Regionali Friuli Venezia Giulia, Schlein alle prime urne: "Non è un test su di me. Destra da medioevo"
dal nostro inviato Lorenzo De Cicco , dal nostro inviato Lorenzo De CiccoTRIESTE - È il primo voto da quando sulla tolda di comando del Nazareno c'è lei. Voto tostissimo, i pronostici dicono che non c'è partita. Tanta pressione, insomma. Ma le Regionali del Friuli Venezia Giulia di domenica e lunedì non sono un test sulla sua segreteria, dice Elly Schlein.
Piazza della Borsa di Trieste, la leader dem sta per rimontare in auto, direzione Udine. Ha appena finito di comiziare contro "la destra da Medioevo" e contro il governatore Massimiliano Fedriga "che si finge volto buono della Lega, ma poi quel partito se la prende coi bambini delle coppie omogenitoriali e delle detenute". Sotto al palco l'hanno applaudita un migliaio di persone (a Udine va decisamente meglio, in 3-400 restano fuori da un teatro stracolmo). Signore impellicciate che le dicono "benvenuta, cara" e attivisti Lgbt+. Piccoli imprenditori.
"È un test su di me? Ma no, sono in carica da 18 giorni, anche se …
TRIESTE - È il primo voto da quando sulla tolda di comando del Nazareno c'è lei. Voto tostissimo, i pronostici dicono che non c'è partita. Tanta pressione, insomma. Ma le Regionali del Friuli Venezia Giulia di domenica e lunedì non sono un test sulla sua segreteria, dice Elly Schlein.
Piazza della Borsa di Trieste, la leader dem sta per rimontare in auto, direzione Udine. Ha appena finito di comiziare contro "la destra da Medioevo" e contro il governatore Massimiliano Fedriga "che si finge volto buono della Lega, ma poi quel partito se la prende coi bambini delle coppie omogenitoriali e delle detenute". Sotto al palco l'hanno applaudita un migliaio di persone (a Udine va decisamente meglio, in 3-400 restano fuori da un teatro stracolmo). Signore impellicciate che le dicono "benvenuta, cara" e attivisti Lgbt+. Piccoli imprenditori.
"È un test su di me? Ma no, sono in carica da 18 giorni, anche se sembra passato un secolo - dice Schlein a Repubblica - Se a destra dicono così, significa che hanno paura. Speravano che il Pd non tornasse, invece ha rialzato la testa. E questo dall'altra parte dà fastidio. Ma siamo qui per questo". Sorriso. Con Giuseppe Conte non si vedranno però, in Friuli, mentre la destra sfilerà unita, oggi, formato tridente: Meloni-Salvini-Tajani. Il leader dei 5 Stelle atterrerà solo stamattina. Problemi di agenda, è la versione ufficiale, ma è stata anche una scelta, ammettono i big locali del Movimento: "Per smarcarsi. Qui se va bene prendiamo il 4%". "Ah, Giuseppe sarà qui a Trieste? Non lo sapevo", risponde Schlein, sembra sincera.
Il voto friulano è l'ennesima fotografia delle geometrie variabili sulle alleanze a sinistra. Pd e M5S, con i rossoverdi, vanno uniti alle Regionali, a sostegno dell'autonomista Massimo Moretuzzo, ma marciano divisi a Udine, dove alle Amministrative i dem corrono col Terzo Polo. Non a caso Schlein sulle alleanze non fissa perimetri. Anzi. "Non sono affezionata ai modelli, alle alleanze a scatola chiusa - dice - Ci si unisce attorno ai progetti. Qui sono felicissima della coalizione con il M5S. Ma a Udine siamo alleati col Terzo Polo". La speranza, o la chimera, si vedrà, resta il campo largo. "Io lavorerò nel modo più unitario possibile - promette la segretaria - verso tutte le forze di opposizione". E sì, "su alcuni temi abbiamo visioni diverse, ma vengo da una cultura che mette al centro le battaglie comuni. Sperando lo facciano anche gli altri". Fa sfoggio di ottimismo, insomma. Se con gli altri leader di opposizione non si sono "chiusi ancora in una stanza", come aveva proposto al congresso cigiellino di Rimini, "è perché siamo tutti molto impegnati, ma i nostri gruppi in Parlamento stanno lavorando insieme, su tanti temi".
La trasferta friulana, per Schlein, è una pausa dalle beghe romane. I mugugni, isolati, dell'ex renziano Andrea Marcucci, pronto all'approdo al Terzo Polo. Le frecciatine che lancia il senatore indipendente Carlo Cottarelli, che nel Pd si sente "più anomalo di prima" (ma ieri si è tesserato Pier Luigi Lopalco, virostar). E la quadra da trovare sulla segreteria: con Stefano Bonaccini dovrebbero sentirsi oggi, prima di vedersi domani a Modena. Il comizio dal palco - legge gli appunti dall'iPhone, quanto è Millennial in questo - batte sui chiodi della campagna congressuale: salario minimo e lotta alla precarietà; i diritti Lgbt+ su cui "anche il Parlamento Ue è intervenuto"; i "gravi ritardi" del governo sul Pnrr, "e meno male che erano pronti, Fitto venga in aula, c'è in gioco l'interesse nazionale"; il codice degli appalti "preoccupante" e gli attacchi "sfrenati" della Lega al presidente dell'Anticorruzione. In mezzo, qualche stoccata al sindaco forzista di Trieste, Roberto Di Piazza, che aveva definito "normali apprezzamenti" le molestie degli alpini. E la transizione ecologica, versione regionale: "Chiediamoci: come sta l'Isonzo?". Attorno a questi temi, è convinta Schlein, un'alleanza larga si può fare: "È una responsabilità che abbiamo, dopo le Politiche e le Regionali in Lazio e Lombardia". E probabilmente anche dopo la scoppola in Friuli. Ma si accettano miracoli.