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Il Pd sfida la destra: permessi speciali per i dissidenti russi in Italia

Il senatore del Pd, Dario Parrini 
I dem presentano un emendamento al decreto Cutro sui migranti, ora all'esame del Senato, che punta all'accoglienza dei cittadini perseguitati da Putin. Appello a Meloni: "Ci aspettiamo un parere favorevole del governo"
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ROMA - Una protezione e un premesso di soggiorno speciale per i dissidenti russi. Il Pd presenta un emendamento al decreto Cutro sui migranti, ora all'esame del Senato, che punta all'accoglienza dei cittadini russi perseguitati da Putin. Poche righe per spiegare le ragioni della proposta che è stata sottoscritta dai dem Dario Parrini, ex presidente della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, da Andrea Giorgis, da Marco Meloni e Valeria Valente.

I dem rivolgono anche un appello a Giorgia Meloni e alla destra. "Ci aspettiamo un parere favorevole del governo perché è una questione di civiltà, di principi e di valori", dice Parrini. Se la destra facesse inspiegabilmente muro, allora l'emendamento sarebbe  trasformato in un disegno di legge alla Camera, a prima firma Lia Quartapelle, e al Senato da Parrini.

In un clima persecutorio, in cui ogni giorno si aggiunge un esempio di intolleranza come l'arresto del report…

ROMA - Una protezione e un premesso di soggiorno speciale per i dissidenti russi. Il Pd presenta un emendamento al decreto Cutro sui migranti, ora all'esame del Senato, che punta all'accoglienza dei cittadini russi perseguitati da Putin. Poche righe per spiegare le ragioni della proposta che è stata sottoscritta dai dem Dario Parrini, ex presidente della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, da Andrea Giorgis, da Marco Meloni e Valeria Valente.

I dem rivolgono anche un appello a Giorgia Meloni e alla destra. "Ci aspettiamo un parere favorevole del governo perché è una questione di civiltà, di principi e di valori", dice Parrini. Se la destra facesse inspiegabilmente muro, allora l'emendamento sarebbe  trasformato in un disegno di legge alla Camera, a prima firma Lia Quartapelle, e al Senato da Parrini.

In un clima persecutorio, in cui ogni giorno si aggiunge un esempio di intolleranza come l'arresto del reporter Usa del Wall Street Journal Evan Gershkovich, è giusto che l'Italia batta un colpo. Rincara Giorgis: "Non credo che la destra possa sottrarsi alla richiesta di dare ospitalità ai dissidenti russi, a coloro che fuggono dalla Russia di Putin".

Nel merito, l'emendamento (3-bis) prevede accoglienza per chi scappa ma anche il prolungamento dei permessi di soggiorno per chi già si trovi in Italia e finirebbe in galera se torna a casa. Letteralmente la proposta parla di "misure straordinarie a tutela dei cittadini della Federazione russa a rischio persecuzione". Ed elenca chi si intende a rischio persecuzione. Quindi "il cittadino della Federazione russa che si sia sottratto agli obblighi militari o a rischio di essere sottoposto a obblighi militari e perciò abbia abbandonato la Federazione russa". O che "faccia parte oppure abbia un collegamento stabile con organizzazioni che la legislazione russa individua come "agenti stranieri o estremiste". E anche sia sottoposto o rischi di essere sottoposto a procedimenti penali per essere accusato di collaborazione con gli stranieri, di trasmissione di informazioni al nemico o di istigazione di azioni contro la sicurezza dello Stato. Che sia sottoposto a procedimenti penali per avere partecipato a manifestazioni non autorizzate.

C'è insomma la varia gamma di capi d'imputazione e intimidazioni contro il dissenso che, dall'invasione dell'Ucraina e dall'avvio della guerra, si sono fatte più pesanti. E infatti alcuni paragrafi della proposta dem sono dedicati a chi, dopo il 24 febbraio del 2022, inizio della guerra - che Putin ha preferito chiamare "operazione speciale" e che, al di là del nominalismo, infiamma l'Europa - si trovi in Italia a lavorare, anche con lavoro stagionale o con permesso di studio, scaduto. Ha diritto a una proroga fino al 30 giugno 2024, non sentendosi al sicuro in Russia. Su tutto è richiesto ovviamente il parere degli Affari esteri.

Commenta Quartapelle: "La guerra ha delle conseguenze anche per chi si oppone a Putin. L'Italia è uno dei Paesi europei che non ha nessuno strumento specifico per dare protezione ai dissidenti russi. Bisogna porvi rimedio, perché abbiamo visto in questi anni quanto sia pericolo dissentire in Russia e all'estero".