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Dalla debuttante Diop alla veterana Turco: le donne Pd rispondono all'appello sulla sorellanza di Schlein

(ansa)
La segretaria dem vuole un partito di sinistra, contro le disuguglianze e femminista. L'ex ministra: "È la forza di battersi insieme con le altre e per le altre. Per la sinistra la Elly è il riscatto, dopo lo smacco di avere visto che la prima donna a Palazzo Chigi è di destra"
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ROMA - La più giovane è Mia Diop, 21 anni, ma le "sorelle" del Pd sono 91 dei 175 eletti nella Direzione del partito. I numeri spesso non significano nulla. Però in questo caso sono la conseguenza dell'appello alla "sorellanza" che dal palco dell'Assemblea nazionale dem, inaugurando la sua segreteria, Elly Schlein ha lanciato. Ha detto: "Troppo spesso noi non abbiamo praticato la sorellanza. Mi rivolgo anche agli uomini, la questione della parità di genere è soprattutto maschile". In più nei luoghi dove si decide, ci sono le due donne vice presidenti, Chiara Gribaudo e Loredana Capone.

Che Schlein voglia un partito di sinistra, contro le disuguglianze, dalla parte di chi fa più fatica, ecologista, è chiaro. Ma che lo voglia anche femminista, ha qualcosa di un po' urticante, se poco finora se ne parla.

La novità nel Pd sono i millennials (i nati tra il 1980 e gli anni'90) alla…

ROMA - La più giovane è Mia Diop, 21 anni, ma le "sorelle" del Pd sono 91 dei 175 eletti nella Direzione del partito. I numeri spesso non significano nulla. Però in questo caso sono la conseguenza dell'appello alla "sorellanza" che dal palco dell'Assemblea nazionale dem, inaugurando la sua segreteria, Elly Schlein ha lanciato. Ha detto: "Troppo spesso noi non abbiamo praticato la sorellanza. Mi rivolgo anche agli uomini, la questione della parità di genere è soprattutto maschile". In più nei luoghi dove si decide, ci sono le due donne vice presidenti, Chiara Gribaudo e Loredana Capone.

Che Schlein voglia un partito di sinistra, contro le disuguglianze, dalla parte di chi fa più fatica, ecologista, è chiaro. Ma che lo voglia anche femminista, ha qualcosa di un po' urticante, se poco finora se ne parla.

La novità nel Pd sono i millennials (i nati tra il 1980 e gli anni'90) alla riscossa sui boomers degli anni Sessanta, l'epoca del boom. E però c'è un terzo incomodo nella svolta dem: le donne.

Se i progressisti esultano perché finalmente c'è una donna alla guida del primo partito dell'opposizione - quindi sfidante la prima donna di destra a Palazzo Chigi - devono prevedere un passaggio in più. Schlein sembra avere l'intenzione di realizzare la pratica femminista "Sisterhood is powerful", la sorellanza è potente. Qui le cose si complicano.

Lo sa bene Jasmine Cristallo, una delle ex Sardine, ora appunto impegnata nella Direzione del nuovo Pd. "Sorellanza è cura. È lo strumento per costruire un clima diverso, coeso, più rispettoso delle persone", sottolinea Cristallo. Piccolo riassunto delle donne in Direzione, di tutti gli indirizzi politici: Teresa Armato; la sindaca di Empoli, Brenda Barnini e la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi; Simona Bonafè bonacciniana; Susanna Camusso e Annamaria Furlan le ex leader sindacali; Stefania Bonaldi ex sindaca di Crema; Laura Boldrini; Silvia Costa; Rosa Cascella; Arianna Censi; Sandra Zampa; Barbara Pollastrini ex ministra Pari opportunità; Valentina Chinnici; Marwa Mahamoud; Monica J.Romano, transgender, consigliera comunale milanese; Teresa Piccione; Alessia Rotta; Cecilia D'Elia; Livia Turco. L'elenco è lungo.

Per Turco, la neo segretaria chiama l'applauso in assemblea. Proprio dall'ex ministra - alla quale l'Italia deve la legge quadro sul Welfare, le prime norme organiche sull'immigrazione (la legge Turco-Napolitano), fondatrice del Pd e sostenitrice di Schlein prima ancora che si candidasse - parte la scommessa di "un patto per la sorellanza" e di "ponti generazionali". Turco ringrazia Schlein e commenta: "Per la sinistra la segreteria di Elly è il riscatto, dopo l'umiliazione, lo smacco di avere visto che la prima donna a Palazzo Chigi è di destra e ha nel simbolo del partito quella Fiamma che è stata contraria alle battaglie delle donne". Turco spiega cosa intende per sorellanza: "È la forza di battersi insieme con le altre e per le altre. Non è un pranzo di gala, però, è complicato". Quindi parla di Nilde Iotti e Tina Anselmi. "Sono state due leader che hanno unito coraggio individuale e legame profondo con le altre donne". Un ricordo. È il 20 aprile del 1990. "Noi compagne andiamo a manifestare per la legge sul tempo delle donne, che i maschi ritenevano troppo astratta. Iotti viene con noi e fa un discorso per sostenerci". Sorellanza, appunto. E sempre su Elly: "Il suo valore è tanto più grande perché è sfidante della destra di Meloni: a me non è parso vero di poter sostenere una coraggiosa che cambia le incrostazioni maschiliste".

Sempre sulla sorellanza Cecilia D'Elia, portavoce della conferenza delle donne, ha tenuto il suo discorso in Senato l'8 marzo: "Non c'è libertà senza passione egualitaria, lotta alle diseguaglianze, senza sorellanza, parola così potente che cambia l'ordine del discorso". Roberta Agostini, bersaniana, rientrata nel nuovo Pd, rincara: "La sfida della sorellanza è un pezzo fondamentale di questa storia. Significa riconoscere reciprocamente la forza e la capacità delle altre, non essere subalterne ai maschi e neppure a una competizione sciocca tra di noi". Che poi tutto si cali nella realtà, è da vedersi. Le femministe di antica storia avrebbero molto da ridire sul potere e le donne. Valentina Cuppi, ex presidente del Pd, che il maschilismo nel partito ha denunciato, rimarca: "La forza collettiva delle donne deve emergere dirompente. Ci siamo battute in tante in questi anni dentro il partito, ma poi le dinamiche correntizie costruite da uomini hanno vinto. Dobbiamo essere pronte e sostenerci e sostenere Elly, che non è una donna sola al comando".