✕

Nasce sulla difesa dei diritti il fronte dei sindaci dem: “Ma non siamo un partito”

(ansa)

Ascolta l'audio

Gli amministratori approvano un documento critico nei confronti dell’esecutivo su trascrizione dei figli delle coppie gay e Autonomia. La gran parte dell’area Bonaccini. L’esigenza di continuare a farsi sentire
3 minuti di lettura

Non è il partito dei sindaci, e tanto meno vuole esserlo. Quello è un vecchio film, con svariati e inutili remake nel corso della Seconda Repubblica, e nessuno intende girarlo di nuovo. Ma il protagonismo dei sindaci progressisti delle grandi città è un fatto politico. Ieri si sono riuniti via call Roberto Gualtieri (Roma), Beppe Sala (Milano), Stefano Lo Russo (Torino), Gaetano Manfredi (Napoli), Dario Nardella (Firenze), Matteo Lepore (Bologna), Antonio Decaro (Bari). Obiettivo: concordare una linea comune sulla trascrizione degli atti relativi a figli di coppie omogenitoriali.

Sala ha spiegato la natura dei problemi sorti a Milano e le possibili soluzioni e nel corso del confronto tutti si sono detti decisi a non fermare le trascrizioni di atti già formati all’estero. C’è più cautela sulle nuove registrazioni in Italia, non per dubbi o dissensi, solo perché al momento vengono sistematicamente impugnate e si vuole …

Non è il partito dei sindaci, e tanto meno vuole esserlo. Quello è un vecchio film, con svariati e inutili remake nel corso della Seconda Repubblica, e nessuno intende girarlo di nuovo. Ma il protagonismo dei sindaci progressisti delle grandi città è un fatto politico. Ieri si sono riuniti via call Roberto Gualtieri (Roma), Beppe Sala (Milano), Stefano Lo Russo (Torino), Gaetano Manfredi (Napoli), Dario Nardella (Firenze), Matteo Lepore (Bologna), Antonio Decaro (Bari). Obiettivo: concordare una linea comune sulla trascrizione degli atti relativi a figli di coppie omogenitoriali.

Sala ha spiegato la natura dei problemi sorti a Milano e le possibili soluzioni e nel corso del confronto tutti si sono detti decisi a non fermare le trascrizioni di atti già formati all’estero. C’è più cautela sulle nuove registrazioni in Italia, non per dubbi o dissensi, solo perché al momento vengono sistematicamente impugnate e si vuole evitare che la grana precipiti sulle famiglie. Ma è lì che si vuole arrivare. Al termine, infatti, è stata diramata una nota che chiede un incontro urgente a Giorgia Meloni e fissa un punto: «Nell’attesa di una legge ribadiamo la volontà di agire collettivamente nell’esclusivo interesse dei minori procedendo alla trascrizione integrale dei certificati di nascita costituiti all’estero con due mamme, non riconducibili alla gestazione per altri, chiaramente esclusa dalla legge». A Sala è stato dato mandato di rappresentare il punto di vista dei sindaci pure a Bruxelles, dove il sindaco di Milano aveva già in agenda una trasferta.

Un format, quello della consultazione, che i sindaci progressisti intendono ripetere anche su altri temi, a cominciare dal no all’autonomia differenziata. Lo rivendica Gualteri: «Sono incontri utili — dice il sindaco di Roma a Repubblica — in questo caso è servito a coordinarci e a confrontare i pareri giuridici. La situazione è complessa ma il vuoto normativo non può diventare l’alibi per restringere il campo dei diritti». Gualtieri vuole sia chiaro che l’intento dei sindaci non è praticare forme di disobbedienza civile: «Non vogliamo sostituirci alla legge, al contrario chiediamo che si faccia presto una norma. Ma è intollerabile che nel frattempo si neghino diritti a cittadini senza che vi sia alcuna violazione della legge italiana ed è anche umiliante che, come istituzioni locali, siamo costretti a dire no a richieste su cui poi, al termine degli iter giudiziari, la Cassazione dice puntualmente sì. Qui non parliamo di gestazione per altri, anche se qualcuno cerca di confondere le carte in tavola». Gualtieri non nega il valore politico dell’iniziativa dei sindaci: «Non mi sento sindaco solo per amministrare ma per guidare una trasformazione, sui diritti come sulla transizione ecologica».

Nardella, che si dice pronto a dare seguito anche alle registrazioni, rivendica così l’asse con i colleghi: «Il nostro è un fronte solido su più temi: Pnrr, semplificazione amministrativa, ambiente, accoglienza». Anche il sindaco di Firenze, ovviamente, conferma che non c’è alcuna velleità di sostituirsi ai partiti: «Agiamo nell’interesse delle nostre città, per dare più diritti ai nostri cittadini con credibilità e pragmatismo. Non facciamo battaglie ideologiche».

Una visione condivisa anche dal primo cittadino di Pesaro, Matteo Ricci, che ieri non era alla riunione ma che ha da anni un ruolo di coordinamento delle amministrazioni locali di centrosinistra: «Nella battaglia per i bambini delle famiglie omogenitoriali — dice Ricci — c’è la volontà di portare avanti un’opposizione di qualità, sostenendo alternative culturali ai modelli proposti da questa destra. Come facciamo tutti i giorni anche sull’accoglienza, e sempre per risolvere problemi non affrontati dal governo nazionale».

Dice il sindaco di Napoli Manfredi: «Lo Stato, in tutte le sue articolazioni, non deve alimentare discriminazioni. Noi sindaci cerchiamo una linea comune che non crei conflitto istituzionale, ma che anzi serva ad avviare un dibattito a livello governativo e parlamentare. Come amministrazione di Napoli siamo vicini alle sensibilità di tutte le famiglie, al punto che come gesto simbolico ma dal valore sostanziale, ho modificato la delega dell’assessore alla Famiglia in Famiglie».

La maggior parte dei sindaci coinvolti nella rete hanno sostenuto Stefano Bonaccini al congresso del Pd. Nella campagna di Bonaccini un punto centrale era la valorizzazione del Pd dei territori contrapposto a quello nazionale dominato dalle correnti. Ora la preoccupazione è anche dimostrare che la sconfitta del presidente dell’Emilia Romagna non cancella quell’assunto. Dice Ricci: «Nel governo delle Regioni siamo 16 a 4 per la destra, in Parlamento c’è una maggioranza netta, nei Comuni il 70 per cento dei sindaci è di area progressista. Non si può fare a meno della sinistra di prossimità nella ricostruzione dell’opposizione». Aggiunge Nardella: «Sarebbe grave mischiare l’esito delle primarie con le iniziative dei sindaci, che sono sempre stati presenti con posizioni chiare e coraggiose a prescindere dagli schieramenti congressuali. E Schlein sa che uno dei problemi del Pd è stato il suo essere troppo romanocentrico».