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Il capo della Wagner insulta Crosetto: "Nessuna infiltrazione dei nostri mercenari in Africa, è un 'mudak'"

(reuters)
Prigozhin attacca il ministro della Difesa italiano: "Non ci occupiamo di migranti. È una testa di..., occupati dei tuoi problemi"
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MOSCA - Evgenij Prigozhin, fondatore della compagnia di mercenari Wagner che fiancheggia l’Esercito russo in Ucraina, non ha sprecato tempo nel cercare mezzi termini per replicare alle accuse del ministro della Difesa italiano di usare la crisi migratoria per condurre una guerra ibrida e ha definito Guido Crosetto “mudak i pizdabol”: letteralmente "coglione e cazzaro". “Dovrebbe guardarsi di meno intorno e occuparsi dei suoi problemi che, a quanto pare, ha trascurato", ha dichiarato bruscamente il leader dei mercenari.

Lo ha fatto commentando con l’agenzia Reuters le recenti dichiarazioni del ministro italiano, il quale si è detto sicuro che “l'aumento esponenziale del fenomeno migratorio che parte dalle coste africane sia anche, in misura non indifferente, parte di una strategia chiara di guerra ibrida che la divisione Wagner, sta attuando, utilizzando il suo peso rilevante in alcuni paesi Africani". Il min…

MOSCA - Evgenij Prigozhin, fondatore della compagnia di mercenari Wagner che fiancheggia l’Esercito russo in Ucraina, non ha sprecato tempo nel cercare mezzi termini per replicare alle accuse del ministro della Difesa italiano di usare la crisi migratoria per condurre una guerra ibrida e ha definito Guido Crosetto “mudak i pizdabol”: letteralmente "coglione e cazzaro". “Dovrebbe guardarsi di meno intorno e occuparsi dei suoi problemi che, a quanto pare, ha trascurato", ha dichiarato bruscamente il leader dei mercenari.

Lo ha fatto commentando con l’agenzia Reuters le recenti dichiarazioni del ministro italiano, il quale si è detto sicuro che “l'aumento esponenziale del fenomeno migratorio che parte dalle coste africane sia anche, in misura non indifferente, parte di una strategia chiara di guerra ibrida che la divisione Wagner, sta attuando, utilizzando il suo peso rilevante in alcuni paesi Africani". Il ministro crosetto ha osservato che Ue, Nato e Occidente dovrebbero inquadrare la fragilità del fronte sud europeo nel contesto di uno scontro ibrido, “cosi come si sono accorti che gli attacchi cyber facevano parte dello scontro globale che il conflitto ucraino ha aperto”.

Non è la prima volta che il ministro della Difesa italiano finisce nel mirino delle invettive della parte russa. A gennaio il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, l’ex presidente Dmitrij Medvedev, in un post su Telegram ha definito Crosetto "uno sciocco raro". "Non ci sono molti sciocchi nelle strutture di potere in Europa – ha scritto Medvedev - Il ministro della Difesa italiano ha definito la fornitura di veicoli blindati e altre armi all'Ucraina un modo per evitare la Terza guerra mondiale".

A Prigozhin non è sfuggita la sfumatura lessicale dell’uso della parola “divisione” Wagner per indicare la “compagnia” di sicurezza privata fondata nel 2013. E non ha mancato di esprimere con sarcasmo la propria irritazione.  “Si è trovata ad essere ‘divisione’! Ebbene, questa divisione, la parola Italia la pronuncia per la prima volta dopo molti molti anni”, ha affermato l’imprenditore russo respingendo le accuse di coinvolgimento nella crisi migratoria.

Di fronte ad un respingimento da parte dei Paesi del cosiddetto Occidente esteso, la Russia sta ampliando la sua influenza politica ed economica in Medio Oriente e Africa, area dalla quale proviene la maggior parte dei flussi migratori che interessano l’Italia. Brian Jenkins, esperto del think tank statunitense Rand Corporation ha spiegato ad Adnkronos che il Cremlino usa le formazioni irregolari "per eliminare l'influenza occidentale dal continente africano", per raggiungere i suoi obiettivi “senza fare grandi investimenti, continuando a negare la sua presenza”.  

In Libia i mercenari della compagnia russa sarebbero presenti in gran numero, circa duemila, nella parte orientale del Paese a sostegno del generale Haftar. I mercenari russi sono inoltre presenti in Mali, paese di transito dei migranti dai paesi subsahariani. Gli uomini della Wagner accusati di aver preso parte a uccisioni in massa di civili in Repubblica Centrafricana, dove nel 2018 hanno perso la vita tre giornalisti russi che indagavano sui massacri. 

In Sudan nel 2017 hanno fornito sostegno militare all’allora presidente Omar al-Bashir contro il Sud Sudan ottenendo in cambio il controllo sul business delle concessioni delle miniere di diamanti. Pur celebrando la rinnovata presenza della Russia nel continente africano, il Cremlino respinge le allusioni sul coinvolgimento dei gruppi paramilitari in questo processo, così come per anni ha negato l’esistenza stessa di compagnie di mercenari in patria.