✕

In tre mesi 20mila arrivi di migranti. Crosetto: “Dalla Libia la spinta dei mercenari di Wagner”. Scontro tra Roma e Mosca

Giorgia Meloni 
Vertice a Palazzo Chigi: allarme dei Servizi, verso 400mila sbarchi. In campo la Marina Meloni andrà a Tunisi e a Londra: “Ho la coscienza a posto, più partono e più rischiano”
2 minuti di lettura

ROMA - C’è un momento, nel corso del vertice sui migranti ieri a Palazzo Chigi, in cui i partecipanti comprendono che questo non è il momento della propaganda. I numeri, messi a disposizione dai Servizi, sono chiari: nel 2023 sono sbarcati sulle nostre coste 20.017 migranti contro i 6.152 del 2022 e i 6.041 del 2021. Tre volte e mezzo di più. Una tendenza che, se confermata – e tutto lascia pensare che in realtà la curva salirà ancora – porterà a 400mila il dato degli sbarchi di quest’anno in Italia, contro i 105mila del 2022. Ma a preoccupare ancora di più non sono i numeri assoluti - comunque molto lontani dal concetto di “invasione” che la Lega vorrebbe cavalcare e che invece il sottosegretario Alfredo Mantovano ha bandito - ma la quantità di arrivi: gli “eventi”, come chiamano gli sbarchi nel report, sono circa 5 al giorno. Tanti. Con un margine di rischio enorme per la vita di …

ROMA - C’è un momento, nel corso del vertice sui migranti ieri a Palazzo Chigi, in cui i partecipanti comprendono che questo non è il momento della propaganda. I numeri, messi a disposizione dai Servizi, sono chiari: nel 2023 sono sbarcati sulle nostre coste 20.017 migranti contro i 6.152 del 2022 e i 6.041 del 2021. Tre volte e mezzo di più. Una tendenza che, se confermata – e tutto lascia pensare che in realtà la curva salirà ancora – porterà a 400mila il dato degli sbarchi di quest’anno in Italia, contro i 105mila del 2022. Ma a preoccupare ancora di più non sono i numeri assoluti - comunque molto lontani dal concetto di “invasione” che la Lega vorrebbe cavalcare e che invece il sottosegretario Alfredo Mantovano ha bandito - ma la quantità di arrivi: gli “eventi”, come chiamano gli sbarchi nel report, sono circa 5 al giorno. Tanti. Con un margine di rischio enorme per la vita di chi sale su quei barconi.


Le nazioni di partenza sono principalmente due: la Tunisia, innanzitutto, dal quale arriva più della metà delle persone accolte finora in Italia. E la Libia: dopo un rallentamento, negli ultimi giorni si sono registrati nuovi sbarchi. È il motivo per cui il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e quello degli Esteri, Antonio Tajani, hanno agitato ieri lo spauracchio della Wagner, le truppe russe che controllano nei fatti un pezzo delle coste libiche e, in particolare, della Cirenaica.

Come Repubblica ha documentato da tempo, i Servizi avevano già lanciato l’allarme “partenze”, spiegando come potessero diventare uno strumento di pressione da parte della Russia. Un concetto che ieri Crosetto ha rilanciato, ricevendo gli insulti del capo della Wagner, Yevgeny Prigozhin, che lo ha definito "mudak" (traducibile in "cazzaro"). Tensioni e dinamiche che preoccupano Meloni. "Da quando abbiamo promesso guerra ai trafficanti – è il senso dei suoi ragionamenti – gli scafisti hanno intensificato le partenze".

Anche per questo, già nei prossimi giorni la premier volerà a Tunisi. E non basta. In queste ore si sta spendendo in un pressing sul Fondo monetario internazionale per concedere un prestito di 1,9 miliardi di dollari alla Tunisia, anche se finora senza risultati. Vuole conquistare la collaborazione delle autorità di Tunisi, con questo obiettivo: sfruttare le informazioni della nostra intelligence per favorire operazioni di polizia internazionale che blocchino i trafficanti. Ai vertici del governo si ragiona anche di accelerare una fornitura di motovedette alla guardia costiera libica e riorganizzare il coordinamento delle operazioni coinvolgendo la Marina.


Resta però tutta la rivendicazione politica di una linea, che ricalca quella di Salvini e Piantedosi. "La sottoscritta è stata accusata di cose raccapriccianti - dice Meloni - ma io ho la coscienza a posto. Più persone partono, più aumenta il rischio che le cose vadano storte. Forse sarebbe più facile lasciare che siano dei mafiosi a decidere chi deve arrivare da noi, o che arrivi solo chi ha soldi per pagarli, o lasciare che in Africa continuino a prendere piede i mercenari della Wagner e i fondamentalisti".