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Il Parlamento Ue condanna Roma: "Registrate i figli di coppie gay"

Una risoluzione chiede al governo italiano di "revocare" il divieto imposto al Comune di Milano: "Discrimina i bambini". Il testo di Renew, sostenuto da Socialisti, Sinistra e Verdi spacca il Ppe: contro Meloni votano popolari del Nord e portoghesi
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BRUXELLES - Il governo Meloni non riesce proprio a entrare in sintonia con l'Unione europea. Dopo i tanti problemi sul Pnrr, sul Mes e sulla gestione dei migranti, adesso si apre anche il dossier diritti e temi etici. E in particolare quello sui figli delle coppie omosessuali.

Ieri infatti il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza una risoluzione che "condanna" l'esecutivo di Roma in questa materia. Un voto, per di più, che ha provocato la spaccatura del Ppe, il partito maggiore nell'Assemblea dell'Ue e di cui fa parte Forza Italia. I Popolari - con i quali i Conservatori della Meloni sperano in una futura alleanza - si sono divisi: i parlamentari del Nord Europa e del Portogallo hanno votato a favore del documento e la delegazione tedesca ha lasciato libertà di voto.

Il testo proposto dai liberali di Renew e subito sostenuto da Socialisti, Sinistra e Verdi, fa esplicito riferimento al caso Milano e alle indicazioni fornite dalla …

BRUXELLES - Il governo Meloni non riesce proprio a entrare in sintonia con l'Unione europea. Dopo i tanti problemi sul Pnrr, sul Mes e sulla gestione dei migranti, adesso si apre anche il dossier diritti e temi etici. E in particolare quello sui figli delle coppie omosessuali.

Ieri infatti il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza una risoluzione che "condanna" l'esecutivo di Roma in questa materia. Un voto, per di più, che ha provocato la spaccatura del Ppe, il partito maggiore nell'Assemblea dell'Ue e di cui fa parte Forza Italia. I Popolari - con i quali i Conservatori della Meloni sperano in una futura alleanza - si sono divisi: i parlamentari del Nord Europa e del Portogallo hanno votato a favore del documento e la delegazione tedesca ha lasciato libertà di voto.

Il testo proposto dai liberali di Renew e subito sostenuto da Socialisti, Sinistra e Verdi, fa esplicito riferimento al caso Milano e alle indicazioni fornite dalla prefettura lombarda di non procedere più alla registrazione dei figli di coppie Lgbt. L'altro ieri il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, era proprio a Bruxelles per denunciare la situazione anche a nome di molti altri sindaci italiani. E ieri la risposta dell'Eurocamera è stata immediata: "Condanna le istruzioni impartite dal governo italiano al comune di Milano di non registrare più i figli di coppie omogenitoriali". Non solo. Gli eurodeputati ritengono che la scelta del governo italiano "porterà inevitabilmente alla discriminazione non solo delle coppie dello stesso sesso ma anche e soprattutto dei loro figli" e che "tale azione costituisca una violazione diretta dei diritti dei minori quali elencati nella Convenzione delle nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza del 1989". L'invito finale è rivolto quindi a "revocare immediatamente la sua decisione".

A questo punto il centrodestra italiano dovrà fare i conti con un altro fronte aperto a Bruxelles e valutare se intervenire con una nuova legge che disciplini questi casi il cui numero sta crescendo costantemente prendendo atto che la cosiddetta "maternità surrogata" è una tecnica legale in molti Paesi europei. O revocare il divieto dato ai sindaci.
Non solo. La questione ha aperto una faglia dentro i partiti europei. In particolare all'interno del Ppe. Forza Italia, iscritta al gruppo dei Popolari, ha votato contro la risoluzione insieme a Lega e Fratelli d'Italia. Ma lo stesso Ppe si è diviso e buona parte dei suoi iscritti hanno deciso di sostenere il documento di Renew. Nel voto, approvato per alzata di mano e con una maggioranza così solida da non richiedere il conteggio elettronico, i rappresentanti popolari dei Paesi nordici e del Portogallo si sono schierati in difesa delle famiglie arcobaleno. Una scelta determinante. Per di più confortata dalla delegazione più numerosa, quella tedesca, che ha dato libertà di voto. Giorgia Meloni da tempo non nasconde l'idea di provare a costruire una nuova alleanza tra Conservatori e Ppe in vista delle elezioni europee del prossimo anno. Ma questo episodio non sembra il viatico migliore. Tra l'altro bisogna tenere presente che Renew, il gruppo che ha presentato la risoluzione, è la formazione di riferimento del presidente francese Emmanuel Macron con cui la premier italiana non intrattiene certo un dialogo agevole.

È evidente che una risoluzione del Parlamento europeo non ha effetti diretti e vincolanti. Ma si somma alle tante difficoltà di rapporti che l'esecutivo italiano incontra con le istituzioni europee. E come spesso accade a Bruxelles, questi sono i voti che segnano un confine e rappresentano uno stigma difficile da cancellare. Sebbene il ministro degli Esteri Antonio Tajani abbia provato a ridimensionare il caso: "C'è una legge da rispettare, questo voto non cambia la legge italiana. La cambia il Parlamento italiano". Il caso, però, resta aperto. Lo scontro pure.