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Nordio sulla Giustizia "conquista" il Terzo Polo: dalla stretta alle intercettazioni all'abuso d'ufficio accordo più vicino

Carlo Nordio 
La riforma del ministro ricalca quella di Berlusconi: sulla prescrizione stop alle leggi Bonafede e Cartabia
4 minuti di lettura

Nordio va ben oltre il Berlusconi degli anni da premier. Sono passati vent’anni ma siamo sempre lì. Perfino sulla legge Severino la pensano all’unisono. E poi lo stop al processo d’appello per il pm sconfitto. La super stretta sulle intercettazioni. Gli atti segreti fino al processo. E ancora: tre giudici per il via libera all’arresto. E sulla prescrizione si torna all’antico, non solo via le leggi di Bonafede e Cartabia, ma comincerà a correre solo quando il reato viene scoperto.

E mentre il Guardasigilli cede di nuovo agli annunci mediatici con un’intervista al Foglio, alla Camera ecco il suo stesso programma chiesto a gran voce da Enrico Costa di Azione - responsabile Giustizia del suo partito e presidente della giunta per le autorizzazioni di Montecitorio - con una mozione che ripercorre esattamente gli stessi obiettivi, che ottiene il pieno via libera dal sottosegretario berlusconiano Francesco Paolo Sisto.

La riforma della Gius…

Nordio va ben oltre il Berlusconi degli anni da premier. Sono passati vent’anni ma siamo sempre lì. Perfino sulla legge Severino la pensano all’unisono. E poi lo stop al processo d’appello per il pm sconfitto. La super stretta sulle intercettazioni. Gli atti segreti fino al processo. E ancora: tre giudici per il via libera all’arresto. E sulla prescrizione si torna all’antico, non solo via le leggi di Bonafede e Cartabia, ma comincerà a correre solo quando il reato viene scoperto.

E mentre il Guardasigilli cede di nuovo agli annunci mediatici con un’intervista al Foglio, alla Camera ecco il suo stesso programma chiesto a gran voce da Enrico Costa di Azione - responsabile Giustizia del suo partito e presidente della giunta per le autorizzazioni di Montecitorio - con una mozione che ripercorre esattamente gli stessi obiettivi, che ottiene il pieno via libera dal sottosegretario berlusconiano Francesco Paolo Sisto.

La riforma della Giustizia

Il Nordio “giornalista” ancora una volta ha la meglio. Le riforme, se si faranno e se la maggioranza sarà d’accordo, arriveranno in Parlamento tra due mesi, ma lui già ne descrive e ne anticipa il contenuto. Che combacia perfettamente con le richieste di Costa che le annuncia alla Camera: “Separazione delle carriere tra giudici e pm, ripristino della prescrizione sostanziale in tutti i gradi di giudizio, soppressione del reato di abuso d’ufficio, via il processo di appello per il pm che perde il processo, giudice collegiale per decidere sugli arresti, divieto di pubblicazione dell’ordinanza di custodia cautelare finché non sono concluse le indagini, pugno duro sulla diffusione delle intercettazioni, controllo dei costi delle intercettazioni, utilizzo del fascicolo del magistrato per valutare la sua carriera, controllo delle conferenze stampa dei procuratori in base al principio della presunzione di innocenza”.

La “scaletta” è proprio identica a quella di Nordio e sortirà l’effetto, in Parlamento, di ampliare i numeri della maggioranza a tutto il Terzo polo. Giacché non v’è dubbio che gli annunci di Costa siano condivisi anche dai renziani, come gli interventi in aula di Roberto Giachetti hanno più volte confermato. 

La prescrizione

A partire dalla prescrizione. Perché Nordio annuncia che “sarà riportata alla sua funzione originaria di estinzione del reato, quindi nell’ambito del diritto sostanziale e non di quello processuale”. “Personalmente - dice il Guardasigilli - farei decorrere la prescrizione non da quando il reato è commesso, ma dal momento in cui viene scoperto”. Con un colpo di penna, via dunque le polemiche sull’odiata prescrizione dell’ex Guardasigilli di M5S Alfonso Bonafede (stop dopo il primo grado di giudizio per i condannati), ma anche della soluzione trovata da Marta Cartabia (improcedibilità dopo il primo grado se non si rispettano i tempi). E via pure la legge di Andrea Orlando (prescrizione sospesa per 36 mesi tra Appello e Cassazione). 

