Caso La Russa, ecco perché non si può sfiduciare il presidente del Senato
a cura della redazione Politica , a cura della redazione politicaL’opposizione, Pd in testa, promette battaglia contro Ignazio La Russa, dopo le uscite del presidente del Senato su via Rasella e la Resistenza. Ma il massimo a cui le minoranze possono puntare è una “reprimenda” in Aula alla seconda carica dello Stato. Perché tecnicamente, anche se ci fossero i numeri, l’incarico non si può revocare.
Il regolamento
Il regolamento di Palazzo Madama non prevede mozioni di sfiducia contro il presidente. Le uniche possibilità di decadenza, come prevede l’articolo 13, riguardano i componenti del consiglio di presidenza che assumono ruoli di governo o che cessano di far parte del Gruppo parlamentare di appartenenza, ma solo se l’uscita dal gruppo è volontaria. Ma con una postilla: “le disposizioni di cui al presente comma non si applicano mai al Presidente del Senato”. Il cui mandato dunque dura per tutta la legislatura, salvo dimissioni.
Le proposte di modifica
Al ter…
L’opposizione, Pd in testa, promette battaglia contro Ignazio La Russa, dopo le uscite del presidente del Senato su via Rasella e la Resistenza. Ma il massimo a cui le minoranze possono puntare è una “reprimenda” in Aula alla seconda carica dello Stato. Perché tecnicamente, anche se ci fossero i numeri, l’incarico non si può revocare.
Il regolamento
Il regolamento di Palazzo Madama non prevede mozioni di sfiducia contro il presidente. Le uniche possibilità di decadenza, come prevede l’articolo 13, riguardano i componenti del consiglio di presidenza che assumono ruoli di governo o che cessano di far parte del Gruppo parlamentare di appartenenza, ma solo se l’uscita dal gruppo è volontaria. Ma con una postilla: “le disposizioni di cui al presente comma non si applicano mai al Presidente del Senato”. Il cui mandato dunque dura per tutta la legislatura, salvo dimissioni.
Le proposte di modifica
Al termine della passata legislatura, prima della crisi del governo Draghi, un fronte trasversale (dal leghista Roberto Calderoli al M5S) presentò una proposta di modifica del regolamento che avrebbe previsto la mozione di sfiducia per il presidente. Ma quella parte della riforma è stata cassata e oggi non è all’ordine del giorno.
La funzione
Come spiega Stefano Ceccanti, costituzionalista ed ex senatore del Pd, l’assenza della sfiducia per il presidente del Senato e della Camera nasce come “garanzia di indipendenza, per non legare la presidenza ad un rapporto fiduciario con una maggioranza. Per questo dura per tutta la legislatura, a differenza dei presidenti di Commissione che si rinnovano a metà del quinquennio”. In astratto, aggiunge il costituzionalista, “si potrebbe prevedere un quorum qualificato, dei due terzi degli eletti, per garantire comunque l’indipendenza”. Ma ad oggi non ci sono proposte in merito. “L’unica via sono le dimissioni volontarie”.