Bufera su Claudio Anastasio, il manager che cita Mussolini: Palazzo Chigi impone le dimissioni
di Antonio Fraschilla , di Antonio FraschillaROMA - "Le dimissioni sono più concrete e immediate di ogni commento. Ho grande rispetto per il lavoro di tutti ma, ripeto, non ho altro da dire". Poche parole, quelle di Claudio Anastasio, proferite qualche minuto dopo la presentazione delle sue dimissioni dalla guida della 3-i spa, la società di Stato che raggruppa i comparti informatici di Inail, Inps e Istat. Una decisione presa dopo aver letto Repubblica che riporta la mail mandata al cda della spa pubblica nella quale orgogliosamente cita l’infame discorso di Benito Mussolini in Parlamento dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti: parodiandolo per motivare alcune scelte da lui avallate nella spa. "Ma poi, o signori — si legge nella mail — quali farfalle andiamo a cercare sotto l’arco di Tito? Ebbene, io dichiaro qui, al cospetto di Voi, ed al cospetto di tutto il governo italiano, che assumo (io solo!) la responsabilità di 3-I (politica! morale! storica!) di tutto q…
ROMA - "Le dimissioni sono più concrete e immediate di ogni commento. Ho grande rispetto per il lavoro di tutti ma, ripeto, non ho altro da dire". Poche parole, quelle di Claudio Anastasio, proferite qualche minuto dopo la presentazione delle sue dimissioni dalla guida della 3-i spa, la società di Stato che raggruppa i comparti informatici di Inail, Inps e Istat. Una decisione presa dopo aver letto Repubblica che riporta la mail mandata al cda della spa pubblica nella quale orgogliosamente cita l’infame discorso di Benito Mussolini in Parlamento dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti: parodiandolo per motivare alcune scelte da lui avallate nella spa. "Ma poi, o signori — si legge nella mail — quali farfalle andiamo a cercare sotto l’arco di Tito? Ebbene, io dichiaro qui, al cospetto di Voi, ed al cospetto di tutto il governo italiano, che assumo (io solo!) la responsabilità di 3-I (politica! morale! storica!) di tutto quanto è avvenuto".
Ieri già di prima mattina Anastasio si chiude nel suo ufficio. Ascolta quindi gli amici più cari, tra i quali Rachele Mussolini, nipote del Duce e consigliera comunale di Fratelli d’Italia: colei che l’ha introdotto nel cerchio magico di Giorgia Meloni creando un rapporto diretto con il ministro Francesco Lollobrigida, il cognato della presidente del Consiglio. E, sussurrano dalla 3-i, proprio mentre le agenzie rilanciano la notizia della mail con le parole di Mussolini e arrivano anche le prime reazioni indignate dell’opposizione che chiede le sue dimissioni, Anastasio riceve una telefonata di fuoco da Palazzo Chigi. Da qui il passo indietro: "Le mie dimissioni sono doverose".
Fine dell’ascesa nelle aziende di Stato del manager caro a Fratelli d’Italia. Un volto considerato vicino al vertice assoluto del partito, tanto che la sua era stata la prima nomina del nuovo corso di Meloni a Palazzo Chigi. Piazzato alla guida del polo strategico informatico di Inps, Inail e Istat: una creatura, quest’ultima, voluta dall’ex presidente del Consiglio Mario Draghi per dare assistenza informatica e creare nuovi software per tutta la pubblica amministrazione. Una tolda di comando importante e che guarda al futuro: l’ex presidente della Bce per questa poltrona aveva individuato un fedelissimo dell’ex ministro Vittorio Colao, Roberto Lancellotti.
Poi a novembre il blitz del nuovo governo con la nomina di Anastasio. Un passato in Finmeccanica e in imprese private, non proprio un nome di primo piano. Nel suo curriculum l’ex manager di 3-i si definisce un "innovatore e creatore di start-up", tra le quali InPoste.it: società che ha brevettato la raccomandata elettronica tNotice, progetto che è stato portato anche in Campidoglio grazie a una mozione presentata da FdI e sostenuta da Rachele Mussolini. Un progetto lanciato anche dal Tg2 ma sanzionato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato dopo un esposto di Assocertificatori con una multa al rappresentante legale di 7 mila euro: secondo l’Autorità la raccomandata di tNotice non può essere paragonata alla posta certificata ai fini legali.
Nessuna grande scalata da manager, Anastasio ha trovato ampie soddisfazioni in politica. Sui social ha sempre apprezzato le posizioni di Mario Adinolfi, lodato più volte per alcune sue posizioni di destra, come quelle contro l’aborto. Ma è con FdI e la nipote del Duce che salda un asse politico forte che porta il suo nome fin sul tavolo di Palazzo Chigi. Il cognome del Duce, da lui citato nella improvvida mail, torna anche nello suo stesso curriculum.
L’Ansa riporta che nel 1997 venne creato il sito internet “Mussolini” in onore del figlio del Duce, Vittorio: e presidente della società che lo gestiva chi era? Proprio il giovane Anastasio, criticato adesso anche dal vice presidente della Camera, Fabio Rampelli: "L’artefice di questa vergogna, dopo essersi reso ridicolo, si è dimesso. Nessuno spazio in Fdi per i nostalgici del fascismo".
Nonostante le dimissioni, l’opposizione critica il governo. "Vi prego scegliete uno normale", dice il leader di Azione Carlo Calenda. "Il governo si assuma la responsabilità delle scelte", dice l’ex presidente della Camera, Roberto Fico. "Questa è la classe dirigente della destra", conclude la dem Simona Malpezzi.