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Ciro Maschio (FdI): "Mai parlato in commissione di abolire il reato di tortura". La prescrizione? "Un processo senza fine è costituzionalmente ingiusto"

Ciro Maschio, il presidente FdI della commissione Giustizia della Camera 
Il presidente della commissione Giustizia della Camera sulle leggi di Bonafede e Cartabia: "Le aperture da parte del Pd ci fa sperare in un buon risultato"
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ROMA - Il reato di tortura? "Mai parlato in commissione di abrogarlo". Abolire le leggi sulla prescrizione di Bonafede e Cartabia? "Il fatto che ci sia anche una proposta di Costa e che ci siano aperture da parte del Pd ci fa sperare in un buon risultato". Dice così Ciro Maschio, il presidente meloniano della commissione Giustizia della Camera, che ha depositato una proposta di legge sulla prescrizione: "Per un cittadino un processo senza fine non è una garanzia di giustizia ed è costituzionalmente ingiusto". 

Partiamo dai fatti del giorno, il reato di tortura, il suo partito vuole cancellarlo, Nordio giura sul "suo onore" che non succederà. E lei che farà con la proposta di legge che arriva dal suo partito?
"Guardi, il caso era nato dalla notizia dell'assegnazione alla commissione Giustizia di una proposta di legge di alcuni parlamentari di FdI. Ma avevo già chiarito che non si è …

ROMA - Il reato di tortura? "Mai parlato in commissione di abrogarlo". Abolire le leggi sulla prescrizione di Bonafede e Cartabia? "Il fatto che ci sia anche una proposta di Costa e che ci siano aperture da parte del Pd ci fa sperare in un buon risultato". Dice così Ciro Maschio, il presidente meloniano della commissione Giustizia della Camera, che ha depositato una proposta di legge sulla prescrizione: "Per un cittadino un processo senza fine non è una garanzia di giustizia ed è costituzionalmente ingiusto". 

Partiamo dai fatti del giorno, il reato di tortura, il suo partito vuole cancellarlo, Nordio giura sul "suo onore" che non succederà. E lei che farà con la proposta di legge che arriva dal suo partito?
"Guardi, il caso era nato dalla notizia dell'assegnazione alla commissione Giustizia di una proposta di legge di alcuni parlamentari di FdI. Ma avevo già chiarito che non si è mai parlato in commissione di calendarizzare l'abrogazione del reato di tortura. Altra cosa è intervenire per modificarlo e tipizzarlo meglio, come ha dichiarato anche il ministro, anche per non esporre gli agenti a un'applicazione della norma a fattispecie troppo generiche anziché a quelle a dolo specifico".

Un Guardasigilli in carica dal 25 ottobre dell'anno scorso e ancora nessuna legge "importante" in Parlamento. Adesso ne preannuncia per giugno. Come se lo spiega?
"Nordio ha dato priorità assoluta alle misure di maggior impatto economico e quindi sta adottando una serie di misure per rendere efficiente la macchina della giustizia e cercare di velocizzare i processi soprattutto in ambito civile. Per questo sono in corso importanti interventi per la digitalizzazione, per assumere personale amministrativo, ben 5mila persone, per semplificare le procedure di accesso alla magistratura e intervenire sulla grave carenza di organico della magistratura in deficit di 1.500 unità".

Ma ci vorrà tempo per tutto questo.
"Siamo di fronte a un intervento che avrà un'importante ricaduta economica anche in vista delle scadenze del Pnrr. Nordio lo ha detto in tutte le sedi. Per le riforme ha annunciato più volte le linee guida, con tavoli tecnici di confronto tra magistrati, avvocati, operatori della giustizia per garantire un intervenuto più organico. Ma nelle prossime settimane e mesi l'agenda parlamentare vedrà diversi disegni di legge del governo per chiudere il cerchio su riforme". 

Lei è un avvocato e proprio gli avvocati potrebbero fare tre giorni di sciopero contro Nordio, se decidono di confermarli dopo le sue aperture.
"Da avvocato comprendo che i colleghi facciano la propria parte per incalzare il governo e il Parlamento sulle riforme su cui nutrono grandi aspettative. Il lato positivo della mobilitazione è che c'è dietro una forte attesa forte, ma anche fiducia. Abbiamo davanti una legislatura di quasi 5 anni che si preannuncia stabile e quindi confidiamo nel processo riformatore. Da presidente della commissione Giustizia condivido quanto dice Nordio, e cioè che alla politica spetta una sintesi alta tra i protagonisti della giustizia e i cittadini". 

