✕

Gli insulti della destra e il rischio di isolare i "figli del reato"

Come se i veri nemici della saldezza morale del nostro paese fossero un drappello di bambini e ragazzi nati con gestazione di supporto da coppie etero o omosessuali
2 minuti di lettura

Si è forse chiesta la ministra Roccella come possono sentirsi i bambini nati con maternità surrogata all'estero, ad essere definiti in Italia, ogni giorno, figli di un "reato universale"? O prodotti di un "turpe mercato", oggi addirittura con "connotazioni razziste"? In un crescendo di insulti lessicali, di espressioni feroci urlate da tv e talk show da uno o dall'altro esponente del governo, come se i veri nemici della saldezza morale del nostro paese fossero un drappello di bambini e ragazzi nati con gestazione di supporto da coppie etero o omosessuali.

Perché questi cosiddetti figli di "reato universale" che conoscono perfettamente nella maggior parte dei casi come sono venuti al mondo, sono in parte già adolescenti, dunque ascoltano, vedono, leggono. E nel parlare della loro nascita dunque tutti, in particolare una ministra della Famiglia, dovrebbero usare la cautela che si deve a dei minori. Comunque sia…

Si è forse chiesta la ministra Roccella come possono sentirsi i bambini nati con maternità surrogata all'estero, ad essere definiti in Italia, ogni giorno, figli di un "reato universale"? O prodotti di un "turpe mercato", oggi addirittura con "connotazioni razziste"? In un crescendo di insulti lessicali, di espressioni feroci urlate da tv e talk show da uno o dall'altro esponente del governo, come se i veri nemici della saldezza morale del nostro paese fossero un drappello di bambini e ragazzi nati con gestazione di supporto da coppie etero o omosessuali.

Perché questi cosiddetti figli di "reato universale" che conoscono perfettamente nella maggior parte dei casi come sono venuti al mondo, sono in parte già adolescenti, dunque ascoltano, vedono, leggono. E nel parlare della loro nascita dunque tutti, in particolare una ministra della Famiglia, dovrebbero usare la cautela che si deve a dei minori. Comunque siano stati concepiti. Infatti è questa la filosofia che ha finora guidato le scelte sia delle anagrafi che dei tribunali quando "nel superiore interesse del minore" i loro certificati di nascita esteri sono stati trascritti in Italia, prassi che ieri la ministra ha definito illegittima. Anche se la prassi delle trascrizioni della maternità surrogata, ha riguardato soltanto figli di coppie eterosessuali, ma non omosessuali. Discriminazione nella discriminazione.

La ministra afferma poi che si parla di diritti dei bambini per non affrontare il tema della gestazione di supporto. Non è così. Ci si appella alla difesa dei minori visto che per definire la loro nascita si ricorre all'insulto, alla "mostrificazione" dei concetti, con un'espressione utilizzata ieri dal dem Filippo Sensi. Invece di definire "razzista" la maternità surrogata non sarà razzista isolare quei bambini a furia di campagne di odio contro il loro modo di essere nati?

Non è un rovesciamento del problema, ma è un calare le parole nei fatti e richiamare alla responsabilità dei toni chi ha ruoli, delicati, di governo. Non è paura di affrontare le contraddizioni della gestazione di supporto, contraddizioni che ci sono così come ci sono situazioni di sfruttamento del corpo della donna. C'è un mercato ingiusto di gameti e di uteri? Sì, c'è, così come c'è un mercato ingiusto e parallelo di reni, cuori, cornee. Ed è un mercato razzista perché le situazioni opache sono spesso nei paesi più poveri. Allo stesso modo però con cui esistono esempi di maternità surrogata solidali, con legami saldi e duraturi con le coppie e i bambini così venuti al mondo. E paesi dove la "Gpa" è normata e legale. Ognuno poi può avere il proprio pensiero sulla surrogacy, il punto è chiedersi perché la Destra e la ministra della Famiglia continuino ad alzare i toni contro una tecnica che in Italia è vietata, assolutamente vietata dalla legge 40. Senza ricordare mai, quando se ne parla, che nel nostro paese non si fa e probabilmente non si farà mai. Ma forse "mostrificare" le coppie che hanno fatto la "Gpa" e dunque i loro figli è propaganda facile, individua un target da isolare e condannare. Non si chiama razzismo questo?