Pd, Capone: "Oggi nasce un patto di sorellanza. Basta con la misoginia"
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - La prima reazione è di sorpresa. Poi Loredana Capone, eletta ieri vice presidente del Pd, lancia il suo manifesto politico: "Viva le donne, viva la sorellanza". Schleiniana della prima ora, leccese, a capo del consiglio regionale della Puglia di Michele Emiliano, avvocata, quattro figlie femmine, 59 anni, è una donna instancabile.
Capone, la prima sensazione da vice presidente del Pd di Schlein?
"Di incredulità. È uno di quei giorni che non dimenticherò, che riempiono il cuore e danno una grande responsabilità. Si sta aprendo un nuovo corso in cui le donne stabiliscono un patto di sorellanza tra di loro e con gli uomini. Il volto del Pd è cambiato con più donne e più uomini nell'Assemblea e negli organismi dirigenti".
Merito di Schlein?
"Elly non pensa di avere raggiunto il risultato ma di includere le altre donne e i giovani, coloro che sono rimasti fin qui esclusi dai vertici. …
ROMA - La prima reazione è di sorpresa. Poi Loredana Capone, eletta ieri vice presidente del Pd, lancia il suo manifesto politico: "Viva le donne, viva la sorellanza". Schleiniana della prima ora, leccese, a capo del consiglio regionale della Puglia di Michele Emiliano, avvocata, quattro figlie femmine, 59 anni, è una donna instancabile.
Capone, la prima sensazione da vice presidente del Pd di Schlein?
"Di incredulità. È uno di quei giorni che non dimenticherò, che riempiono il cuore e danno una grande responsabilità. Si sta aprendo un nuovo corso in cui le donne stabiliscono un patto di sorellanza tra di loro e con gli uomini. Il volto del Pd è cambiato con più donne e più uomini nell'Assemblea e negli organismi dirigenti".
Merito di Schlein?
"Elly non pensa di avere raggiunto il risultato ma di includere le altre donne e i giovani, coloro che sono rimasti fin qui esclusi dai vertici. Nessuno deve restare indietro nella società, e neppure nel Pd".
Ha sentito le sue figlie?
"Una è volontaria in Africa e le altre studiano in varie città. Festeggeremo. Ci accomuna il desiderio di cambiamento. Mi sono impegnata per Schlein perché ho creduto che ci volesse una rivoluzione in politica e nel Pd e risposte sui temi concreti. E poi Schlein ci fa sognare che non arrendersi allo status quo è possibile, lottando contro il lavoro precario, contro gli stage gratuiti che prendono in giro i ragazzi, contro le disuguaglianze territoriali e di genere".
Ma lei come è riuscita a conciliare tutto?
"Sono la prima presidente donna del consiglio regionale in Puglia, le mie prime tre figlie sono nate mentre lavoravo come avvocata e amministratrice. I sacrifici sono stati tantissimi, ma anche la gioia di riuscire a conciliare, grazie anche a mio marito, il mio principale sostenitore. Proprio perché so quante difficoltà devono superare le donne, il mio impegno è per le altre donne con proposte di legge e incentivi per chi vuole intraprendere una attività autonoma, ad esempio. Le donne devono lottare per le altre donne. E sa, un'altra cosa?".
Quale?
"L'orgoglio di farmi chiamare "la" presidente non è solo una formula linguistica, ma significa mostrare che una donna ce l'ha fatta a ricoprire un ruolo politico importante. Ce la possiamo fare, spesso quando non ci vedono arrivare. All'atteggiamento misogino bisogna rispondere così".
Un timore sul futuro del Pd?
"Sogno un partito che si apra ai bisogni delle comunità e al desiderio di partecipazione, che non sia un fortino per pochi e dia risposte chiare. Se riuscirà a essere motore del cambiamento, non ci sono timori che tengano".
L'unità è facile a dirsi, meno a praticarsi: il nuovo partito si dividerà nelle solite risse?
"Questo esordio dimostra che lavorare insieme si può. Sono ottimista".