Pd, Schlein vola a Bruxelles: il debutto in Europa. Domani il vertice con Sanna Marin e Pedro Sanchez
dal nostro inviato Lorenzo De Cicco , dal nostro inviato Lorenzo De CiccoBRUXELLES - Elly Schlein al tavolo con Pedro Sanchez, Sanna Marin e Antonio Costa. Chi l'avrebbe detto, un mese fa. I palazzi del potere di Bruxelles li conosce bene, la neo-segretaria del Pd. Li ha frequentati da eurodeputata per un quinquennio, 2014-2019. Ma stavolta è diverso: non è più nel mucchio dei peones, questa è la "prima" da leader dei democratici. Nel salotto buono dei big socialisti, a discutere di migranti, Ucraina e politiche economiche. L'agenda della trasferta è fitta. Tanto che Schlein, per limare gli ultimi dettagli, ha saltato la seduta di stamattina alla Camera, dove si discuteva della risoluzione sull'Ucraina.
La cena con gli eurodeputati
Il primo appuntamento in agenda è stasera. Schlein vede in un ristorante in zona Etterbeek i 16 eurodeputati del Pd. Dettaglio non marginale: solo in 2 l'avevano sostenuta nella corsa alla segreteria, Camilla Laureti e Beatrice Covassi (con un ripensame…
BRUXELLES - Elly Schlein al tavolo con Pedro Sanchez, Sanna Marin e Antonio Costa. Chi l'avrebbe detto, un mese fa. I palazzi del potere di Bruxelles li conosce bene, la neo-segretaria del Pd. Li ha frequentati da eurodeputata per un quinquennio, 2014-2019. Ma stavolta è diverso: non è più nel mucchio dei peones, questa è la "prima" da leader dei democratici. Nel salotto buono dei big socialisti, a discutere di migranti, Ucraina e politiche economiche. L'agenda della trasferta è fitta. Tanto che Schlein, per limare gli ultimi dettagli, ha saltato la seduta di stamattina alla Camera, dove si discuteva della risoluzione sull'Ucraina.
La cena con gli eurodeputati
Il primo appuntamento in agenda è stasera. Schlein vede in un ristorante in zona Etterbeek i 16 eurodeputati del Pd. Dettaglio non marginale: solo in 2 l'avevano sostenuta nella corsa alla segreteria, Camilla Laureti e Beatrice Covassi (con un ripensamento all'ultimo). Tutti gli altri tifavano Bonaccini. E dunque l'appuntamento di stasera serve a fare squadra, a smussare gli angoli e gli strascichi post congressuali. Presente la vicepresidente del Parlamento Ue, Pina Picierno, papabile per un posto in segreteria, se si farà l'accordo con la minoranza. E Brando Benifei, il capodelegazione del Pd a Strasburgo, che dovrebbe incassare la riconferma, se passerà l'assetto proposto da Schlein a Bonaccini, cioè con due esponenti della maggioranza dem, Chiara Braga e Francesco Boccia, come capigruppo alla Camera e al Senato. Possibile che in questa finestra, la segretaria accenni al Qatargate, su cui ha già chiesto massima trasparenza e regole ferree sui lobbisti.
Il vertice del Pse
Il vero debutto in Ue è in programma domani. Ore 10.30, al Sofitel di place Jourdan, si riunirà il vertice del Pse, prima del Consiglio europeo. Qui Schlein incontrerà il premier spagnolo Pedro Sanchez, che nel secondo semestre assumerà la presidenza del consiglio dell'Ue, ma anche la finlandese Sanna Marin e il portoghese Antonio Costa. Si parlerà di Ucraina, su cui la leader del Pd ha già ribadito la linea: sostegno, anche militare, a Kiev, ma serve uno sforzo diplomatico dell'Ue. E di migranti, il tema su cui la premier Giorgia Meloni è più in difficoltà. Un tasto su cui Schlein ha tutta l'intenzione di battere: l'Europa, è la tesi dem, dev'essere ambiziosa sui canali di ingresso legale, offrendo alternative concrete, e sui corridoi umanitari. E salvare vite in mare non può essere oggetto di discussione. Anche perché, sono convinti al Nazareno, le tragedie sarebbero anche conseguenza di una comunicazione istituzionale che non mette in chiaro che salvare vite è un bene primario e soprattutto un dovere. Alle 13, ultima tappa di Schlein, al palazzo Berlaymont, sede della Commissione Ue. In agenda due faccia a faccia, col vicepresidente della Commissione, l'olandese Frans Timmermans, e poi col commissario all'Economia, Paolo Gentiloni. Poi alle 18, volo di rientro per Roma, dove l'attendono gli ultimi grattacapi sulle nomine interne.
La tela per le Europee
Oltre a mostrare il nuovo biglietto da visita di leader Pd, Schlein è qui per cominciare a costruire la sua tela di relazioni internazionali. Ha in testa "un'agenda europea del Pd", un contributo al percorso dei socialisti europei verso le elezioni del 2024, a seguito delle quali per la prima volta potrebbe saldarsi l'asse fra popolari e i conservatori-sovranisti di Meloni. Un rischio che il Pse vuole sventare. Anche in questa ottica, racconta chi al Nazareno segue il dossier, sarà fondamentale la scelta del candidato alla presidenza della Commissione e le alleanze tra le forze progressiste e ambientaliste.