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La giurista Meloni: "Con questo codice l’Italia non potrà perseguire i crimini contro l’umanità commessi da Putin”

La giurista Chantal Meloni 
"È un'occasione storica mancata". I reati al momento bloccati e rinviati a un futuro ddl potrebbero punire anche crimini commessi da ministri in carica contro i migranti
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"Aver eliminato i crimini contro l'umanità toglie al codice appena approvato qualsiasi credibilità e non consentirà di punire neppure tutti i reati commessi da Putin in Ucraina". Meloni versus Meloni. La Meloni che parla qui su Repubblica è Chantal Meloni, che insegna Diritto penale internazionale nella facoltà di Giurisprudenza della Statale di Milano e che in passato ha lavorato all'Aja come assistente dei giudici della Corte penale, proprio quella che adesso ha incriminato Putin. Chantal Meloni lavora anche a Berlino al Centro europeo per i diritti umani e costituzionali (Ecchr). Ha fatto parte della commissione creata l'anno scorso dall'ex Guardasigilli Marta Cartabia per scrivere il codice dei crimini internazionali, presieduta da due big del diritto, Fausto Pocar e Francesco Palazzo.

In vista del meeting di Londra di tutti i ministri della Giustizia in segno di solidarietà alla Corte dell'Aja, l'Italia …

"Aver eliminato i crimini contro l'umanità toglie al codice appena approvato qualsiasi credibilità e non consentirà di punire neppure tutti i reati commessi da Putin in Ucraina". Meloni versus Meloni. La Meloni che parla qui su Repubblica è Chantal Meloni, che insegna Diritto penale internazionale nella facoltà di Giurisprudenza della Statale di Milano e che in passato ha lavorato all'Aja come assistente dei giudici della Corte penale, proprio quella che adesso ha incriminato Putin. Chantal Meloni lavora anche a Berlino al Centro europeo per i diritti umani e costituzionali (Ecchr). Ha fatto parte della commissione creata l'anno scorso dall'ex Guardasigilli Marta Cartabia per scrivere il codice dei crimini internazionali, presieduta da due big del diritto, Fausto Pocar e Francesco Palazzo.

In vista del meeting di Londra di tutti i ministri della Giustizia in segno di solidarietà alla Corte dell'Aja, l'Italia e il Guardasigilli Nordio volevano esibire il nuovo codice dei crimini internazionali. Che però, arrivato a palazzo Chigi, è stato tagliato in due, via proprio il capitolo dei "crimini contro l'umanità" rinviato a un futuro disegno di legge. Lei cosa ne pensa? 

"Sono esterrefatta, non si può che esserlo di fronte a una decisione che appare tanto inspiegabile quanto inaspettata. Inspiegabile perché, da quanto risulta, c'era pieno accordo tra i ministeri, con la Giustizia anche gli Esteri e la Difesa, che avevano sottoscritto il ddl. Inaspettata perché nel pre consiglio dei ministri non c'erano state obiezioni sostanziali sul testo. Da quanto comunica palazzo Chigi scopriamo invece che è saltata tutta la parte sui crimini contro l'umanità, nonché il reato di genocidio culturale. Sarebbe assai grave se fossero saltati anche il genocidio tout court nonché l'istigazione al genocidio". 

Un piccolo passo indietro per i cittadini comuni. Da un anno Putin ordina stragi in Ucraina. L'Italia non ha un codice dei crimini di guerra. Si decide di scriverlo. Ma adesso si scopre che scoppia la baruffa a palazzo Chigi tra Nordio e il sottosegretario Mantovano. La querelle riguarda proprio un reato delicatissimo come il genocidio culturale. Se non ci fosse tra quelli del codice quale sarebbe il danno giuridico? Questo depotenzierebbe tutto il codice? 