Il processo d'appello

Ma gli annunci di Nordio non finiscono qui. Non nuovi, certo. Ma stavolta arricchiti di interessanti dettagli che certo non piaceranno affatto ai magistrati. Cominciando dal processo d’appello vietato al pm che perde il processo. Giusto la legge Pecorella del 2006 poi bocciata dalla Consulta. Alla domanda del direttore del Foglio Claudio Cerasa se l’appello vada eliminato, Nordio risponde con un secco “assolutamente sì”. E spiega: “In Italia c’è il principio che l’imputato è condannato se risulta colpevole del reato contestato aldilà di ogni ragionevole dubbio e per questo mi dovete spiegare come puoi condannare una persona quando un giudice precedente ha giudicato l’indagato non colpevole. Possiamo anche ammettere che la sentenza di proscioglimento possa essere sbagliata perché sono stati commessi degli errori, perché non sono state prese in considerazione delle prove o addirittura perché sono emerse nuove prove, ma in quel caso allora è meglio che il processo sia rifatto come fanno gli anglosassoni”.

La pubblicazione delle carte del processo

E andiamo alla disclosure delle carte prima del processo. Qui il garantismo di Nordio esplode. Con la sua riforma sparisce la possibilità di avere e quindi pubblicare l’ordinanza di custodia cautelare perché tutto deve restare segreto “finché non viene fatta la richiesta di rinvio a giudizio o comunque non finisce l’indagine”. 

Le intercettazioni

Non va meglio con le intercettazioni. La stretta riguarda non solo i reati per cui si potranno fare, ma anche i costi, e quindi proprio la possibilità di farle, perché se una procura ha speso il budget disponibile, non ha più chance. Nordio mette sullo stesso piano, come se fossero la stessa cosa, i costi di un computer e quelli di un’intercettazione. Ogni ufficio ha un budget, sostiene il ministro, ma “l’unica cosa assolutamente opinabile che sfugge a qualsiasi controllo è la spesa per le intercettazioni”. E qui cade la tagliola perché ogni procura “dovrà gestire il suo budget per le intercettazioni”.  Quindi, se i soldi finiscono, non intercetta più.

Ma la stretta riguarda anche il range possibile per intercettare: “Quando due persone parlano di una terza l’intercettazione non sarà consentita. Non deve proprio essere trascritta. Per quel che riguarda le due persone che parlano il limite è quello dell’intimità individuale. Non esiste al mondo la possibilità che una conversazione intima possa avere un’influenza nell’indagine”.

La legge Severino sull'incandidabilità del condannato

“Berlusconiana” anche la soluzione per modificare la legge Severino sull'incandidabilità e decadenza di chi è condannato. “Quello che ho sempre trovato iniquo - dice Nordio - è stata l’applicazione retroattiva, perché anche se non è una norma penale, ha comunque un carattere afflittivo”. Per intenderci, è proprio la tesi del team difensivo di Berlusconi che, fino alla Cedu di Strasburgo, ha sostenuto che mai e poi mai la legge Severino, approvata nel 2012, quindi prima che si consumasse il reato di frode fiscale, poteva essere applicata al loro cliente per il principio che si applica la legge più favorevole, ma non il contrario. Ed ecco che Nordio ministro la pensa allo stesso modo. 

L'abuso d'ufficio

Infine l’abuso d’ufficio. Un altro pezzo forte di Nordio quanto a cancellazione. “Se noi lo abolissimo il 99% dei sindaci e degli amministratori comunali ci farebbe un monumento. I sindaci non temono la condanna che non interviene quasi mai, ma il processo mediatico, l’iscrizione nel registro degli indagati, l’invio dell’informazione di garanzia e la diffusione della notizia per la quale il sindaco viene delegittimato non solo dai nemici, ma anche dagli amici. Addirittura qualche volta è stata impedita la candidatura di un determinato personaggio perché pendeva un processo: vi rendete conto?”. E su questo interrogativo di Nordio tanto vale chiudere gli annunci.