Nella prima Festa della Liberazione da presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha, finora, solo una commemorazione in agenda. Per la leader della destra post fascista, per la prima volta al governo in Italia, è una sorta di prova del nove. In questi mesi di governo, di errori marchiani sull’antifascismo (parola mai pronunciata) ce ne sono stati più di uno. L’hanno riguardata direttamente ( i martiri delle Fosse Ardeatine uccisi «solo perché italiani») e indirettamente . Ignazio La Russa, il presidente del Senato, ex missino, ha dovuto chiedere scusa per l’offensiva ricostruzione dell’attentato partigiano in via Rasella a Roma.
Da Palazzo Chigi filtra poco su cosa la premier voglia fare nel giorno in cui si festeggia la Liberazione. Di certo sarà all’Altare della Patria con il presidente della Repubblica. Meloni non intende incrinare il “link” con Sergio Mattarella, attento – e non solo per dovere…
Nella prima Festa della Liberazione da presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha, finora, solo una commemorazione in agenda. Per la leader della destra post fascista, per la prima volta al governo in Italia, è una sorta di prova del nove. In questi mesi di governo, di errori marchiani sull’antifascismo (parola mai pronunciata) ce ne sono stati più di uno. L’hanno riguardata direttamente ( i martiri delle Fosse Ardeatine uccisi «solo perché italiani») e indirettamente . Ignazio La Russa, il presidente del Senato, ex missino, ha dovuto chiedere scusa per l’offensiva ricostruzione dell’attentato partigiano in via Rasella a Roma.
Da Palazzo Chigi filtra poco su cosa la premier voglia fare nel giorno in cui si festeggia la Liberazione. Di certo sarà all’Altare della Patria con il presidente della Repubblica. Meloni non intende incrinare il “link” con Sergio Mattarella, attento – e non solo per dovere istituzionale – a salvaguardare la Costituzione nata dalla Resistenza. Una Carta che è non a-fascista, bensì anti fascista: lo ricordava durante i lavori della Costituente, Aldo Moro, lo statista Dc, non un pericoloso bolscevico.
Per il governo è un crinale impegnativo: se non si presenta alle manifestazioni, sarà evidente la diserzione. Se va, il rischio contestazioni è molto forte. Beppe Sala, il sindaco di Milano città medaglia d’oro della Resistenza, ha parlato di passaggio drammatico. «Senz’altro si deve evocare il rischio di omissione dell’ignominia del fascismo, contro questo io combatterò. Questa continua omissione non va bene». Lo ha scandito in tv a In mezz’ora in più, avvertendo che non è il muro contro muro che bisogna cercare, però la chiarezza delle posizioni. E quindi, va bene «riconciliamo, tuttavia se continuano ad andare avanti si arriverà al punto in cui si dirà “noi vediamo il Paese in modo diverso”, ed effettivamente lo vediamo in maniera diversa».
La presidente del Consiglio pare abbia in animo di scrivere un post in quella data: dovrà essere accorto e forse, dovrebbe provare a fare un passo avanti nella sua storia personale e in quella del suo partito, Fratelli d’Italia. All’Altare della Patria ci sarà anche La Russa così come il presidente della Camera, il leghista Lorenzo Fontana. A La Russa è stata sconsigliata la presenza a qualsiasi manifestazione dell’Anpi, l’associazione dei partigiani, ove mai fosse voluto andare. A Milano non è stato affatto invitato: «Siamo stati lungimiranti», è il commento dei partigiani che qui organizzano la cerimonia nazionale. Non si sa ancora se il presidente del Senato si recherà a deporre fiori al monumento dei partigiani al cimitero maggiore di Milano come aveva fatto da ministro della Difesa. Rischia di saltare anche questo appuntamento. Sul palco dei partigiani ci sarà il sindaco Sala.
A Boves, Borgo San Dalmazzo e Cuneo, città medaglia d’oro della Resistenza, si recherà il presidente Mattarella. Non lo accompagnerà la premier Meloni, né La Russa, bensì il responsabile della Difesa, Guido Crosetto. Fondatore di Fratelli d’Italia, Crosetto è tuttavia tra i pochi nel partito della destra a non avere una storia missina, e anche tra coloro che hanno detto di riconoscersi nell’antifascismo. Assente da qualsiasi cerimonia sarà il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, meloniano di ferro e cognato della premier. Fa sapere: questione di impegni istituzionali che lo terranno lontano da Roma. Complicato è sempre stato anche il rapporto di Matteo Salvini con il 25 aprile. A dispetto dell’impronta antifascista che la Lega di Bossi aveva, già da ministro e vicepremier nel 2019 Salvini aveva deciso di andare a Corleone per celebrare la lotta alla mafia più che la Liberazione. Il capogruppo leghista al Senato, Massimiliano Romeo sarà alla cerimonia a Lentate sul Seveso, cittadina di cui la moglie Laura Ferrari è sindaco. Anche lei finì nel fuoco delle polemiche qualche anno fa proprio sul 25 aprile che non avrebbe voluto celebrare. Commemorazione adesso confermata.
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