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Armi a Kiev, la sfida di Conte a Schlein: in Parlamento riemerge la spaccatura tra M5S e Pd

Domani si voteranno in Senato le risoluzioni di maggioranza e opposizione dopo l'informativa di Meloni sul Consiglio Ue di giovedì. Il Movimento ribadisce il no agli armamenti. I dem confermano il sì al sostegno alla difesa ucraina, ma chiedono uno sforzo diplomatico Ue. La destra punta il dito contro gli alleati divisi
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Opposizioni in ordine sparso sull'Ucraina. Domani e mercoledì, al Senato e alla Camera, si divideranno con ogni probabilità nel voto in vista del Consiglio europeo di questa settimana che ha all'ordine del giorno il sostegno a Kiev. Il centrodestra infatti presenterà una risoluzione unitaria dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in Aula, mentre Pd, M5s e Terzo Polo presenteranno ciascuna un proprio documento di indirizzo. Diverso, in particolare, sul punto essenziale: l'appoggio militare a Kiev, che i pentastellati escluderanno ancora una volta, mentre Pd e Terzo Polo confermeranno.

Sarà gioco facile per la presidente del Consiglio e il governo di centrodestra stigmatizzare la divisione delle minoranze. E per Giuseppe Conte l'occasione servirà a marcare la linea pacifista del suo Movimento e segnare le distanze da Elly Schlein, contendendole una fetta di elettorato.

Le comunicazioni di Meloni in Parlamento

Domani…

Opposizioni in ordine sparso sull'Ucraina. Domani e mercoledì, al Senato e alla Camera, si divideranno con ogni probabilità nel voto in vista del Consiglio europeo di questa settimana che ha all'ordine del giorno il sostegno a Kiev. Il centrodestra infatti presenterà una risoluzione unitaria dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in Aula, mentre Pd, M5s e Terzo Polo presenteranno ciascuna un proprio documento di indirizzo. Diverso, in particolare, sul punto essenziale: l'appoggio militare a Kiev, che i pentastellati escluderanno ancora una volta, mentre Pd e Terzo Polo confermeranno.

Sarà gioco facile per la presidente del Consiglio e il governo di centrodestra stigmatizzare la divisione delle minoranze. E per Giuseppe Conte l'occasione servirà a marcare la linea pacifista del suo Movimento e segnare le distanze da Elly Schlein, contendendole una fetta di elettorato.

Le comunicazioni di Meloni in Parlamento

Domani alle 11.30 in Senato e mercoledì alle 9.30 alla Camera Meloni terrà le consuete comunicazioni in vista del vertice di Bruxelles del 23 e 24 marzo. Nel quale si attendono anche notizie fresche proprio sul sostegno militare all'Ucraina, dato che lunedì il Consiglio Ue degli Affari Esteri e Difesa dovrebbe dare il via libera al piano munizioni in favore dell'esercito di Kiev. Scontata la risoluzione unitaria dei gruppi di centrodestra (Fdi, Fi, Lega e Noi Moderati), e per certi versi scontate anche le diverse posizioni delle opposizioni certificate da tre diversi documenti di indirizzo, che confermano quanto già affermato in passato da M5S, Pd e Terzo Polo. Dalla nascita del governo Meloni del resto, fanno notare fonti dem, mai i gruppi di minoranza hanno presentato risoluzioni congiunte.

La risoluzione del M5S e Pd

La risoluzione M5S ribadirà un no netto all'invo di armi a Kiev. Nel testo Pd, oltre a ribadire al contrario il sostegno su tutti i piani all'Ucraina, verrà però inserito un impegno per il governo Meloni su cui si spera possa convergere M5S se ci sarà un voto per parti separate: quello di chiedere che gli organi comunitari Ue promuovano un'iniziativa diplomatica per la pace. Una linea sostenuta da Schlein fin dall'esordio da segretaria. Ma a emergere sarà, ancora una volta, la frattura a sinistra. E già il centrodestra irride gli avversari: "Pd e cinquestelle non saranno più alleati di fatto da dopodomani, quando in Parlamento, al netto delle passerelle arcobaleno, si discuterà della guerra in Ucraina e i due partiti esprimeranno posizioni totalmente diverse", dichiara Alfredo Antoniozzi, vice capogruppo di FdI alla Camera.

Migranti

L'Ucraina, tuttavia, in un'altra sede parlamentare tornerà a unire le opposizioni su un terreno più congeniale, quello dell'accoglienza dei migranti. In Commissione Affari costituzionali della Camera, infatti, da martedì verranno votati i 23 emendamenti al decreto in favore dell'assistenza dei profughi ucraini. Qui si profila una riunificazione delle opposizioni su quelli depositati dal Filiberto Zaratti (Avs). Il primo allarga l'assistenza ai minori ucraini non accompagnati anche a quelli provenienti da Siria e Turchia. Altri, invece, puntano ad abrogare le diverse norme del decreto sulle Ong. Se su questi ultimi è scontato il voto contrario del centrodestra, sull'emendamento in favore dei minori non accompagnati provenienti da Siria e Turchia risulta - secondo quanto viene raccontato in ambienti della maggioranza - più problematico votare contro.