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Quando Salvini sui social scriveva: "I russi della Wagner dietro gli sbarchi? Una comica"

Il minsitro e vice premier, Matteo Salvini (ansa)
Rispunta su Twitter il post del 29 luglio scorso: il ministro leghista criticava la ricostruzione riportata su Repubblica sulla spinta dei mercenari di Mosca ai migranti dalla Libia. "La colpa è di Pd e Lamorgese", affermava. Ma ora la stessa tesi è sostenuta da Crosetto e Tajani
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E' il 29 luglio 2022. Da pochi giorni è caduto il governo guidato da Mario Draghi e la campagna elettorale è alle battute iniziali. Uno dei primi post di Matteo Salvini, non più in maggioranza e ormai già proiettato alle elezioni del 25 settembre, viene dedicato ai migranti. Sui social il leghista pubblica la prima pagina di Repubblica con il titolo: "L'arma dei migranti sul voto. I barconi spinti in Italia dai mercenari di Wagner". Con il commento: "Per la sinistra sarebbe Putin a spingere i barconi pieni di clandestini verso l'Italia. Siamo alle comiche, la paura di perdere la poltrona fa brutti scherzi". Salvini forse reputa una "comica" o un "brutto scherzo" anche l'allarme lanciato ieri da due ministri del suo stesso governo, Guido Crosetto e Antonio Tajani, secondo cui dietro il boom degli sbarchi ci sarebbe proprio la brigata Wagner?

Il post di Salvini di luglio

Ricostruiamo con ordine. Il dos…

E' il 29 luglio 2022. Da pochi giorni è caduto il governo guidato da Mario Draghi e la campagna elettorale è alle battute iniziali. Uno dei primi post di Matteo Salvini, non più in maggioranza e ormai già proiettato alle elezioni del 25 settembre, viene dedicato ai migranti. Sui social il leghista pubblica la prima pagina di Repubblica con il titolo: "L'arma dei migranti sul voto. I barconi spinti in Italia dai mercenari di Wagner". Con il commento: "Per la sinistra sarebbe Putin a spingere i barconi pieni di clandestini verso l'Italia. Siamo alle comiche, la paura di perdere la poltrona fa brutti scherzi". Salvini forse reputa una "comica" o un "brutto scherzo" anche l'allarme lanciato ieri da due ministri del suo stesso governo, Guido Crosetto e Antonio Tajani, secondo cui dietro il boom degli sbarchi ci sarebbe proprio la brigata Wagner?

Il post di Salvini di luglio

Ricostruiamo con ordine. Il dossier migranti ha da sempre acceso gli animi del centrodestra. Primo tra tutto Salvini. Da ministro dell'Interno era finito sotto processo con l'accusa di omissione di atti d'ufficio e sequestro di persona per aver impedito nel 2019 lo sbarco a Lampedusa di 147 richiedenti asilo soccorsi da un'imbarcazione della Ong spagnola Open Arms e rimasti a bordo al largo delle coste siciliane. Mandato a casa il governo Draghi, a fine luglio scorso, il leader leghista non perde l'occasione per tornare alla carica con il suo cavallo di battaglia. Repubblica in quei giorni scrive che a spingere le partenze dalla Cirenaica (la parte della Libia controllata dai mercenari russi della Wagner) era l'azione di Mosca che faceva pressione sull'Italia. "Una comica", commenta Salvini. Aggiungendo: "Spoiler: la colpa è del Pd e Lamorgese".

Le polemiche dopo il naufragio di Cutro

Il 26 febbraio scorso un barcone carico di migranti si è ribaltato a pochi centinaia di metri dalla riva della spiaggia di Steccato di Cutro: 78 le vittime. Polemiche sui soccorsi, accuse al governo. Fino ad arrivare a ieri, quando i ministri della Didesa e degli Esteri, Crosetto e Tajani, puntano il dito contro le truppe russe Wagner che controllano un pezzo delle coste libiche e, in particolare, della Cirenaica. Come sosteneva Repubblica, dunque. Che a pagina 2 già il 29 luglio raccontava: "Dai porti della Cirenaica controllati dalla brigata dei combattenti russi stanno partendo molti più scafi rispetto agli ultimi due anni. Per mettere sotto pressione il nostro Paese e l'Europa".

La scorsa estate per Salvini si trattava di falsità, ora cambia idea. Se in Italia gli sbarchi dei migranti sono aumentati (20.017 nei primi tre mesi del 2023 contro i 6.152 del 2022 e i 6.041 del 2021), la colpa è principalmente dei mercenari russi. Non del governo di centrodestra di cui lui è vice premier. Lo fanno notare sui social diversi utenti e anche politici, come Carlo Calenda che ha ripostato il tweet del ministro dei Trasporti di otto mesi fa. Aggiungendo: "Ecco".