Pd, l'affondo di Guerini: "Forzature politiche sull'elezione dei capigruppo"
di Giovanna Vitale , di Giovanna VitaleAlla fine vengono eletti per acclamazione, i nuovi capigruppo del Pd in Parlamento. Dopo giorni di polemiche e nervi tesi, Elly Schlein chiude la partita sulle presidenze di Camera e Senato come voleva sin dal principio: senza arretrare d'un passo, né concedere nulla alla minoranza. Che in fondo a settimane di rovente dibattito interno non se l'è sentita di spaccare il partito, avanzando candidature alternative.
L'affondo di Guerini
La comasca Chiara Braga presiederà dunque i deputati, il pugliese Francesco Boccia i senatori: entrambi fedelissimi della segretaria, che li ha espressamente indicati; sostenitori della mozione che ha vinto il congresso, la prima punta di diamante della corrente guidata da Dario Franceschini. Ma, al di là delle apperenze, per Schlein stavolta non è stata una passeggiata. "Ritengo che questo passaggio abbia avuto elementi di forzatura politica sia nell'interpretazione del risultato congressuale che …
Alla fine vengono eletti per acclamazione, i nuovi capigruppo del Pd in Parlamento. Dopo giorni di polemiche e nervi tesi, Elly Schlein chiude la partita sulle presidenze di Camera e Senato come voleva sin dal principio: senza arretrare d'un passo, né concedere nulla alla minoranza. Che in fondo a settimane di rovente dibattito interno non se l'è sentita di spaccare il partito, avanzando candidature alternative.
L'affondo di Guerini
La comasca Chiara Braga presiederà dunque i deputati, il pugliese Francesco Boccia i senatori: entrambi fedelissimi della segretaria, che li ha espressamente indicati; sostenitori della mozione che ha vinto il congresso, la prima punta di diamante della corrente guidata da Dario Franceschini. Ma, al di là delle apperenze, per Schlein stavolta non è stata una passeggiata. "Ritengo che questo passaggio abbia avuto elementi di forzatura politica sia nell'interpretazione del risultato congressuale che nel rapporto con l'autonomia dei gruppi parlamentari", lancia l'affondo Lorenzo Guerini durante l'assemblea di gruppo a Montecitorio. "Colgo però la volontà della segretaria di ricercare la condivisione allargando la riflessione anche al tema della gestione del partito e quindi, anche per quel senso di disciplina e responsabilità che deve caratterizzare la nostra comunità politica, prendo atto della sua proposta odierna. Per realizzare quell'unità che ci è richiesta e vogliamo praticare", concede l'ex ministro della Difesa, facendo intendere cosa si aspettano gli sconfitti ai gazebo: una compensazione sulla squadra del Nazareno.
L'altolà a Schlein
Non solo. Nel mirino di Guerini finisce pure la linea di sinistra senza compromessi, che la neosegretaria ha già preannunciato: "Il nostro confronto non termina qui oggi", prosegue il presidente del Copasir, "né si limita agli assetti interni. Non possiamo limitarci a battaglie identitarie, giuste ed utili, che si rivolgono però ad alcuni segmenti della società". Dunque sì a lottare per i diritti delle famiglie arcobaleno, ma senza dimenticare tutte le altre - la stragrande maggioranza - che magari non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese; va bene difendere le madri detenute, ma occorre occuparsi pure di quelle libere ma in condizione di disagio. Su questo l'ex ministro è categorico: "Ok a questi temi, ma attenzione a tutto il Paese. Questa è ancora l'idea di un partito a composizione plurale che intenda essere il perno di una nuova alleanza per il governo del Paese".
Guai dunque a chiudersi nel ghetto di una sinistra minoritaria: è il messaggio. Anche perché "il congresso ha avuto un esito complesso che va interpretato con intelligenza, senza dannose semplificazioni", conclude Guerini. "Sicuramente ci sono potenzialità innovative importanti ma anche limiti che vanno approfonditi". Insomma, Schlein ha sì vinto le primarie, ma non così tanto da poter decidere tutto da sola. Riflessioni condivise pure dalla capogruppo uscente Debora Serracchiani, che alla fine dell'intervento si scioglie in un pianto liberatorio: "L'autonomia dei gruppi va tutelata e salvaguardata sempre anche perché rende più forte il partito".
Ma Schlein tira dritto. "Stiamo lavorando a un assetto complessivo ed equilibrato, rispettoso del pluralismo e dell'esito delle primarie", spiega nelle due assemblee di gruppo. "Per questa ragione ci stiamo sentendo spesso in queste ore anche con Stefano Bonaccini. Entro pochi giorni ho intenzione di chiudere gli assetti e tornare a costruire insieme alla nostra comunità democratica proposte politiche alternative alle destre e a parlare dei temi che riguardano la vita delle persone".