"A mia volta faccio anche io un passo indietro. L'Italia arriva ad adeguare la sua legislazione penale sui crimini internazionali con un ritardo di vent'anni, inescusabile e inaccettabile per il Paese che ha ospitato la conferenza di Roma nel 1998 che ha dato vita proprio alla Corte penale internazionale. L'ex ministra Cartabia, ancora prima dell'invasione russa dell'Ucraina, aveva ben identificato questa lacuna e deciso di porvi rimedio. La commissione, che ha lavorato per oltre un anno prima con Cartabia e poi con Nordio in una versione più ristretta, era di altissimo livello. E aveva prodotto un lavoro completo e puntuale, tant'è che lo stesso Nordio lo aveva fatto proprio". 

Sì, però adesso quel codice perde un pezzo. Non ci sarebbe più il reato di "genocidio culturale" che, a leggerlo, sembra ripercorrere proprio i crimini commessi dai militari russi in Ucraina. Se fosse così non sarebbe una mancanza esiziale per il nostro codice dei crimini?  

"Certamente. La fattispecie di "genocidio culturale" era uno dei fiori all'occhiello della nostra proposta. Ma considero soprattutto grave l'aver eliminato tutto il gruppo dei "crimini contro l'umanità". Tanto quanto i crimini di guerra, quelli contro l'umanità e il genocidio, e più di recente l'aggressione, fanno parte del nucleo fondamentale dei crimini internazionali che tutti gli Stati devono impegnarsi a reprimere. In Italia, al contrario di alcune voci che ho letto anche di recente, non esiste alcuna possibilità di punire i crimini contro l'umanità". 

Lei sta dicendo che delitti come la deportazione, lo stupro, la riduzione in schiavitù, i matrimoni forzati, la persecuzione, la tortura, il reato di apartheid non potrebbero essere contestati a chi li ha commessi neppure se si trova in Italia?

"Questi reati non possono essere considerati crimini contro l'umanità perché sebbene nel nostro codice penale ne esistano alcuni simili, tuttavia manca proprio l'elemento caratterizzante dell'essere stati commessi in un contesto di attacco esteso o sistematico, che è la base stessa per poter contestare questi reati in quanto crimini contro l'umanità, e quindi riconoscendone l'estrema gravità". 

Per questo le pene aumentano moltissimo?

"Certo, questo spiega perché reati come le lesioni personali e lo stupro, erano puniti nel codice dei crimini internazionali con pene molto più alte rispetto al nostro codice penale". 

Lei ha l'impressione che le modifiche siano frutto del timore che la cultura di destra, e in alcuni casi di estrema destra, che permea questo governo possano aver fatto scattare la paura di veder contestato uno di questi reati anche per un'esternazione improvvida di un esponente della maggioranza o di un nostalgico dei regimi autoritari? 

"Non posso escluderlo, ma ho piuttosto l'impressione che vi sia una sensibilità da parte di alcuni esponenti di questo governo rispetto a possibili accuse di commissione di gravi crimini, tra cui anche quelli contro l'umanità, nella gestione della questione migranti. Non dimentichiamoci che sono già state presentate anche di recente alla Corte dell'Aja denunce che riguardano la responsabilità di attuali ministri italiani in carica proprio per la detenzione e la morte di migranti che potrebbero ricadere nella categoria dei crimini contro l'umanità".

All'origine del parziale stop in consiglio dei ministri del codice integrale ci sarebbe stato anche il ruolo investigativo dei giudici militari e di quelli ordinari? 

"Sembra proprio che uno dei nodi sarebbe stato il riparto della giurisdizione tra magistratura militare e ordinaria. In sede di commissione Cartabia non avevamo raggiunto un accordo e avevamo presentato tre soluzioni alternative. Il gruppo di lavoro di Nordio aveva trovato un difficile compromesso, i crimini di guerra commessi dai militari italiani sarebbero stati processati dai tribunali militari, ma se connessi ad altri crimini più gravi sarebbero andati alla magistratura ordinaria. Proprio questo sarebbe stato uno dei nodi fondamentali che ha fatto saltare il pieno via libera in consiglio dei ministri. Sebbene proprio il ministero della Difesa fosse d'accordo sulla proposta di Nordio".