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Applausi per Bonaccini alla Cgil: "Altro che flat tax, alziamo buste paga e pensioni"

Il saluto del neo presidente del Pd al congresso di Rimini alla vigilia del confronto tra i leader di opposizione Schlein, Calenda, Conte e Fratoianni
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Mentre Elly Schlein duella con Giorgia Meloni alla Camera sul salario minimo, Stefano Bonaccini strappa applausi al congresso della Cgil a Rimini. Il filo rosso tra il principale partito della sinistra e il principale sindacato italiano un po’ si riannoda. Anche se servirà tempo. Landini, dal palco, è chiaro: non saremo collaterali a una forza politica. Ditta inclusa. Il dialogo è ripreso, però. Altro che Jobs act. Sulla riviera romagnola, la segretaria del Pd è attesa per domattina, quando si confronterà con Giuseppe Conte, Carlo Calenda e Nicola Fratoianni. Sprazzi di campo largo.

Nel giorno di apertura della convention, a fare gli onori di casa è Bonaccini, dunque, come presidente dell’Emilia Romagna, più che come neo-presidente dem. E ha gioco facile a incassare gli applausi dei delegati che affollano il Palacongressi. Attacca la riforma fiscale del governo, appena cassata dai confederali dopo il vertice di ieri.…

Mentre Elly Schlein duella con Giorgia Meloni alla Camera sul salario minimo, Stefano Bonaccini strappa applausi al congresso della Cgil a Rimini. Il filo rosso tra il principale partito della sinistra e il principale sindacato italiano un po’ si riannoda. Anche se servirà tempo. Landini, dal palco, è chiaro: non saremo collaterali a una forza politica. Ditta inclusa. Il dialogo è ripreso, però. Altro che Jobs act. Sulla riviera romagnola, la segretaria del Pd è attesa per domattina, quando si confronterà con Giuseppe Conte, Carlo Calenda e Nicola Fratoianni. Sprazzi di campo largo.

Nel giorno di apertura della convention, a fare gli onori di casa è Bonaccini, dunque, come presidente dell’Emilia Romagna, più che come neo-presidente dem. E ha gioco facile a incassare gli applausi dei delegati che affollano il Palacongressi. Attacca la riforma fiscale del governo, appena cassata dai confederali dopo il vertice di ieri. “Altro che flat tax – incalza Bonaccini - serve tagliare il costo del lavoro, rendere più conveniente stipulare un contratto di lavoro stabile rispetto a un contratto precario. Serve alzare le buste paga e anche le pensioni, che oggi troppe volte non ti permettono di arrivare alla quarta settimana del mese”. E servono “politiche attive per il lavoro, serve lavoro sicuro. Dobbiamo contrastare la condizione di precarietà di ragazzi e ragazze”. Altra stoccata contro lo smantellamento del reddito di cittadinanza, che Landini ha definito una follia: “È giusto concedere un sussidio a chi è povero e disperato. Sono contrario a tagli indiscriminati a una misura che serve per evitare ulteriore disperazione a chi è già alla disperazione”.

Come farà poi il segretario della Cgil, Bonaccini condanna le delocalizzazioni selvagge. E chiede al suo partito di fare una battaglia in Europa, “perché non possiamo essere uniti solo dalla moneta unica. Servono politiche fiscali che impediscano che i soldi che diamo ad alcuni Paesi vengano usati per fare concorrenza sleale alle nostre imprese e soprattutto ai lavoratori”.

Nonostante l’intervento fosse inserito fra i saluti, il discorso del presidente del Pd è molto politico. “Caro governo mettitelo in testa  - scandisce - l'antifascismo è un valore costituzionale ed è incredibile che se ne debba ancora discutere nel 2023”. Dettaglio: nel retropalco e al bistrot ancora si parla del caso Anastasio, sollevato da Repubblica. In chiusura, Bonaccini affronta anche il tema migranti. “Ho detto al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi che se c'è bisogno di accogliere noi rispondiamo presente, noi la solidarietà la diamo sempre non a corrente alternata, altro che porti chiusi".