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Tensioni in Cdm contro il genocidio, il codice sui crimini di guerra passa solo a metà

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio (fotogramma)
In Consiglio dei ministri le perplessità di Mantovano. Approvato un disegno di legge che introduce il Codice voluto da Cartabia. Una parte va avanti perché domenica Nordio è a Londra alla riunione di tutti i ministri della Giustizia del mondo in segno di solidarietà all'Ucraina  
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ROMA - Passa solo a metà, a palazzo Chigi, il codice dei crimini di guerra voluto dall'ex ministra Marta Cartabia e arrivato in eredità all'attuale titolare di via Arenula. Quel che resta del codice va avanti solo perché il Guardasigilli Carlo Nordio, giusto domenica, è atteso a Londra alla riunione di tutti i ministri della Giustizia del mondo in segno di solidarietà all'Ucraina e al lavoro che sta svolgendo la Corte penale internazionale dell'Aja sui crimini di guerra commessi dalla Russia da un anno a questa parte. 

Le tensioni in Cdm

Ma che succede allora in Consiglio dei ministri? Durante la riunione sorgono perplessità sull'elenco dei crimini. Ad avere dei dubbi sulle singole fattispecie è anche il sottosegretario alla presidenza l'ex toga Alfredo Mantovano. In particolare sul reato di genocidio che, dice chi era a palazzo Chigi, non figura nel nuovo codice dei crimini di guerra, ma sarebbe da inseri…

ROMA - Passa solo a metà, a palazzo Chigi, il codice dei crimini di guerra voluto dall'ex ministra Marta Cartabia e arrivato in eredità all'attuale titolare di via Arenula. Quel che resta del codice va avanti solo perché il Guardasigilli Carlo Nordio, giusto domenica, è atteso a Londra alla riunione di tutti i ministri della Giustizia del mondo in segno di solidarietà all'Ucraina e al lavoro che sta svolgendo la Corte penale internazionale dell'Aja sui crimini di guerra commessi dalla Russia da un anno a questa parte. 

Le tensioni in Cdm

Ma che succede allora in Consiglio dei ministri? Durante la riunione sorgono perplessità sull'elenco dei crimini. Ad avere dei dubbi sulle singole fattispecie è anche il sottosegretario alla presidenza l'ex toga Alfredo Mantovano. In particolare sul reato di genocidio che, dice chi era a palazzo Chigi, non figura nel nuovo codice dei crimini di guerra, ma sarebbe da inserire in modo organico. In realtà non sta proprio lì, ma in una legge speciale. Tant'è. I ministri - con Nordio anche il titolare degli Esteri Antonio Tajani e della Difesa Guido Crosetto - decidono di spaccare il codice a metà. Una parte viene approvata subito, proprio perché Nordio non può andare a Londra a mani vuote. Un'altra parte sarà approvata più in là, in un futuro che scolora nel nulla. 

Giuristi sconcertati

Tra i giuristi che hanno lavorato al codice la prima reazione è di totale sconcerto. Si possono cogliere reazioni del tipo "ma questo è uno scandalo!", "è una tegola chiaro frutto di ignoranza", "non ci posso credere", "sembrava che durante la riunione del pre-consiglio non ci fossero stati problemi". E ancora: "È una decisione assurda perché nel codice penale sono sparpagliate singole fattispecie, come l'omicidio, la tortura, lo stupro, ma vengono affrontati come reati comuni, quindi manca il contesto internazionale in un cui sono stati commessi, nella cornice di un attacco sistematico contro la popolazione civile ucraina".  

Certo è che a presiedere la commissione per i crimini di guerra messa in piedi da Cartabia c'erano due professoroni, a partire da Fausto Pocar, emerito di diritto internazionale a Milano, ma soprattutto per dieci anni giudice della Corte per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia fino a essere presidente del Tribunale che ha giudicato Milosevic. Con Pocar ecco il giurista fiorentino Francesco Palazzo (che Nordio ha appena "fatto fuori", con un'altra dozzina di professori dell'era Cartabia, dalla commissione che per legge deve monitorare la riforma del processo penale). Il compito di rivedere il codice di Pocar e Palazzo è passato in mano all'attuale direttore dell'ufficio legislativo di via Arenula, l'ex procuratore generale d Roma Antonello Mura. Inutile cercare da lui, a consiglio finito, una spiegazione di quanto avvenuto a palazzo Chigi. 

Via Arenula

Le fonti ufficiali di via Arenula assicurano che nel testo del codice dei crimini di guerra comunque già passato in Cdm ci sono i reati di modalità di sterminio, di stupro e altri crimini contro la libertà e la dignità sessuale e la libertà di procreazione, la mutilazione, la cattura di ostaggi, la deportazione o il trasferimento forzato, il trasferimento della popolazione civile, l'arruolamento di fanciulli, la privazioni di diritti nel'ambito di crimini di guerra. E c'è anche il reato di aggressione. I protagonisti di questi reati - anche se commessi all'estero - saranno messi sotto processo in Italia qualora si trovino nel nostro Paese. 

Bisognerà aspettare una futura seconda parte del codice per il reato di genocidio, anche "culturale", ammesso che alla fine questo reato, ipotizzato dalla commissione, regga a questo governo di destra. Di certo, secondo i professori che hanno lavorato al codice, il reato attualmente in vigore, approvato nel 1967, non è adeguato ad affrontare i crimini della guerra contro l'Ucraina.