✕

La campagna social dell'Anpi: ogni giorno la foto di un partigiano, ebreo, antifascista sui social. "Basta revisionismo"

L'iniziativa dell'Associazione dopo la polemica scoppiata per la frase di meloni sulle Fosse Ardeatini ("335 uccisi solo perché italiani")
1 minuti di lettura

Dopo l'omissione della parola "antifascisti" dal comunicato di Palazzo Chigi sulla commemorazione delle Fosse Ardeatine, l'Anpi prepara la contromossa in vista del 25 aprile: piazze e social. I dettagli delle prime sono in via di definizione. Online, invece, è già partita la campagna per contrastare la narrazione "omnicomprensiva" targata Meloni. Per questo sui social-network dell'Associazione (Instagram, Twitter e Facebook) è iniziata la pubblicazione giornaliera delle foto dei 335 antifascisti, ebrei e partigiani - queste le tre parole omesse dalla nota governativa - massacrati 79 anni fa dalla furia nazifascista. 

Sul canali social dell'Anpi la pubblicazione è già partita. Ogni foto è corredata dall'hashtag #tuttalamemoriasulleFosseArdeatine. Tre le prime istantanee c'è quella di Boris Landesman. Un nome non casuale, visto che la storia del martire, commerciante ebreo nato ad Odessa, …

Dopo l'omissione della parola "antifascisti" dal comunicato di Palazzo Chigi sulla commemorazione delle Fosse Ardeatine, l'Anpi prepara la contromossa in vista del 25 aprile: piazze e social. I dettagli delle prime sono in via di definizione. Online, invece, è già partita la campagna per contrastare la narrazione "omnicomprensiva" targata Meloni. Per questo sui social-network dell'Associazione (Instagram, Twitter e Facebook) è iniziata la pubblicazione giornaliera delle foto dei 335 antifascisti, ebrei e partigiani - queste le tre parole omesse dalla nota governativa - massacrati 79 anni fa dalla furia nazifascista. 

Sul canali social dell'Anpi la pubblicazione è già partita. Ogni foto è corredata dall'hashtag #tuttalamemoriasulleFosseArdeatine. Tre le prime istantanee c'è quella di Boris Landesman. Un nome non casuale, visto che la storia del martire, commerciante ebreo nato ad Odessa, in Ucraina, smentisce ancora una volta la narrazione messa in piedi da Palazzo Chigi, secondo cui le vittime furono trucidate "solo perché italiane". Dei 335 antifascisti uccisi, infatti, 9 non erano nemmeno nati in Italia, come Paul Pesach e Schra Wald, originari di Berlino e rifugiati ebrei.

La campagna social dell'Anpi

Partigiani, antifascisti e ebrei. Ma anche intellettuali e sacerdoti. Come Don Pietro Pappagallo e Pilo Albertelli. Il primo prestò soccorso clandestinamente agli oppositori del regime; il secondo, professore di filosofia, fu consegnato ai nazisti in quanto organizzatore della resistenza romana. Lasciò scritto: "Un uomo senza ideali non è un uomo ed è doveroso sacrificare, quand'è necessario, ogni cosa per questi ideali". Parole la cui memoria è oggi affidata al nipote Francesco Albertelli, il presidente dell'Associazione famiglie dei martiri. "Sono amareggiato e incredulo di tante inesattezze", ha detto a Repubblica commentando la nota revisionista del governo. 

La mobilitazione dell'Anpi per il 25 aprile

L'iniziativa social dell'Anpi è solo l'antipasto della grande mobilitazione che avrà luogo durante la festa della Liberazione. Forte delle 140 mila nuove tessere - tra prime iscrizioni e rinnovi - l'associazione dei partigiani si prepara a una tre giorni (23-25 aprile) che vedrà nella Capitale il fulcro delle varie iniziative sparse per l'Italia. La location scelta è quella della Garbatella: quartiere antifascista, lo stesso in cui - ironia della sorte - è cresciuta la premier. E infatti la tre giorni ha tutta l'aria di un'iniziativa indirizzata al governo. Obiettivo: contrastare il revisionismo. Farlo mandando un messaggio al governo e a Meloni, la quale - per dirla con le parole del presidente Anpi Gianfranco Pagliarulo - "ha difficoltà a rompere con una tradizione che sta anche nel simbolo del suo partito".