Decreto Cutro, il Pd prova a bloccare l'assalto della Lega contro la protezione speciale dei migranti
di Giovanna Casadio , di Giovanna CasadioROMA - Alla stretta sui migranti da parte della Lega risponde il contrattacco del Pd. Battaglia di emendamenti sul decreto Cutro in Senato, ora in commissione Affari costituzionali. I leghisti ne hanno presentati 21 che, pezzo a pezzo, sono una riedizione della strategia dell'ex ministro dell'Interno. E in 39 emendamenti i dem rispondono. Spiega Matteo Mauri - ex vice della ministra Luciana Lamorgese quando i decreti sicurezza vennero smantellati - che c'è un cuore del problema: evitare che la protezione speciale salti. Il Pd cercherà in ogni modo di conservarla. Daisy Pirovano, senatrice leghista, ne propone lo stop. Entra nel merito Andrea Giorgis, senatore democratico che sta conducendo la battaglia a Palazzo Madama: "Il decreto Cutro così come è stato formulato non risolve un bel niente: non contiene misure per scongiurare il rischio che si ripetano tragedie come quella di Cutro. Accresce invece le condizioni di irregolarità. L…
ROMA - Alla stretta sui migranti da parte della Lega risponde il contrattacco del Pd. Battaglia di emendamenti sul decreto Cutro in Senato, ora in commissione Affari costituzionali. I leghisti ne hanno presentati 21 che, pezzo a pezzo, sono una riedizione della strategia dell'ex ministro dell'Interno. E in 39 emendamenti i dem rispondono. Spiega Matteo Mauri - ex vice della ministra Luciana Lamorgese quando i decreti sicurezza vennero smantellati - che c'è un cuore del problema: evitare che la protezione speciale salti. Il Pd cercherà in ogni modo di conservarla. Daisy Pirovano, senatrice leghista, ne propone lo stop. Entra nel merito Andrea Giorgis, senatore democratico che sta conducendo la battaglia a Palazzo Madama: "Il decreto Cutro così come è stato formulato non risolve un bel niente: non contiene misure per scongiurare il rischio che si ripetano tragedie come quella di Cutro. Accresce invece le condizioni di irregolarità. L'esatto opposto di quello che servirebbe al Paese".
Il Pd perciò va in direzione contraria. Ecco quindi che proprio sull'ampliamento delle protezioni nell'esodo di disperati che sono approdati sulle nostre coste, sta la scommessa di gestione e di regolazione dell'immigrazione. Insieme a flussi straordinari (anche dedicati ai rifugiati), alla possibilità per i datori di lavoro la cui domanda non è rientrata in prima battuta, di un "appello", oltre a procedure semplificate per ottenere un permesso di soggiorno per motivi di lavoro e poi uno speciale permesso "per comprovata integrazione". I Dem inoltre chiedono che sia prevista la cosiddetta "prestazione di garanzia" a favore di uno straniero non presente in Italia da parte di un cittadino italiano. Inoltre è introdotto un canale d'ingresso per motivi umanitari (corridoio umanitario), in base al quale coloro che intendono richiedere asilo in Italia avranno assicurato un visto per motivi umanitari.
C'è poi la questione dell'automatismo dell'intervento della Guardia costiera: qui il tema è più ampio. Sempre Giorgis: "Le misure del decreto Cutro, che i leghisti stanno ulteriormente esasperando, sono inumane e incostituzionali. Il consiglio dei ministri si è svolto a Cutro dopo la tragedia del terribile naufragio ma ha varato un provvedimento che quelle tragedie non scongiura affatto".
La linea dura della Lega va oltre quanto concordato nel centrodestra. Quindi per i salviniani si tratta appunto di votare lo stop alla protezione speciale e di ridurre i permessi di soggiorno. Gran parte degli emendamenti leghisti sono parte integrante del progetto di legge che Igor Iezzi ha presentato alla Camera. Ma con il decreto Cutro quel pdl era stato congelato. Precedentemente erano stati presentati anche come emendamenti al decreto sulle Ong, ma non ammessi per disomogeneità di materia. Eccoli di nuovo in campo. Le restrizioni leghiste sono inoltre: tempi più lunghi di trattenimento nei Cpr, ovvero fino a 180 giorni; riduzione da due a un anno dei permessi di soggiorno; perdita del diritto alle tutele per i rifugiati che tornano nel Paese d'origine; revoca dell'accoglienza per chi ha violato una norma.
Bisognerà vedere quanto Forza Italia e Fratelli d'Italia seguiranno i leghisti nel pugno duro sull'immigrazione. Per Salvini è una bandiera identitaria. Gli emendamenti al decreto Cutro presentati in commissione Affari costituzionali del Senato sono 126 (21 della Lega, 5 di FI, 4 di FdI, poi 39 del Pd, 25 di sinistra-verdi, 23 dei 5Stelle e 5 del Terzo Polo). Tra stasera e domani si saprà quali sono stati ammessi. In aula il provvedimento è calendarizzato per il 18 aprile, va convertito in legge entro il 9 maggio.