La rotta tracciata dalla maggioranza nel day after della manifestazione di Milano va verso una stretta nei confronti di chi intende ricorrere alla maternità surrogata, illegale in Italia ma non in altri Paesi. L'obiettivo, dunque, è quello di perseguire il reato anche all'estero. Perché nei fatti la legge già prevede pene molto severe per chi, entro i confini italiani, decide di fare ricorso alla gestazione per altri. Ecco cosa prevede la legge italiana.
La legge in Italia
"Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro", recita l'articolo 12 delle legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita. Il reato scatta solo se viene commesso all'interno dei confini italiani. Non è punibile chi, invece, decide di andare in un paese in cui la maternità surrogata è una pratica legale, come Stati Uniti, Grecia, Olanda, Albania, Ucraina, Polonia e Russia. In alcuni Stati - il Canada e la Gran Bretagna sono un esempio - è possibile accedervi solo in forma altruistica, senza che dietro vi sia un compenso economico.
La proposta di FdI
Il centrodestra capitanato da Fratelli d'Italia ha proposto di estendere il reato anche a chi decide di ricorrere all'estero. L'obiettivo è quello di rendere il reato "universale", per impedire in toto che le coppie italiane facciano ricorso a quello che senza mezzi termini viene etichettato come un "mercato dei bambini" (copyright Eugenia Roccella, ministra della Famiglia). A prevederlo è una proposta di legge presentata dalla deputata FdI Carolina Varchi. Un testo che la maggioranza intende discutere il prima possibile e che ricalca quello presentato la scorsa legislatura da Giorgia Meloni, allora parlamentare di opposizione.
La proposta, in sostanza, prevede di estendere le attuali pene (multa fino a un milione di euro e reclusione fino a due anni) a chi decide di ricorrere ad uno Stato estero. Il testo - così come la legge - non fa distinzione tra maternità surrogata di tipo commerciale e quella praticata in forma altruistica, nonostante l'obiettivo dichiarato sia quello di stoppare la "commercializzazione del corpo femminile".
Le iniziative delle opposizioni
Dall'opposizione l'iniziativa della maggioranza è vista come l'ennesimo atto contro i diritti delle persone Lgbtq+. Per questo il Partito democratico ha annunciato che presenterà una proposta di legge che consenta alle coppie omosessuali l'accesso al matrimonio, all'adozione e alla trascrizione dei figli nati all'estero tramite la gestazione per altri. In ogni caso, il deputato Alessandro Zan, padre dell'iniziativa, ha chiarito che nel testo "rimarrà il divieto alla maternità surrogata in Italia". Una proposta simile è stata già presentata dall'Alleanza Verdi e Sinistra (primo firmatario il deputato Marco Grimaldi) e dal segretario di +Europa Riccardo Magi; il quale ha sottolineato più di una perplessità sull'applicazione della stretta chiesta da FdI. "Sarà impossibile perseguire cittadini italiani per una condotta messa in atto all'estero", ha spiegato.