Mantovano all'Onu: "Non esistono droghe leggere, no alla legalizzazione". Il Pd: "La mafia ringrazia"
di Matteo Pucciarelli , di Matteo PucciarelliLeggère o non leggère, nessuna differenza: le droghe sono tutte uguali. E la legalizzazione è un concetto di libertà errato, paragonabile a un "darsi alla morte". Ospite della 66esima Sessione della Commissione Stupefacenti delle Nazioni Unite a Vienna, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, uomo di punta del governo di Giorgia Meloni, si avventura in dichiarazioni in controtendenza rispetto a ciò che dimostra un'ampia serie di studi e ricerche moderne: "La droga - le sue parole - costituisce una minaccia per la salute di ogni persona e per la sicurezza delle nostre comunità. Nostro dovere è opporci a qualsiasi forma di traffico di sostanze stupefacenti e anche alla legalizzazione di talune di esse, perché tutte sono dannose, non ci sono droghe leggere".
E poi, ancora, "continuano a circolare con troppa insistenza messaggi fuorvianti, relativi alla presunta innocuit&agrav…
Leggère o non leggère, nessuna differenza: le droghe sono tutte uguali. E la legalizzazione è un concetto di libertà errato, paragonabile a un "darsi alla morte". Ospite della 66esima Sessione della Commissione Stupefacenti delle Nazioni Unite a Vienna, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, uomo di punta del governo di Giorgia Meloni, si avventura in dichiarazioni in controtendenza rispetto a ciò che dimostra un'ampia serie di studi e ricerche moderne: "La droga - le sue parole - costituisce una minaccia per la salute di ogni persona e per la sicurezza delle nostre comunità. Nostro dovere è opporci a qualsiasi forma di traffico di sostanze stupefacenti e anche alla legalizzazione di talune di esse, perché tutte sono dannose, non ci sono droghe leggere".
E poi, ancora, "continuano a circolare con troppa insistenza messaggi fuorvianti, relativi alla presunta innocuità o leggerezza di talune sostanze. Il richiamo ai diritti impone di interessarci, prima ancora dei milligrammi in più o in meno di ciascuna delle sostanze riportate nelle varie tabelle dei singoli Stati, di qualcosa di più importante: e cioè del significato da conferire a termini come libertà e responsabilità".
Secondo Mantovano, insomma, cannabis o - per dire - eroina sono sullo stesso piano. "Per chi intende riscrivere le legislazioni sulla droga avvicinandole a esperienze di legalizzazione, libertà ha la declinazione di fare quello che si vuole, incluso darsi la morte, o comunque porre sé stesso nelle condizioni di non essere più se stesso. Chi contrasta questa deriva è convinto invece che la libertà consista nel porsi nelle condizioni di rispettare sempre sé stessi e la propria dignità, e nel dare senso alla propria vita", ha spiegato alla conferenza Onu.
E pensare che molti Stati negli Usa, il Canada, la Spagna e per ultimo il governo tedesco, in varie forme e modalità hanno o stanno scommettendo sulla legalizzazione delle droghe leggere, anche con invidiabili successi in termini di emersione di un'economia parallela in mano alla criminalità organizzata. Nel nuovo Pd guidato da Elly Schlein la linea è nettamente a favore di questo tipo di sperimentazioni.
Dice Marco Furfaro, vicinissimo alla neosegretaria: "Le parole di Mantovano non hanno nessun fondamento scientifico. Del resto, la destra italiana ha la cattiva abitudine di ignorare scienza e innovazione, ricerca e realtà. Anziché guardare al tema con un approccio scientifico e sanitario, conoscono solo una ricetta: il proibizionismo. Un capolavoro di ipocrisia che ha di fatto liberalizzato le droghe: non ha ridotto i consumi, non ha eliminato la domanda, l’ha semplicemente consegnata al traffico illegale rendendo disponibili a ogni angolo delle strade sostanze incontrollate. A ringraziare ovviamente è la mafia, che controlla un mercato di oltre 6 miliardi di euro. Oggi ragionare di legalizzazione significa parlare di questo, innanzitutto: di lotta alle mafie".
Il segretario di +Europa Riccardo Magi scuote la testa: "Ognuno coltiva le sue ossessioni, Mantovano che fu uno degli autori della legge Fini-Giovanardi ha la sua... La sua impostazione politica e culturale - dice, in linea con Furfaro - non ha alcun fondamento scientifico. E poi basterebbe guardare i fatti, l'effetto di quel provvedimento è che nonostante un approccio super repressivo le circolazione delle sostanze stupefacenti è aumentata".
Anche il deputato di Alleanza verdi sinistra Marco Grimaldi contesta la versione del sottosegretario: "La vera minaccia per la sicurezza delle nostre comunità e della società sono le organizzazioni criminali a cui lasciamo le mani libere per gestire un'economia che potrebbe essere depenalizzata e regolamentata, con un vantaggio anche per la salute delle persone. È stata proprio l'Onu a ricordare all'Italia che dovrebbe rivedere le sue leggi sulle droghe e lavorare per esempio sulla riduzione del danno. Il conservatorismo proibizionista continuerà a fare danni alle persone e alle casse dello Stato".