Caccia ai voti della Cgil. La competizione tra Pd e 5S su Ucraina e salario minimo
di Lorenzo De Cicco , di Lorenzo De CiccoDietro ai sorrisi un po' stirati - e a un mezzo abbraccio dietro al podio - al Palacongressi di Rimini è partita la caccia grossa. Giuseppe vs Elly. Competizione serrata. Al centro del bersaglio, i voti dei tesserati Cgil. Cinque milioni e passa. I 5 Stelle si credevano in vantaggio e invece, dopo i gazebo, si ritrovano a inseguire. La ditta ha segnato il controsorpasso. Pier Luigi Bersani, uno che col sindacato rosso non ha mai smesso di dialogare, l'altro ieri, all'apertura dei lavori, se la rideva: "Era ora che il Pd tornasse qua". Conte ha capito l'antifona. Fa incetta di selfie tra gli stand, ma arranca negli applausi rispetto a Schlein. Non ha fretta, comunque. L'hanno dato per morto politicamente già tre-quattro volte. E finora l'ha sempre sfangata. Dunque aspetta. E un po' si smarca. Per esempio sull'Ucraina: "Sull'invio di armi - dice lontano dalle telecamere - mi sembra che ci siano differenze non solo con Cale…
Dietro ai sorrisi un po' stirati - e a un mezzo abbraccio dietro al podio - al Palacongressi di Rimini è partita la caccia grossa. Giuseppe vs Elly. Competizione serrata. Al centro del bersaglio, i voti dei tesserati Cgil. Cinque milioni e passa. I 5 Stelle si credevano in vantaggio e invece, dopo i gazebo, si ritrovano a inseguire. La ditta ha segnato il controsorpasso. Pier Luigi Bersani, uno che col sindacato rosso non ha mai smesso di dialogare, l'altro ieri, all'apertura dei lavori, se la rideva: "Era ora che il Pd tornasse qua". Conte ha capito l'antifona. Fa incetta di selfie tra gli stand, ma arranca negli applausi rispetto a Schlein. Non ha fretta, comunque. L'hanno dato per morto politicamente già tre-quattro volte. E finora l'ha sempre sfangata. Dunque aspetta. E un po' si smarca. Per esempio sull'Ucraina: "Sull'invio di armi - dice lontano dalle telecamere - mi sembra che ci siano differenze non solo con Calenda, anche col Pd. Calenda ha detto che l'obiettivo è la sconfitta militare sul campo della Russia. Noi siamo contrari. Deve prevalere una svolta politica". Queste differenze, anche con i dem di Schlein, "le vedrete presto in Parlamento". Magari alla prima risoluzione, fa intuire.
Discorsi che a un pezzo di sindacato faranno piacere. Calenda, per dire, è stato fischiato subito, appena ha parlato di sostegno militare a Kiev. Conte lo sa. E manda messaggi in bottiglia. La competizione col Pd per calamitare l'elettorato cigiellino "ci sarà - ammette l'ex premier - ma non mi spaventa". L'importante, aggiunge, "è ritrovarsi in battaglie comuni con le altre forze progressiste". Come sul salario minimo. E anche qui, il nuovo Pd è d'accordo, ma l'M5S si sente un po' scavalcato. Come se un tema simbolo dei grillini fosse stato sfilato dalla nuova inquilina del Nazareno, che a onor del vero diceva le stesse cose anche prima dell'elezione, certo con molti meno supporter nel partito. "Ma è una nostra proposta storica - ribatte Conte - Sono loro che ci sono venuti dietro, come la Cgil". Sembra infastidito, il presidente dei 5 Stelle, anche dalla ricostruzione sul suo tweet pro salario minimo dell'altro ieri, pubblicato poche ore prima che la segretaria del Pd incalzasse Meloni sul punto al Question time. Non era un modo per metterci il cappello, sostiene. "L'ho pubblicato appena ho saputo che la nostra proposta era stata calendarizzata".
Schlein è meno crucciata. Sente di avere il vento a favore, anche se i consensi elettorali ormai si sgonfiano con la rapidità con cui possono lievitare. Per riallacciare il dialogo col mondo Cgil, e non solo, ha in testa un profilo movimentista. Un Pd di piazza. Oggi, fa sapere, una delegazione sarà a Napoli, a protestare contro l'autonomia (portabandiera, Peppe Provenzano). Domani sarà a Milano, alla manifestazione "per difendere i diritti di tutti i bambini, anche quelli delle coppie omogenitoriali". E come Conte, promette battaglia sul fisco. In piazza dunque, pure contro la flat tax, "una baggianata". "Troppe volte il mio partito non c'è stato", si lascia scappare davanti alla platea Cgil. È un segnale che manda anche fuori. E se è vero che la competizione coi 5S un po' c'è, come riconosce Conte, Schlein aggiunge più ecumenica che "non siamo qui a fregarci tra noi qualche voto, ma a interrogarci su dove si è spezzato un filo". Per esempio con le nuove generazioni: ieri ha incontrato Emma Ruzzon, la ragazza di Padova che ha parlato dei suicidi fra gli universitari.
Conte un po' rincorre, un po' diversifica il messaggio. Ieri, dopo avere proposto riduzione dell'orario di lavoro e tetti agli stipendi dei top manager, si è detto attento "al mondo produttivo". E mentre Landini picconava l'uso del contante, lui chiedeva una "spinta gentile", senza diktat. Se si scopre il fianco a sinistra può esserci un guizzo al centro, è l'impressione. Un Conte senza cravatta sì, ma con pochette.