E guarda caso il ministro ha appena nominato un tavolo tecnico per la riforma del processo penale in cui dentro c'è tutto il vertice dell'Ucpi. Via Arenula sta appaltando a loro la riforma?
"Nordio ha annunciato più volte l'avvio di tavoli tecnici con i principali protagonisti del mondo della giustizia sulle riforme. Da un lato, c'è chi dichiara che ci sono troppi magistrati al ministero e che sia affidata solo a loro la gestione delle riforme, dall'altro c'è chi dice che si sta sbilanciando troppo con l'avvocatura. È la conferma di una sintesi e di un coinvolgimento di tutti e non solo di una parte"

Abuso d'ufficio, state per affrontare la velata questione in commissione. Anche su questo, dopo tanti annunci di voler cancellare del tutto il reato, Nordio lascia a voi la palla.
"Sull'abuso d'ufficio e sulla paura della firma dei pubblici amministratori siamo tutti d'accordo. La maggioranza vuole dare formalmente avvio alla questione con una proposta di iniziativa parlamentare che poi di certo si confronterà nelle prossime settimane e mesi con quella che arriverà dal governo e che è allo studio. Siamo d'accordo sull'obiettivo finale da raggiungere".

Che sarà quello di cancellare il reato o di attenuarlo?
"L'obiettivo finale è superare la legge attuale che penalizza gli amministratori pubblici per via di un reato troppo elastico che non si presta sempre a un uso tassativo. Se sará abrogazione o modifica lo deciderá il Parlamento, ma l'importante é non lasciare gli amministratori locali nelle condizioni attuali". 

La sua proposta di cambiare la prescrizione da cosa nasce?
"FdI aveva votato contro la legge Bonafede e contro l'improcedibilità di Cartabia perché le considerava proposte sbagliate. Quindi per coerenza abbiamo presentato la nostra proposta che punta a ritornare alla normalità. Perché la soluzione Cartabia sull'improcedibilità è un unicum nella legislazione europea e la prescrizione di Bonafede era fortemente lesiva dei diritti fondamentali dei cittadini che non possono essere lasciati in balia di un processo senza fine".

Il suo disegno di legge è solo un escamotage parlamentare per via della proposta di Costa che arriva a essere discussa in commissione, oppure volete aprire una linea di credito col Pd?
"Il fatto che ci sia anche una proposta di Costa e che ci siano aperture da parte del Pd ci fa sperare in un buon risultato".

Voi meloniani siete giustizialisti di destra, tutti in carcere quelli che commettono reati. E perché allora volete togliere la prescrizione di Bonafede che punta proprio a far finire i processi anziché mandarli in fumo con la prescrizione?
"Noi siamo da sempre garantisti nella fase del processo, e quindi per un cittadino un processo senza fine non è una garanzia di giustizia ed è costituzionalmente ingiusto. E siamo anche per la certezza della pena nella fase dell'esecuzione della sentenza e rimaniamo convinti che così debba essere. La sospensione della prescrizione di Bonafede non era certo la soluzione giusta perché se i cittadini hanno diritto a un processo giusto e di ragionevole durata la Bonafede non poteva garantirlo".

Ammetterà che c'è una bella contraddizione tra fare il decreto Rave e il reato universale per gli scafisti e l'utero in affitto, e poi cancellare l'abuso d'ufficio, togliere il reato di tortura, cancellare la Bonafede. Qual è la logica di questi interventi contraddittori perché prevedono da un lato pene molto dure e dall'altro sono buonisti con chi commette reati?
"Non vedo contraddizioni. Da un lato l'abuso ufficio così com'è ha fallito e va riformato. Dall'altro emergono nuove fattispecie criminali ritenute pericolose per la società su cui non si può non intervenire. Per processi più veloci con sentenze certe la soluzione non era la Bonafede, ma misure in corso per accelerare i processi".

Le riforme costituzionali, si farà mai la separazione delle carriere?
"È una proposta che fa parte del programma del centrodestra, l'esame è cominciato nella commissione Affari costituzionali, è un tema delicato su ci sarà un confronto parlamentare importante. È una riforma che ci potrà essere. FdI vuole che sia affrontata anche tenendo conto delle importanti ricadute sulla struttura del processo penale che dev'essere approfondita di pari passo, quindi serve un approccio organico e non solo parziale".

La cautela dei meloniani su questo nasce dal fatto che non volete mettervi contro la magistratura?
"Ribadisco quello che ho sempre detto in tutte le sedi fin da quando ho avviato il mio mandato di presidente della commissione Giustizia: il nostro metodo è quello del dialogo con tutti sui testi, anche con magistrati e avvocati, e non lo scontro a colpi di articoli di giornale. Vogliamo il dialogo sulle norme, cercare una sintesi tra possibili divergenze, mentre lo scontro mediatico quotidiano non aiuta in una ambito così delicato come la giustizia".