Schlein a Bruxelles al vertice del Pse: "Dobbiamo fare rete per battere i nazionalisti"
dal nostro inviato Lorenzo De Cicco , dal nostro inviato Lorenzo De CiccoBRUXELLES - Capannello di leader socialisti intorno a Elly Schlein. Uri Zaki del Meretz israeliano si fa avanti, le chiede un selfie. "Me lo tengo per quando diventi primo ministro". "Ci spero - risponde lei in inglese - Step by step. In Italia diciamo così: passo dopo passo". Insomma, ci spera davvero di insediarsi prima o poi a Palazzo Chigi, Schlein. E in quel caso, non ci sono dubbi, sarebbe la presidente. Anche per questo, nella prima trasferta internazionale, gioca sul dualismo con Giorgia Meloni, che è sempre qui a Bruxelles, a qualche centinaio di metri. La premier punta tutto sui migranti, snobbata dal Consiglio europeo? La segretaria del Pd, al vertice del Pse, rilancia. Fa due proposte davanti a telecamere e taccuini. La prima: estendere la protezione temporanea a tutti i rifugiati, non solo agli ucraini. "Per accogliere chi fuggiva dalla guerra in Ucraina si è attivata per la prima volta la direttiva sulla protezione temporanea…
BRUXELLES - Capannello di leader socialisti intorno a Elly Schlein. Uri Zaki del Meretz israeliano si fa avanti, le chiede un selfie. "Me lo tengo per quando diventi primo ministro". "Ci spero - risponde lei in inglese - Step by step. In Italia diciamo così: passo dopo passo". Insomma, ci spera davvero di insediarsi prima o poi a Palazzo Chigi, Schlein. E in quel caso, non ci sono dubbi, sarebbe la presidente. Anche per questo, nella prima trasferta internazionale, gioca sul dualismo con Giorgia Meloni, che è sempre qui a Bruxelles, a qualche centinaio di metri. La premier punta tutto sui migranti, snobbata dal Consiglio europeo? La segretaria del Pd, al vertice del Pse, rilancia. Fa due proposte davanti a telecamere e taccuini. La prima: estendere la protezione temporanea a tutti i rifugiati, non solo agli ucraini. "Per accogliere chi fuggiva dalla guerra in Ucraina si è attivata per la prima volta la direttiva sulla protezione temporanea - ragiona Schlein - Questo ha permesso alle persone arrivate in Polonia di transitare verso gli altri Paesi europei per chiedere protezione. Perché non si fa lo stesso anche con chi, come è successo a Crotone, sta fuggendo dall'Afghanistan o dalla Siria?".
Meloni, insiste, "in Europa fa le domande sbagliate, dovrebbe chiedere maggiore condivisione sull'accoglienza, ma non ha il coraggio di affrontare i suoi alleati nazionalisti come Orbán". E le "tre righe" inserite nella bozza delle conclusioni del Consiglio europeo "non dicono niente di concreto, altro che centralità". L'altra proposta è un'operazione di ricerca e soccorso in mare, sotto l'egida dell'Ue. "Una Mare Nostrum europea", la chiama così.
Il resto della 24 ore brussellese, per la neo leader del Pd, è tutto un "fare networking", come dice lei. Fare contatti. Dare il biglietto da visita ai big socialisti, che l'aspettavano con un misto di curiosità e benevolenza che si deve ai nuovi arrivati. "Dobbiamo fare rete - dice la segretaria dem, gessato e scarpe lucide, c'erano troppi primi ministri per calzare le solite sneakers - non lasciamo l'internazionalismo ai nazionalisti. Così possiamo vincere le elezioni del 2024". Il networking, a quanto pare, procede bene: nei salottini del Sofitel, Schlein parla a lungo col premier spagnolo Pedro Sanchez, "la vostra legge contro i contratti precari è un modello", gli dice; si scambia il cellulare con Magdalena Andersson, la leader dei socialisti svedesi. Lars Klingbeil, il co-leader della Spd (il cancelliere Olaf Scholz resta pochi minuti) le chiede: "Ma con questo cognome, hai origini tedesche?", "No, svizzere". Saluta, Schlein, la finlandese Sanna Marin, a cui vorrebbe copiare la legge sui congedi parentali. Va a braccetto con Frans Timmermans, che la conosce da 10 anni e la chiama "Elly". E quando si mette in posa col vicepresidente della Commissione Ue, si concede una battuta sulle vicende di casa nostra: "Ecco, avete la foto dell'incontro con Bonaccini". Risate. In effetti i due, Timmermans e Bonaccini, si somigliano.
Oltre a tessere la tela dei rapporti internazionali, a Schlein il vertice serviva per rassicurare gli alleati sulla posizione del nuovo Pd sull'Ucraina. "Ho ascoltato con attenzione il segretario della Nato, Stoltenberg. Lo conoscevo già - racconta - Dobbiamo proseguire nel supporto convinto all'Ucraina contro l'invasione criminale da parte della Russia". Anche se sull'aumento delle spese militari, a domanda, glissa. A Bruxelles, la nuova inquilina del Nazareno apre altri dossier. Come lo stop ai motori a scoppio dal 2035, di cui parla con Timmermans nel palazzo della Commissione. Al contrario della Germania e di Meloni, il Pd, rimarca la segretaria, "darà pieno supporto", a patto che ci siano "risorse per famiglie e lavoratori". E con il commissario all'Economia, Paolo Gentiloni, subito dopo, discute del Next Generation Eu, che "deve diventare permanente", della riforma del patto di stabilità, "che sosteniamo, con maggiore flessibilità", e del Pnrr, che la "preoccupa, perché il governo dimentica le direzioni giuste".
Fila tutto liscio, al grande albergo di place Jourdan. I leader socialisti avevano accolto Schlein con un applauso. A seguire complimenti a ruota, dei commissari Schmit, Timmermans e Gentiloni. A rovinare la festa alla leader sono le beghe romane. Mentre è a Bruxelles, i bonacciniani rumoreggiano. Non vogliono che i nuovi capigruppo a Camera e Senato siano entrambi emanazione della segretaria, che ha già fatto i nomi di Francesco Boccia e Chiara Braga. Bonaccini ieri ha incontrato le capogruppo uscenti, Debora Serracchiani e Simona Malpezzi. Riunirà i suoi domani e già filtrano malumori: "Nemmeno Renzi faceva così". La segretaria però non ha voglia di cedere. Era convinta che con Bonaccini ci fosse un patto - a lui la presidenza del Pd, alla maggioranza interna i vertici dei gruppi - e ora tira dritto. Al costo di arrivare a una conta, col rischio che qualcuno si candidi, come Serracchiani. Sa che è in minoranza fra gli eletti, Schlein. Per questo da ieri sera si è attaccata al telefono: chiamerà i 107 parlamentari uno a uno, fino a lunedì. Il giorno dell'assemblea. "Ma il clima - diceva ieri con sprezzo della scaramanzia - è sereno".