"Tentano di sovvertire i risultati delle elezioni". Conte prova a stoppare il blitz del centrodestra per cambiare il conteggio delle schede
di Gabriele Bartoloni , di Gabriele Bartoloni"La maggioranza vuole sovvertire le regole del voto del 25 settembre". Il Movimento 5 stelle annuncia battaglia in giunta per le elezioni dove nei prossimi giorni si voterà un emendamento del centrodestra che intende modificare il regolamento sulla validità delle schede elettorali. La maggioranza vorrebbe far prevalere il principio favor voti, rendendo valide le schede contrassegnate con due o più croci su liste della stessa coalizione. La modifica sarebbe retroattiva, con il rischio - è il timore del M5s - che l’emendamento scombini i risultati delle elezioni politiche. A rischio c’è la permanenza in parlamento della pentastellata Anna Laura Orrico, eletta lo scorso 25 settembre nel collegio uninominale in Calabria. Il cambio di regole potrebbe portare al riconteggio delle schede, ribaltando il risultato a favore di Andrea Gentile di Forza Italia, uscito sconfitto per appena 482 voti. Ma il caso è grave, secondo il leade…
"La maggioranza vuole sovvertire le regole del voto del 25 settembre". Il Movimento 5 stelle annuncia battaglia in giunta per le elezioni dove nei prossimi giorni si voterà un emendamento del centrodestra che intende modificare il regolamento sulla validità delle schede elettorali. La maggioranza vorrebbe far prevalere il principio favor voti, rendendo valide le schede contrassegnate con due o più croci su liste della stessa coalizione. La modifica sarebbe retroattiva, con il rischio - è il timore del M5s - che l’emendamento scombini i risultati delle elezioni politiche. A rischio c’è la permanenza in parlamento della pentastellata Anna Laura Orrico, eletta lo scorso 25 settembre nel collegio uninominale in Calabria. Il cambio di regole potrebbe portare al riconteggio delle schede, ribaltando il risultato a favore di Andrea Gentile di Forza Italia, uscito sconfitto per appena 482 voti. Ma il caso è grave, secondo il leader M5S Giuseppe Conte, perché "è in gioco il principio di legalità: le regole del gioco si stabiliscono prima e non si ribaltano dopo"
L’emendamento della maggioranza
Il centrodestra, che in giunta per le elezioni ha la maggioranza, vuole modificare il regolamento disposto dal ministero dell’Interno per lo scrutinio, secondo cui sono da considerare nulle tutte le schede in cui l’elettore ha contrassegnando più liste - anziché solo una - appartenenti alle stessa coalizione. Con l'emendamento la scheda sarà considerata valida per l’attribuzione del voto al candidato uninominale. La modifica si ispira al principio del favor voti, valido anche per le elezioni regionali e comunali, secondo cui va salvaguardata la volontà chiara dell’elettore anche se quest'ultimo non ha espresso il voto in maniera del tutto conforme alle regole.
Il M5s annuncia battaglia
"Qui non si tratta di tecnicismi" ma del "tentativo della maggioranza di ribaltare le regole del voto ex post", denuncia Conte, il quale ha convocato una conferenza stampa ad hoc per denunciare il blitz del centrodestra. Secondo i pentastellati la norma verrebbe applicata retroattivamente rendendo - secondo l'ex premier - “incerta l'attuale composizione del Parlamento". In effetti le conseguenze potrebbero applicarsi non solo agli eletti nei collegi uninominali ma anche a quelli eletti nella parte proporzionale. In quanto secondo l'attuale legge elettorale, il Rosatellum, il voto al singolo candidato comporta il trasferimento della preferenza anche ai partiti collegati.
Il caso in Calabria
L’aggravante, secondo il M5S, è che si tratterebbe di una “norma ad personam”, volta ad aumentare il numero degli eletti tra le file centrodestra. L’emendamento è stato presentato da Forza Italia, accusato dai Cinque stelle di voler ribaltare il risultato nel collegio uninominale in Calabria, dove lo scorso 25 settembre è stata eletta la deputata Anna Laura Orrico con appena 482 voti di scarto sullo sfidante forzista Andrea Gentile, figlio del ras Tonino. L’esponente calabrese ha già presentato ricorso contestando la validità di 805 schede, un numero sufficiente per scalzare Orrico. La modifica potrebbe aprire la strada ai ricorsi. Ma è inaccettabile in principio, secondo Conte: "A me non interessa neppure che dietro questo tentativo ci sia la volontà di assegnare il seggio al rampollo di una nota dinastia calabrese. È una questione di democrazia".