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Gli avvocati scioperano? Nordio li incontra e li coinvolge nella riforma del processo penale

Il Guardasigilli costituisce l'ennesimo tavolo tecnico in cui le Camere penali dominano con il presidente Caiazza, la vice Rubini (studio Ghedini), il segretario Rosso. Esclude l'Anm che protesta, mentre la stessa Avvocatura annuncia le riforme di Nordio a lei gradite
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ROMA - Sorpresa. Le Camere penali scioperano per tre giorni dal 19 al 21 aprile contro le inerzie legislative di Nordio? E che fa il Guardasigilli? Non solo convoca subito in via Arenula il presidente dell'Ucpi Gian Domenico Caiazza e annuncia per giugno proprio il pacchetto di riforme che lui desidera, via abuso d'ufficio e traffico di influenze illecite, via la prescrizione di Bonafede e Cartabia, arresti decisi non da solo gip ma da un collegio, nuove regole sulle impugnazioni. Ma non basta. Fa anche di più. Ad horas dà vita a una commissione battezzata "tavolo tecnico di consultazione per la riforma del processo penale" in cui a far la parte del leone sono proprio gli avvocati. Una vera delega in bianco. Mentre mette da parte l'Anm, che subito protesta per l'inaccettabile esclusione.

Su undici componenti della nuova commissione figurano ben cinque avvocati, e tre di questi sono assai di peso, proprio il presidente delle Camere penali Caiazz…

ROMA - Sorpresa. Le Camere penali scioperano per tre giorni dal 19 al 21 aprile contro le inerzie legislative di Nordio? E che fa il Guardasigilli? Non solo convoca subito in via Arenula il presidente dell'Ucpi Gian Domenico Caiazza e annuncia per giugno proprio il pacchetto di riforme che lui desidera, via abuso d'ufficio e traffico di influenze illecite, via la prescrizione di Bonafede e Cartabia, arresti decisi non da solo gip ma da un collegio, nuove regole sulle impugnazioni. Ma non basta. Fa anche di più. Ad horas dà vita a una commissione battezzata "tavolo tecnico di consultazione per la riforma del processo penale" in cui a far la parte del leone sono proprio gli avvocati. Una vera delega in bianco. Mentre mette da parte l'Anm, che subito protesta per l'inaccettabile esclusione.

Su undici componenti della nuova commissione figurano ben cinque avvocati, e tre di questi sono assai di peso, proprio il presidente delle Camere penali Caiazza, cioè colui che ha lanciato lo sciopero contro Nordio con parole pesanti per via delle sue promesse non mantenute di cambiare la giustizia. E poi ecco la vice presidente dell'Ucpi, Paola Rubini, nota avvocata dello studio Ghedini di Padova. E ancora il segretario delle Camere penali Eriberto Rosso. Nonché l'avvocata Paola Balducci, ex componente laica del Csm nella consiliatura presieduta da Giovanni Legnini. Dei due professori di diritto - Daniele Negri, procedura penale a Ferrara, e Luca Marafioti, stesso incarico a Roma Tre - il secondo è anche avvocato e socio della Camera penale di Roma, mentre il primo ha più volte scritto esprimendo posizioni vicine alle stesse Camere penali. 

A compensare avvocati e professori ecco quattro magistrati, Guido Rispoli, procuratore generale a Brescia, Paola De Martiis, presidente di sezione del tribunale di Roma, Aldo De Nigri, consigliere in corte di Appello sempre a Roma, Giancarlo Dominijanni, pm a Pisa. Nonche Roberta Licci che fa parte dell'ufficio legislativo di via Arenula. 

Ma al tavolo non figura nessun componente dell'Anm che subito si arrabbia e parla di "discriminazione". "Siamo di fronte, e spiace davvero constatarlo, a una manifestazione di unilateralità della visione ministeriale, che svilisce il contributo di idee e di proposte con cui sempre l'Anm ha saputo arricchire il dibattito pubblico sui temi della giustizia, e del processo penale in particolare".

A questo punto non resta che attendere la nomina del presidente del "tavolo tecnico", ma si potrebbe già scommettere sul nome del leader delle Camere penali Caiazza, il principale sponsor della separazione delle carriere. E a quel punto, per certo, dal pacchetto penale di Nordio non potranno venire che brutte notizie per i magistrati. A questo punto non resta che attendere la revoca dello sciopero degli avvocati, visto che la minaccia inviata in via Arenula ha già fatto effetto.