Salario minimo, sanità, Pnrr, dissesto idrogeologico. Le quattro proposte di Calenda
di Gabriele Bartoloni , di Gabriele BartoloniDue proposte all'opposizione e due alla maggioranza: salario minimo, sanità, reintroduzione di Industria 4.0 e del piano 'Casa Italia'. Il Terzo polo prova a tendere la mano sia all'esecutivo che ai partiti della minoranza. Lo fa presentando quattro proposte di legge, sulle quali - sono convinti i centristi - è possibile una convergenza. In particolare con il Pd e con M5s, ai quali Carlo Calenda propone l'istituzione di un salario minimo e un piano per abbattere le liste di attesa nella sanità. "Non facciamo il solito teatrino, chiudiamo i rispettivi tecnici dentro una stanza per parlare di queste proposte", rincara. "Se invece vogliamo parlare di campi larghi e campi stretti, non ci interessa".
Salario minimo e Sanità
Partire dai temi, dunque. Non dalle piazze: "Ci si va quando c'è un rischio democratico". Per l'occasione il leader di Azione ha organizzato una conferenza stampa …
Due proposte all'opposizione e due alla maggioranza: salario minimo, sanità, reintroduzione di Industria 4.0 e del piano 'Casa Italia'. Il Terzo polo prova a tendere la mano sia all'esecutivo che ai partiti della minoranza. Lo fa presentando quattro proposte di legge, sulle quali - sono convinti i centristi - è possibile una convergenza. In particolare con il Pd e con M5s, ai quali Carlo Calenda propone l'istituzione di un salario minimo e un piano per abbattere le liste di attesa nella sanità. "Non facciamo il solito teatrino, chiudiamo i rispettivi tecnici dentro una stanza per parlare di queste proposte", rincara. "Se invece vogliamo parlare di campi larghi e campi stretti, non ci interessa".
Salario minimo e Sanità
Partire dai temi, dunque. Non dalle piazze: "Ci si va quando c'è un rischio democratico". Per l'occasione il leader di Azione ha organizzato una conferenza stampa con tutto lo stato maggiore di Azione e Italia viva, prossimi alla fusione. Ci sono Matteo Richetti, Elena Bonetti, Silvia Fregolent e Marattin. Sul salario minimo il leader di Azione sforna una proposta che nei prossimi giorni verrà abbinata alle cinque già in discussione alla Camera. Il testo punta ad introdurre un minimo orario di nove euro l'ora e si presenta come una soluzione a metà tra quella dei dem e quella presentata dai pentastellati, primo firmatario Giuseppe Conte. Due proposte "antitetiche", sentenzia Calenda. Che rincara: "La segretaria del Pd fa confusione", perché "dire che il salario minimo si applica a chi non ha un contratto collettivo nazionale, significa dire che non si applica a nessuno". Mentre quella del M5s, pur prevedendo lo stesso minimo orario indicato dal Terzo polo (9 euro l'ora), "distruggerebbe la contrattazione collettiva", secondo Calenda. E avverte: "Se la loro posizione è prendere o lasciare allora non se ne parla".
La secondo proposta passa per uno degli obiettivi in cima all'agenda della nuova segreteria targata Schlein: la sanità. Abbattere le liste d'attesa, dunque. Farlo attraverso una riforma della presa in carico del paziente e del pagamento delle prestazioni. "Quest'anno dovremmo avere risorse in più per dieci miliardi, devono essere messi tutti sulla sanità, perché abbiamo quattro milioni di italiani che rinunciano a curarsi", dice Calenda.
Pnrr e Industria 4.0
Il Terzo polo tende la mano anche all'esecutivo, in continuità con l'atteggiamento dialogante scelto fin dall'inizio della legislatura. Ma precisa che con Forza Italia, reduce di uno scontro interno che ha visto prevalere l'ala anti-governista, "non abbiamo alcun contatto", assicura Calenda. "Noi crediamo che bisogna prendere i voti sulle proposte nel Paese". All'esecutivo il Terzo polo propone un vecchio cavallo di battaglia del renzismo, mai inviso al centrodestra: Industria 4.0. Per il leader di Azione è qui che andrebbero dirottati una parte dei fondi del Pnrr che il governo intende rinegoziare con l'Ue. Del resto, si tratta di una misura introdotta dal governo Renzi e "smontata dal M5s", sottolinea la senatrice di Azione-Iv, Silvia Fregolent. L'altro punto riguarda il piano Casa Italia per il contrasto al rischio idrogeologico. Provvedimento, anche questo, attuato durante l'esecutivo Renzi e stoppato nel 2018.