Amministrative, il 14 e 15 maggio si vota in 591 Comuni. In Friuli Venezia Giulia Pd, M5S e Sinistra-Verdi uniti provano a fermare il bis di Fedriga
di Gabriele Bartoloni , di Gabriele BartoloniIl 14 e il 15 maggio si svolgeranno le elezioni amministrative in 591 Comuni d'Italia. Come indicato nel decreto che ha fissato la data del voto, i capoluoghi interessati saranno in tutto 13: Ancona, Brescia, Brindisi, Imperia, Latina, Massa, Pisa, Siena, Sondrio, Teramo, Terni, Treviso, Vicenza. Si vota per eleggere i nuovi sindaci e rinnovare i consigli comunali. Gli eventuali ballottaggi si svolgeranno il 28 e il 29 maggio, la stessa data scelta dalla Sicilia per il voto in 128 comuni, tra cui Catania, Siracusa, Ragusa e Trapani. Idem per la Sardegna dove si voterà in 38 città. La prima tappa, però, saranno le elezioni Regionali in Friuli Venezia Giulia, fissate per il 2 e il 3 aprile insieme alle amministrative di Udine, uno dei capoluoghi della regione.
Il centrodestra amministra la maggioranza dei capoluoghi
In tutto sono 18 i comuni capoluogo che andranno al voto, di cui uno di Regione (Ancona). Al centrosinistra l'onere di ribaltare lo sche…
Il 14 e il 15 maggio si svolgeranno le elezioni amministrative in 591 Comuni d'Italia. Come indicato nel decreto che ha fissato la data del voto, i capoluoghi interessati saranno in tutto 13: Ancona, Brescia, Brindisi, Imperia, Latina, Massa, Pisa, Siena, Sondrio, Teramo, Terni, Treviso, Vicenza. Si vota per eleggere i nuovi sindaci e rinnovare i consigli comunali. Gli eventuali ballottaggi si svolgeranno il 28 e il 29 maggio, la stessa data scelta dalla Sicilia per il voto in 128 comuni, tra cui Catania, Siracusa, Ragusa e Trapani. Idem per la Sardegna dove si voterà in 38 città. La prima tappa, però, saranno le elezioni Regionali in Friuli Venezia Giulia, fissate per il 2 e il 3 aprile insieme alle amministrative di Udine, uno dei capoluoghi della regione.
Il centrodestra amministra la maggioranza dei capoluoghi
In tutto sono 18 i comuni capoluogo che andranno al voto, di cui uno di Regione (Ancona). Al centrosinistra l'onere di ribaltare lo schema di partenza. La maggioranza dei comuni interessati, 10 in tutto, al momento è governata dal centrodestra. Si tratta di Imperia, Massa, Pisa, Ragusa, Siena, Sondrio, Terni, Treviso, Udine e Vicenza. Cinque amministrazioni sono in mano al centrosinistra (Ancona, Brescia, Brindisi e Teramo, Trapani), una ad Azione (Siracusa) e le rimanenti due (Catania e Latina) sono sottoposte a commissariamento.
Elezioni in Friuli, Fedriga tenta il bis
Massimiliano Fedriga prova ad ottenere il secondo mandato. Dopo il 57 per cento ottenuto nel 2018, il colonnello leghista, già presidente delle conferenza Stato-Regioni, si ripresenta con le stesse alleanze che lo hanno portato alla vittoria 5 anni fa. Sarà sostenuto dalla FdI, Forza Italia e Lega. Sul fronte opposto Pd e M5S tentano lo schema giallo-rosso con Massimo Moretuzzo, sostenuto anche dall'Alleanza Verdi Sinistra. Il Terzo polo invece appoggerà Alessandro Maran, ex deputato del Pd passato Scelta Civica. Oltre a Azione e Italia Viva il candidato centrista sarà sostenuto anche da +Europa, che al livello nazionale, nonostante le avance di Calenda, al momento sembra intenzionata a rimanere nel centrosinistra a guida dem.
Siena, la massoneria manda in crisi il centrodestra
Prima della vittoria di Luigi De Mossi era considerata una delle roccaforti della sinistra italiana. Ora il centrodestra punta alla riconferma, ma con un candidato diverso e non senza difficoltà. Nelle settimane scorse, infatti, la coalizione ha sfiorato la rottura dopo che FdI ha deciso di ritirare l'appoggio al manager Emanuele Montomoli. Il motivo: in un'intervista il candidato aveva deciso di uscire allo scoperto circa la sua appartenenza alla massoneria. "Un'appartenenza di cui vado fiero", aveva dichiarato a La Nazione. Frasi che hanno provocato la retromarcia del partito di Meloni, con tanto di tensioni all'interno della coalizione. Al suo posto, alla fine, FdI, Lega e Forza Italia hanno deciso di convergere su Nicoletta Fabio. Montomoli correrà da solo.
Il caso Latina
La città è sottoposta a commissariamento dopo la lunga odissea politico-elettorale che ha visto al centro il sindaco di centrosinistra Damiano Coletta. Appoggiato da Pd e M5Ss, aveva vinto le elezioni nel 2021. In seguito, però, una sentenza del Tar ha annullato il risultato in 22 sezioni su 116. Il voto si è ripetuto il 4 settembre scorso, ma solo nelle sezioni in cui il tribunale aveva riscontrato le irregolarità. Le urne hanno confermato di nuovo Coletta, ma la vittoria del centrodestra alle scorse politiche ha spinto i consiglieri di Lega, FdI e Forza Italia verso le dimissioni con l'obiettivo di far cadere il sindaco. Coletta, che era sostenuto anche dai forzisti, è stato costretto al passo indietro. Ora Latina torna alle urne e Coletta potrebbe riprovarci. Sarebbe la terza volta nel giro di tre anni.
Trentino-Alto Adige al voto in autunno
L'ultima tranche di elezioni si concluderà in autunno con le elezioni provinciali di Trento e Bolzano, fissate per il 22 ottobre. I consiglieri eletti nelle due province entreranno automaticamente a far parte del consiglio regione del Trentino Alto-Adige, composto dalla somma degli eletti nelle due province.