Cosa divide l'assemblea Pd, la linea di frattura tra chi sostiene Schlein e Bonaccini: merito dei prof, apertura ai migranti, alleanze, stop ai motori termici
di Luciano Fasano e Paolo Natale , di Luciano Fasano e Paolo NataleSi respirava un’aria nuova, rispetto ai precedenti appuntamenti, all’assemblea nazionale del Pd di domenica scorsa, dentro la Nuvola di Fuksas. Un’atmosfera diversa, simile (benché quasi di “segno” opposto) a quella che aveva visto il primo Renzi diventare segretario, nel lontano 2013: un forte desiderio di cambiare la politica, di cambiare il Partito Democratico, di percorrere strade differenti da quelle sperimentate negli ultimi anni. Non per nulla i delegati odierni sono, come allora, prevalentemente “nativi” democratici, senza precedenti affiliazioni con i due partiti costituenti, Ds e Margherita. E, anche per questo, sono più giovani del solito, quasi il 40% non supera infatti i quarant’anni.
Questi e altri dati abbiamo rilevato nell’indagine effettuata tra i delegati Pd la scorsa domenica: molte novità, dunque, ma anche molte e importanti differenze tra quelli vicini a Elly Schlein e quelli vicini a Stef…
Si respirava un’aria nuova, rispetto ai precedenti appuntamenti, all’assemblea nazionale del Pd di domenica scorsa, dentro la Nuvola di Fuksas. Un’atmosfera diversa, simile (benché quasi di “segno” opposto) a quella che aveva visto il primo Renzi diventare segretario, nel lontano 2013: un forte desiderio di cambiare la politica, di cambiare il Partito Democratico, di percorrere strade differenti da quelle sperimentate negli ultimi anni. Non per nulla i delegati odierni sono, come allora, prevalentemente “nativi” democratici, senza precedenti affiliazioni con i due partiti costituenti, Ds e Margherita. E, anche per questo, sono più giovani del solito, quasi il 40% non supera infatti i quarant’anni.
Questi e altri dati abbiamo rilevato nell’indagine effettuata tra i delegati Pd la scorsa domenica: molte novità, dunque, ma anche molte e importanti differenze tra quelli vicini a Elly Schlein e quelli vicini a Stefano Bonaccini. Innanzitutto, l’autocollocazione politica. Come si nota (fig.1), accanto ad una forte radice comune di centro-sinistra (75%), i delegati di Schlein si dichiarano molto più a sinistra di quelli di Bonaccini, tra i quali è invece molto presente anche una significativa anima centrista.
È poi interessante osservare dove i delegati Pd collocano le altre forze politiche, su una scala da 1 a 10, da sinistra a destra (fig.2). Scontata l’attribuzione di Lega e Fratelli d’Italia all’estrema destra, appare significativo il posizionamento del Terzo Polo nell’area di centro-destra (punteggio pari a 6), laddove quello del Movimento 5 stelle (4.1) appare molto prossimo a quello dello stesso Pd (3.7).
La percezione che i delegati hanno dello spazio politico in termini di prossimità e distanza dagli altri partiti rappresenta il miglior presupposto per un ragionamento sulle alleanze, sia rispetto ai possibili partner di una coalizione elettorale che in rapporto alle scelte eventualmente da fare nel caso in cui il responso delle urne non determini una maggioranza di governo (tab.1). In entrambi i casi, l’orientamento comune ai delegati di Schlein e Bonaccini si indirizza soprattutto verso la costruzione di un “campo largo” con la partecipazione del più ampio arco di forze attualmente all’opposizione, sebbene ciò non escluda l’esistenza di significative differenze fra le due componenti dell’assemblea.
Le distinzioni fra i supporter di Bonaccini e Schlein fin qui emerse, che ci forniscono un’immagine del gruppo dirigente del “nuovo PD” caratterizzata da una comune visione su alcune opzioni strategiche di fondo, così come da differenti valutazioni di merito rispetto alla loro concreta declinazione, trovano ulteriore conferma se ci spostiamo sul terreno delle politiche. Ciò che in particolare si segnala è un atteggiamento dei delegati di Bonaccini relativamente più pragmatico, e quindi attento alle possibili ripercussioni economiche e sociali delle diverse scelte, cui fa da contraltare un orientamento più idealista dei delegati di Schlein, che tendono così a mostrarsi più intransigenti.
Così sulla retribuzione degli insegnanti in funzione del merito la maggioranza dei delegati di Bonaccini si esprime nettamente a favore, mentre quella di Schlein si dice contraria. E sulle direttive europee per le vetture inquinanti e le classi energetiche delle abitazioni, l’82% dei delegati di Schlein dichiara di appoggiarle incondizionatamente, mentre quelli di Bonaccini si dividono equamente fra chi le appoggia e chi sostiene la necessità di un adeguamento graduale nel corso del tempo (fig.3). Sensibili differenze si rilevano anche rispetto al discusso tema della limitazione nelle forniture di armi all’Ucraina, dove la stragrande maggioranza (71%) dei delegati di Bonaccini si dice contrario, mentre poco meno di due terzi di quelli di Schlein esprime un giudizio più possibilista.
E, a questo punto, non sorprende più di tanto la significativa difformità tra i delegati di Schlein e quelli di Bonaccini (che ricalca quella rilevata in occasione delle primarie) sull’attualissimo tema dell’accoglienza: una visione più legata all’accoglienza “incondizionata” tra i sostenitori di Schlein (tab.2), laddove quelli di Bonaccini appaiono relativamente meno favorevoli ad un arrivo non sufficientemente controllato (anche) dalle regole implicite del fabbisogno lavorativo del paese, per evitare una conseguente negatività dell’opinione pubblica, che darebbe in mano al centro-destra ulteriori chance di politiche restrittive degli sbarchi. Differenze a volte significative, come si è sottolineato, che rappresentano certo una risorsa di dibattito interno ma che, per risultare credibili agli occhi dell’opinione pubblica, devono presto venir risolte in proposte unitarie e condivise.
N.B. L’indagine è stata realizzata da Luciano Fasano e Paolo Natale per conto del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli studi di Milano che dal 2007 fino ad oggi, nell’ambito delle attività svolte da Candidate and Leader Selection (Standing Group della Società italiana di Scienza politica), realizza una rilevazione sui delegati dell’Assemblea nazionale del PD in occasione della seduta di insediamento.