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Ricci (Pd): "Basta alibi, è ora che la destra cambi rotta. La premier la smetta di voler gestire tutto da sola"

Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, coordinatore dei sindaci del Pd e presidente dell'Ali 
Il sindaco di Pesaro, coordinatore dei sindaci dem e presidente dell'Ali: "Deviare i fondi e darli a Roma e a Milano? Sarebbe una sconfitta non si può solo dire 'si salvi chi può'"
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ROMA - "Mi pare che la destra sia più interessata a dare la colpa ai governi precedenti, a cercarsi un alibi, che a trovare soluzioni per non perdere un euro del Pnrr", dice Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, coordinatore dei sindaci del Pd e presidente dell'Ali (Autonomie Locali Italiane), che raggruppa i sindaci progressisti, il 70% del totale. Mentre parla è in viaggio verso Pisa, dove Ali terrà il proprio congresso. Con un annuncio, che sarà formalizzato oggi. "Vogliamo diventare un soggetto referendario contro l'autonomia differenziata. Metteremo su comitati che riuniscano la protesta e le diverse iniziative che abbiamo visto in tutta Italia". Messaggio chiaro: "Se Calderoli s'intestardisce su un progetto che divide l'Italia e crea il nuovo centralismo regionale, raccoglieremo le firme per un referendum abrogativo. Il dl Calderoli non passerà".

Ricci, torniamo al Pnrr. I sindaci di Milano e Roma, Sala…

ROMA - "Mi pare che la destra sia più interessata a dare la colpa ai governi precedenti, a cercarsi un alibi, che a trovare soluzioni per non perdere un euro del Pnrr", dice Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, coordinatore dei sindaci del Pd e presidente dell'Ali (Autonomie Locali Italiane), che raggruppa i sindaci progressisti, il 70% del totale. Mentre parla è in viaggio verso Pisa, dove Ali terrà il proprio congresso. Con un annuncio, che sarà formalizzato oggi. "Vogliamo diventare un soggetto referendario contro l'autonomia differenziata. Metteremo su comitati che riuniscano la protesta e le diverse iniziative che abbiamo visto in tutta Italia". Messaggio chiaro: "Se Calderoli s'intestardisce su un progetto che divide l'Italia e crea il nuovo centralismo regionale, raccoglieremo le firme per un referendum abrogativo. Il dl Calderoli non passerà".

Ricci, torniamo al Pnrr. I sindaci di Milano e Roma, Sala e Gualtieri, dicono: il governo dia a noi i soldi che non riesce a spendere. Condivide?
"No, credo sarebbe una sconfitta per tutti deviare quei fondi, significherebbe che un pezzo d'Italia non è in grado di fare questo lavoro. Se i Comuni più deboli non avranno accesso al Pnrr, rischiamo di aumentare le differenze nel Paese, anziché lenirle".

La pensa come Occhiuto, il governatore forzista della Calabria, che parla di secessione?
"Questo è esagerato, ma sicuramente sarebbe un fallimento. Non possiamo solo dire: si salvi chi può, gli altri si arrangino. Tutti vanno messi nelle condizioni di spendere queste risorse".

Mentre il governo sembra alzare bandiera bianca: alcuni progetti ormai sono carta straccia...
"Il governo dovrebbe dire la verità. Ma, come dicevo, credo che siano più interessati a dare la colpa ai governi precedenti, che a cambiare rotta. Qui tanti ragionano come se tutti i fondi del Pnrr siano già in cassa. Non è così. Per farli arrivare bisogna fare le riforme, tra cui la concorrenza, che comprende la questione dei balneari".

E c'è il gap di personale nei Comuni, per mettere a terra i progetti, come si dice.
"Un problema gigantesco che denunciamo da mesi. Già quando si discuteva la legge di bilancio spiegavamo che bisognava dare più soldi ai Comuni, perché se non avevano risorse per pagare le bollette, figurarsi se potevano assumere per il Pnrr".

E che vi hanno risposto?
"Non ci hanno ascoltato. Poi c'è un altro problema grande come una casa che poniamo da un anno, l'aumento delle materie prime: ogni cantiere costa almeno il 20-30% in più. Come si copre questo buco?"

Come?
"Siccome noi ancora dobbiamo avere molte tranche del Pnrr, un ragionamento realistico che si può fare con l'Europa è chiedere di investire sull'aumento dei costi una parte dei soldi che ci spettano. Fare qualcosa in meno, ma finirlo. Altrimenti rischiamo di bruciare decine e decine di progetti. Così come rischiamo di bruciarli se non si aumenta il flusso di migranti regolari, tema di cui anche il governo ora è consapevole. Ma bisogna anche formarli per l'edilizia e i lavori pubblici, questi lavoratori".

Col governo voi sindaci dialogate?
"Col ministro Fitto l'interlocuzione c'è. Ma Meloni ha voluto centralizzare tutto, è stato esautorato il Mef. La sua linea è: non mi fido di nessuno, gestisco tutto io. La mia impressione è che questa centralizzazione non funzioni. Per voler controllare tutto, Meloni non controlla nulla. Rischiamo un doppio colpo micidiale: che non arrivino altre risorse del Pnrr e che non si finiscano i progetti iniziati".

È giusto che gli stadi di Venezia e Firenze vengano rinnovati col Pnrr?
"Sì, vanno recuperati. Mi sono sembrate curiose le contestazioni della Commissione".