliamento dell'organico delle toghe. Nordio ha annunciato che nel corso di quest'anno si svolgeranno tre concorsi, due sono già in itinere, il terzo lo stesso Nordio lo ha appena chiesto al Csm. Ma una simile riforma comporterebbe una vera rivoluzione della giustizia. E di certo i tempi dei processi, anziché accorciarsi come chiede l'Europa, si allungherebbero.
Il codice dei crimini di guerra
L'unica buona notizia che arriva da Nordio è quella sul codice dei crimini di guerra. Partito per iniziativa della ex Guardasigilli Marta Cartabia, il codice è pronto. Nordio parla di "un codice fatto molto bene, sul quale abbiamo lavorato per quattro mesi, un fiore all'occhiello di questa prima parte della riforma penale, perché ci allinea con la gran parte dei Paesi europei". Sarà presentato domenica prossima a Londra nel corso della conferenza internazionale con i ministri della Giustizia di tutto il mondo, per promuovere le indagini della Corte penale internazionale dell'Aja sui crimini di guerra commessi dopo l'invasione russa dell'Ucraina.
Per dovere di cronaca va ricordato che la commissione che ha riscritto i crimini internazionali era presieduta per scelta di Cartabia, assieme a Fausto Pocar, da Francesco Palazzo, professore emerito di diritto internazionale a Milano. Con l'arrivo di Nordio in via Arenula, Palazzo ha continuato a far parte del gruppo (in cui c'è anche il capo dell'ufficio legislativo Antonello Mura) che ha limato il codice. Ma Palazzo è giusto uno dei professori che Nordio ha "soppresso" (assieme ad altri giuristi) dalla commissione per monitorare la riforma penale di Cartabia, peraltro prevista dalla legge stessa. Notizia anticipata da Repubblica e su cui il Pd al Senato, con Alfredo Bazoli, ha presentato un'interrogazione allo stesso Nordio, per conoscere le ragioni dell'avvenuto spoil system.
E la procuratrice di Pesaro Tedeschini si arrabbia
Nordio, dunque, cita il caso di "una procura italiana dove sono stati spesi 4 milioni di euro". Trae evidentemente la notizia da un articolo del Foglio di venerdì 10 marzo uscito proprio con questo titolo: "Le spese pazze dei pm. A Pesaro tutti assolti in un processo costato 4 milioni di euro in Intercettazioni". Peccato che, nella stessa giornata, la procuratrice di Pesaro Cristina Tedeschini, letto il quotidiano, abbia inviato una piccata nota alla stampa in cui chiarisce la situazione. Per il procedimento in questione la procura ha speso 71,472 euro, e complessivamente la stessa procura ha un budget di 250mila euro, "spalmate su centinaia di procedimenti", come scrive la stessa procuratrice. Di certo sorprende che il ministro Nordio dia più credito a un quotidiano piuttosto che a un magistrato italiano.