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Regionali Friuli Venezia Giulia, come funzionano e cosa si vota

Urne aperte domani e lunedì, favorito il governatore uscente della Lega, Massimiliano Fedriga. Insegue il giallorosso Massimiliano Moretuzzo
2 minuti di lettura

Il Friuli Venezia Giulia va al voto. È il secondo appuntamento elettorale dopo le elezioni di Lazio e Lombardia. Il favorito è il presidente uscente Massimiliano Fedriga, leghista appoggiato da FdI e Forza Italia. Inseguono gli sfidanti: l’autonomista Massimiliano Moretuzzo, sostenuto da Pd e M5s, l’ex dem Alessandro Maran, espressione di un Terzo polo allargato a +Europa, e la civica Giorgia Tripoli sostenuta dalla lista ‘Insieme Liberi’.  

I risultati delle elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia in diretta

Quando e per cosa si vota 

Urne aperte domenica 2 aprile, dalle 7 alle 23, e lunedì 3 fino alle 15. Si vota per eleggere il presidente di Regione e il consiglio regionale. Contestualmente si svolgeranno le elezioni amministrative in 24 comuni di cui due sopra i 15 mila abitanti: Sacile e Udine, unico capoluogo al voto. 

Lunedì dalle 15 sul nostro sito exit poll e risultati

La legge elettorale&nb…

Il Friuli Venezia Giulia va al voto. È il secondo appuntamento elettorale dopo le elezioni di Lazio e Lombardia. Il favorito è il presidente uscente Massimiliano Fedriga, leghista appoggiato da FdI e Forza Italia. Inseguono gli sfidanti: l’autonomista Massimiliano Moretuzzo, sostenuto da Pd e M5s, l’ex dem Alessandro Maran, espressione di un Terzo polo allargato a +Europa, e la civica Giorgia Tripoli sostenuta dalla lista ‘Insieme Liberi’.  

I risultati delle elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia in diretta

Quando e per cosa si vota 

Urne aperte domenica 2 aprile, dalle 7 alle 23, e lunedì 3 fino alle 15. Si vota per eleggere il presidente di Regione e il consiglio regionale. Contestualmente si svolgeranno le elezioni amministrative in 24 comuni di cui due sopra i 15 mila abitanti: Sacile e Udine, unico capoluogo al voto. 

Lunedì dalle 15 sul nostro sito exit poll e risultati

La legge elettorale 

La regola generale è una: vince il candidato che ottiene più voti. Vale sia per le elezioni regionali che per le comunali, con le dovute differenze. Nel primo caso il candidato vincitore, anche se non ha ottenuto la maggioranza assoluta delle preferenze, ottiene un premio di maggioranza tale da assicurargli la maggioranza in consiglio. Due le ipotesi: se la percentuale di voti ottenuti dalla coalizione o dalla lista collegata al candidato vincente è superiore al 45 per cento, a questa viene attribuito il 60 per cento dei seggi. Se invece la percentuale è inferiore al 45, alla lista o alla coalizione del vincitore viene attribuito automaticamente il 55 per cento dei seggi. 

Consiglio regionale e soglie di sbarramento 

Il consiglio regionale è composto da 48 seggi, compresi i due che spettano di diritto al candidato vincente e allo sfidante arrivato secondo. Per le liste singole che si presentano da sole è prevista una soglia di sbarramento del 4 per cento a livello regionale; per quelle che si presentano in coalizione la soglia scende all’1,5 per cento a patto che l'insieme delle liste coalizzate ottenga almeno il 20 per cento dei voti. 

Rappresentanza di genere

Ciascuna lista non può contenere più del 60 per cento di candidati dello stesso genere, pena l’esclusione. Nel posizionamento dei nomi i candidati devono essere alternati per genere. Se la lista è composta da soli due nomi questi devono essere di genere diverso. 

Minoranza slovena 

La legge elettorale prevede un meccanismo a tutela della minoranza linguistica slovena qualora questa non fosse riuscita ad eleggere nemmeno un consigliere. Nello specifico, le norme consentono di attribuirle comunque un seggio alla minoranza a patto che la lista rappresentativa della minoranza sia collegata ad una lista presente in tutte le circoscrizioni e che quest’ultima abbia ottenuto almeno l'uno per cento dei voti validi a livello regionale. 

Le elezioni comunali e la sfida a Udine 

Si vota in 24 comuni, di cui due con una popolazione superiore ai 15 mila abitanti. Le regole sono le stesse valide anche per il resto d’Italia: vince il candidato che ottiene più della metà dei voti validi. Se nessuno supera il 50 per cento al primo turno, si procede con il ballottaggio tra primo e il secondo classificato. Udine è l’unico capoluogo di provincia al voto. Sono in tutto quattro i candidati alla carica di sindaco. Si parte con il primo cittadino uscente, il leghista Pietro Fontanini sostenuto da FdI, Lega e Forza Italia. L’apposizione si presenta divisa ma con uno schema diverso rispetto a quello scelto per le regionali. A Udine, infatti, Pd, Terzo polo e l’Alleanza verdi e sinistra marciano uniti al fianco del professore universitario Alberto Felice De Toni. Il M5s, invece, sosterrà il candidato Ivano Marchiol, per il quale nelle ultime ore è arrivato anche l’appoggio di Rifondazione comunista. Il quarto candidato è il civico Stefano Salmé, sostenuto dalla lista con ‘Liberi elettori - Io amo Udine’.