Schlein sfida Meloni al question time: salario minimo e congedo parentale nell'interpellanza del Pd
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De CiccoIl giorno del duello è oggi. Meloni vs Schlein. Ore 15, alla Camera è in programma il question time della presidente del Consiglio. E per la prima volta dopo le primarie, dai banchi dell’opposizione parlerà la nuova segretaria del Pd. Con una mossa a sorpresa: ci si aspettava che la leader incalzasse il governo sui fatti di Cutro, su cui i democratici hanno presentato un’interpellanza ai ministri Piantedosi, Salvini e Giorgetti. E su cui Meloni finora è stata evasiva, al pari dei suoi ministri. Invece no. Schlein sceglie di spiazzare e cambia registro: parlerà di lavoro. Salario minimo e congedo parentale per i genitori (tre mesi a testa, non trasferibili, per mamme e papà, è la proposta).
La scelta non è casuale: è la vigilia del congresso della Cgil. Meloni, a sorpresa, ha deciso di accettare l’invito del segretario Maurizio Landini e sarà alla kermesse di Rimini venerdì. Il…
Il giorno del duello è oggi. Meloni vs Schlein. Ore 15, alla Camera è in programma il question time della presidente del Consiglio. E per la prima volta dopo le primarie, dai banchi dell’opposizione parlerà la nuova segretaria del Pd. Con una mossa a sorpresa: ci si aspettava che la leader incalzasse il governo sui fatti di Cutro, su cui i democratici hanno presentato un’interpellanza ai ministri Piantedosi, Salvini e Giorgetti. E su cui Meloni finora è stata evasiva, al pari dei suoi ministri. Invece no. Schlein sceglie di spiazzare e cambia registro: parlerà di lavoro. Salario minimo e congedo parentale per i genitori (tre mesi a testa, non trasferibili, per mamme e papà, è la proposta).
La scelta non è casuale: è la vigilia del congresso della Cgil. Meloni, a sorpresa, ha deciso di accettare l’invito del segretario Maurizio Landini e sarà alla kermesse di Rimini venerdì. Il giorno prima toccherà proprio a Schlein, ospite di una tavola rotonda col presidente del M5S, Giuseppe Conte, e con il leader del Terzo Polo, Carlo Calenda.
Ecco perché la segretaria del Pd ha deciso di cambiare l’agenda. E di battere sul chiodo del lavoro povero. Era uno dei passaggi chiave del discorso d’insediamento pronunciato giovedì alla Nuvola di Fuksas, durante l’assemblea nazionale dem. Ma è passato un po’ in sordina, tra le bordate ai capibastone, i famosi “cacicchi”, e l’apertura a 5 Stelle e terzopolisti in ottica alleanze. Ma la lotta allo sfruttamento è uno dei tre perni attorno a cui l’ex attivista di Occupy Pd vuole ricostruire l’identità del partito (gli altri due sono le diseguaglianze e l’emergenza climatica). A sinistra, la competizione con Conte è serrata. E Schlein non vuole regalare questi temi – in termini elettorali, una prateria - al Movimento.
Dunque in Aula il confronto con Meloni verterà su questo. C’è già un canovaccio, cioè l’interrogazione del Pd che chiede all’esecutivo “quali siano le ragioni della contrarietà alla sperimentazione del salario minimo legale, tenuto conto della mancata adozione di misure alternative” e quali siano gli interventi allo studio di Palazzo Chigi per “migliorare realmente la condizione delle lavoratrici e dei giovani lavoratori, quali un significativo ampliamento del congedo paritario, coerentemente con le migliori prassi europee”.
Non che da Meloni al Nazareno si aspettino particolari aperture. Anzi. Ma il salario minimo può essere il collante per cementare i tre blocchi di opposizione, dato che sia M5S che il Terzo Polo hanno presentato proposte simili. E non dovrebbe essere complicato arrivare a un testo comune, in teoria.