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Cannabis, videogame e “Imagine” al piano: Schlein diventa pop in tv

La segretaria del Pd a Stasera c'è Cattelan su Rai2 rilancia sui diritti delle coppie gay “Che ansia guidare i dem, la strada è in salita ma ho le scarpe comode”
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La Bestia di Matteo Salvini potrà riciclare la vecchia card da social: "Più canne, la priorità del Pd", come cinguettava il vicepremier leghista quando, un paio di mesi fa, Elly Schlein, all’epoca solo candidata alla segreteria dem, si diceva favorevole alla legalizzazione della cannabis. Non era una boutade da comizio, per raggranellare voti più a sinistra. La leader del Pd l’ha dimostrato ieri sera, ospite di Alessandro Cattelan su Rai2. Rilanciando: "Sono favorevole alla legalizzazione, sarebbe un buon modo per contrastare le mafie".

Schlein si è già mossa in Parlamento. Si è scritta via Whatsapp col radicale Riccardo Magi, che alla Camera ha presentato due proposte di legge, una per legalizzare la produzione di cannabis, l’altra per depenalizzare la coltivazione domestica, fino a 4 piantine. "Entrambe le ha sottoscritte Elly", fa sapere il segretario di +Europa. Certo l’iter sar…

La Bestia di Matteo Salvini potrà riciclare la vecchia card da social: "Più canne, la priorità del Pd", come cinguettava il vicepremier leghista quando, un paio di mesi fa, Elly Schlein, all’epoca solo candidata alla segreteria dem, si diceva favorevole alla legalizzazione della cannabis. Non era una boutade da comizio, per raggranellare voti più a sinistra. La leader del Pd l’ha dimostrato ieri sera, ospite di Alessandro Cattelan su Rai2. Rilanciando: "Sono favorevole alla legalizzazione, sarebbe un buon modo per contrastare le mafie".

Schlein si è già mossa in Parlamento. Si è scritta via Whatsapp col radicale Riccardo Magi, che alla Camera ha presentato due proposte di legge, una per legalizzare la produzione di cannabis, l’altra per depenalizzare la coltivazione domestica, fino a 4 piantine. "Entrambe le ha sottoscritte Elly", fa sapere il segretario di +Europa. Certo l’iter sarà complicato: per ora i due testi sono parcheggiati alla Commissione Giustizia di Montecitorio. E la destra non ha intenzione di accelerare, anzi, viaggia in direzione contraria, con una pdl presentata da FdI che chiede di mettere al bando perfino la cannabis light.


Nonostante le difficoltà oggettive di portare a dama l’operazione, Schlein non vuole rinunciare a una battaglia che ha abbracciato da anni. Così come sul matrimonio egualitario e sulle trascrizioni dei figli delle coppie omogenitoriali: "Bisogna lottare di più, questo governo ci vuole riportare indietro nel tempo", rincarava la dose sul piccolo schermo. Mentre sulla maternità surrogata non interviene, anche perché la stessa proposta di legge affidata ad Alessandro Zan ne ribadisce il divieto in Italia, andando incontro alla sensibilità dei cattolici dem, compreso Stefano Bonaccini, che ieri si diceva "nettamente contrario".

Altro segnale al movimentismo di Schlein: si è mostrata comprensiva con gli attivisti di Ultima Generazione che hanno imbrattato Palazzo Vecchio, prima di finire placcati dal sindaco Dario Nardella (che al congresso sosteneva Bonaccini): "Al di là del metodo, che posso non condividere, di quella mobilitazione mi piace la consapevolezza che loro stanno chiedendo solo di ascoltare la scienza", le parole al miele della leader. Mentre la politica, aggiunge, "troppo a lungo ha ascoltato maggiormente la lobby delle fonti fossili". Matteo Renzi le ha replicato così, ruvido: "Chi ha imbrattato Palazzo Vecchio non è un seguace della scienza: è un vandalo. Non merita di essere ascoltato, ma punito".


Un’intervista studiatamente pop, quella da Cattelan, chiusa suonando al piano Imagine di John Lennon, con digressioni pallonare ("tifavo Milan, prima di sapere di chi era, poi Juve, ora Bologna"), sui videogiochi da Millennials, dunque Assassin’s Creed e Super Mario Kart, perché "sono una nerd degli anni ’90", e una confessione sullo stress correlato al nuovo ruolo: "La sento tutta, un po’ d’ansia da prestazione; sentiamo la responsabilità dopo anni di disillusione verso il Pd. Ma il clima è molto cambiato, e questo ci motiva". Dunque la strada è sì in salita ma, dice Schlein, "ho messo le scarpe comode apposta".


Più delle scarpe comode, le servirà una buona dose di pazienza, per chiudere le trattative sugli assetti interni. Schlein stasera volerà a Bruxelles, dove ha in programma una cena con gli eurodeputati Pd e soprattutto dove domani parteciperà per la prima volta al vertice del Pse pre-Consiglio europeo: vedrà il presidente dei socialisti Ue, l’ex premier svedese Stefan Löfven, più altri leader come lo spagnolo Pedro Sanchez, e poi i commissari Frans Timmermans e Paolo Gentiloni.

Prima però c’è da trovare la quadra sui capigruppo di Camera e Senato. La proposta recapitata a Bonaccini 48 ore fa prevede che entrambe le caselle siano appannaggio della maggioranza dem, con Francesco Boccia al Senato e Chiara Braga alla Camera. Bonaccini, che ieri era a Roma, ha preso tempo. I suoi rumoreggiano, non solo Base riformista dell’ex ministro Lorenzo Guerini, che non vorrebbe nemmeno la segreteria unitaria, ma anche esponenti più dialoganti come Matteo Orfini.

Senza un accordo, il rischio è che si vada alla conta (e Schlein è in minoranza, fra gli eletti) e che magari qualcuno, come Debora Serracchiani, possa candidarsi comunque. Anche per questo la riunione dei gruppi, fissata per stamattina, alla fine è slittata.