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Pnrr, sindaci preoccupati: "Occasione da non perdere". Giallo sul ritiro dello scudo erariale

(ansa)
L'Europa avverte l'Italia: "Attuare il piano senza ritardi". Il commissario all'Ambiente Sinkevi?ius: "Non è calato dall'alto". La replica della premier: "Non lo abbiamo scritto noi. Va reso compatibile con le nuove priorità"  
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ROMA - "Attuare il piano nei tempi previsti". Dal commissario europeo all'Ambiente Virginijus Sinkevi?ius, in visita al Bosco verticale di Milano, non sembrano arrivare particolari aperture alla richiesta di revisione del Pnrr. "È molto difficile fare valutazioni adesso su una possibile proroga", spiega, rilevando come il Pnrr "non è stato calato dall'alto dalla Commissione" ma è "un piano italiano e l'attuazione deve essere altrettanto italiana".

Un invito all'assunzione di responsabilità, mentre, quasi nelle stesse ore, la premier Giorgia Meloni, in collegamento a un comizio a Udine, ribadisce che il governo si sta impegnando per rimodulare "un Pnrr che non abbiamo scritto noi", e che va reso "compatibile anche con le priorità nuove per la nostra nazione". E mentre arrivano a Madrid i 6 miliardi della terza rata: d'altra parte la Spagna li ha richiesti con largo antici…

ROMA - "Attuare il piano nei tempi previsti". Dal commissario europeo all'Ambiente Virginijus Sinkevi?ius, in visita al Bosco verticale di Milano, non sembrano arrivare particolari aperture alla richiesta di revisione del Pnrr. "È molto difficile fare valutazioni adesso su una possibile proroga", spiega, rilevando come il Pnrr "non è stato calato dall'alto dalla Commissione" ma è "un piano italiano e l'attuazione deve essere altrettanto italiana".

Un invito all'assunzione di responsabilità, mentre, quasi nelle stesse ore, la premier Giorgia Meloni, in collegamento a un comizio a Udine, ribadisce che il governo si sta impegnando per rimodulare "un Pnrr che non abbiamo scritto noi", e che va reso "compatibile anche con le priorità nuove per la nostra nazione". E mentre arrivano a Madrid i 6 miliardi della terza rata: d'altra parte la Spagna li ha richiesti con largo anticipo, chiudendo i progetti del secondo semestre 2022 a metà novembre. A quasi due anni dal lancio del Next Generation Eu Bruxelles ha già erogato 150 miliardi di fondi agli Stati membri, quasi il 20% del mega piano da 800 miliardi varato per supportare la ripresa dal Covid: il dato emerge dalla "mappatura" in tempo reale pubblicata dalla Commissione Ue, per rendere più trasparente l'andamento dei progetti.

Sinkevi?ius conferma anche le perplessità di Bruxelles sull'erogazione della terza rata, in sospeso per via di una serie di progetti che non convincono la Commissione, tra i quali la riqualificazione dello stadio di Firenze e la realizzazione del "Bosco dello Sport" di Venezia. "La priorità definita dallo stesso governo italiano è quella di assicurare una transizione verde e digitale - ricorda il commissario Ue - Capisco che si parla di attività sportive e di calcio che è una parte importante della cultura italiana per la quale vi ammiriamo, ma è anche chiaro fin dall'inizio che i fondi devono essere destinati a investimenti volti a rafforzare la resilienza e a consentire la creazione di nuovi posti di lavoro".

Proprio le obiezioni nei confronti dei due progetti, però, alzano il livello dello scontro tra gli enti territoriali, in particolare i Comuni, e il governo: "Vi dico come andrà a finire col Pnrr- denuncia il sindaco di Milano Giuseppe Sala, in un intervento video al congresso nazionale di Ali-Lega delle autonomie, a Pisa - Si accorgeranno che non sanno spendere, prenderanno Eni, Enel e Ferrovie e gli assegneranno i fondi. È questo quello che vogliamo?". "È un'occasione unica che non possiamo perdere - ribadisce il presidente dell'Anci Antonio Decaro - Non la può perdere il Paese. Quindi giocare allo scaricabarile, 'è colpa di chi c'era prima, è colpa dei Comuni, è colpa dei ministeri', oggi non serve. Serve fare squadra". A fianco dei sindaci anche il presidente di Confindustria Carlo Bonomi: "Capisco i dubbi sul finanziare gli stadi, ma la Commissione Ue aveva approvato. Scopre che non va bene solo ora?".

Incertezze anche per la conversione in legge del Dl Pnrr, all'esame del Senato: sotto la lente in particolare l'emendamento di Fratelli d'Italia che proroga al 31 dicembre lo "scudo erariale" (la norma che solleva dalla responsabilità per colpa grave gli amministratori pubblici). La Corte dei Conti sta denunciando la norma in tutte le sedi, sostenendo che potrebbe anche aprire la strada alla criminalità organizzata, e ricordando che potrebbe costituire un ostacolo al via libera dei fondi da parte della Ue, che richiede come ovvio presupposto che le opere e i progetti siano stati realizzati in piena legalità. Le forze di governo in campagna elettorale si erano impegnate a sollevare gli amministratori dalla "paura della firma": l'emendamento, presentato, ma poi eliminato, dal Milleproroghe, è stato puntualmente ripresentato al Dl Pnrr. Fonti vicine al governo confermano che anche questa volta salterà, ma al momento risulta tra quelli segnalati, in votazione la prossima settimana.

Il delicato dossier è in mano al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, che sta cercando di mediare tra gli esponenti della maggioranza che vorrebbero a tutti i costi far passare la proroga dello "scudo" e i più moderati, convinti dalle obiezioni della Corte dei Conti, e decisi a non correre rischi ulteriori con Bruxelles. Anche i sindaci però sono contrari al ritorno alla normativa precedente alla sospensione, e premono per una riforma della responsabilità erariale, soprattutto in vista dei rischi, sempre più concreti, che i progetti del Pnrr possano essere bloccati o rivisti in corso d'opera.